15 Maggio 2021

Pubblicato il

Al centro commerciale Roma Est proteste contro 65 licenziamenti

di Redazione

Ancora una giornata all'insegna delle proteste nel centro commerciale: i lavoratori della catena Brek non demordono

Tornano a protestare anche oggi i dipendenti di ristoranti Brek del centro commerciale Roma Est. 65 persone, infatti, rischiano il posto di lavoro, a partire già dalla fine di questo mese. I ristoranti Brek, della Cibis Spa, società del gruppo Pam, infatti, con ogni probabilità lasceranno la Capitale per trasferirsi al Nord Italia. Pertanto, tutti i dipendenti saranno licenziati. 7 in tutto i punti vendita che abbasseranno le saracinesche. Sul futuro dei lavoratori, e su un loro possibile ricollocamento negli altri punti Pam del Lazio (80) ancora nessuna certezza. Per soli 2 di loro, è giunta un’offerta part-time a Milano.

Per questi motivi, i lavoratori hanno messo in scena alcune proteste all’interno del centro commerciale, dove sono tornati a dire la loro questa mattina. Dopo il 3 e il 15 Maggio, ecco che Roma Est torna al centro del dibattito anche oggi, sabato 17 Maggio. A fare da sfondo alla protesta, indetta da Flaica Club Roma, come già il 15 Maggio scorso, dei volantini con un’offerta speciale: 65 lavoratori in svendita.

“Continuerà anche nelle giornate di oggi e domani il presidio dei dipendenti del gruppo Brek-Pam, di cui fa parte anche la nota catena commerciale Panorama al centro commerciale Roma Est di Lunghezza. Non possiamo essere trattati come merci – dichiara Natalino Ridente, lavoratore licenziato e rappresentante Flaica Cub Roma all'interno della Cibis Spa – La cassintegrazione e la buonuscita per i dipendenti che accettano il licenziamento (esito della trattativa condotta dai sindacati confederali), per noi, sono irricevibili. E l'offerta di riassorbimento di soli 2 lavoratori su 65 a Milano, tra l'altro con la formula del part-time, è semplicemente ridicola”.

E poi annuncia: “La mobilitazione andrà avanti finché i vertici aziendali non ci daranno risposte concrete e soprattutto trasparenti. A cominciare dai nomi delle società che subentreranno nei sette locali in via di chiusura a Roma Est”. 

 
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