18 Ottobre 2021

Pubblicato il

Ai domiciliari i due leader dei Movimenti per la Casa

di Redazione
Di Vetta e Fagiano fermati da agenti della Digos in occasione delle proteste montate davanti a Montecitorio

Il (tanto contestato) Piano Casa è legge, dopo il sì della Camera al c.d. decreto Lupi. Niente luce e gas a chi occupa abusivamente una casa, anche se vuota; bonus mobili fino a 10mila euro svincolato dalle spese di ristrutturazione; cedolare secca al 10% per i canoni concordati: queste sono tra le principali misure previste dal decreto che diventa legge con 272 sì alla Camera e 92 no. Previsto anche uno stanziamento di 25 milioni a favore del Comune di Milano, per l’Expo 2015.

Mentre si procedeva alla votazione, fuori Montecitorio dove si erano radunati gli attivisti dei Movimenti per la Casa per protestare contro il decreto. “Ci rimetteremo in movimento per continuare a fare quello che abbiamo fatto fino a ieri, occupando palazzi abbandonati e impedendo che le utenze siano staccate” – ha dichiarato Paolo Di Vetta, leader dei Blocchi Precari Metropolitani, a margine di una conferenza stampa che si è svolta proprio nella piazza di Montecitorio, indetta proprio per protestare contro quella che gli stessi movimenti definiscono la “vergognosa approvazione del Piano Casa”.

Nel mirino dei manifestanti, oltre al c.d. decreto Lupi, anche il protocollo per la sicurezza del ministro Alfano, che impedisce, in maniera preventiva, di far sfilare i cortei ‘violenti’ nelle strade del centro storico di Roma. “La sfida ad Alfano è lanciata. Già ieri abbiamo provato a dire che a Roma non permetteremo di impedire di protestare. Non siamo disponibili all'idea di sottostare al protocollo firmato da sindacati e forze politiche, sappiamo che il prefetto dovrà farli rispettare. Ma noi non li rispetteremo” – ha incalzato Di Vetta.

Ma proprio in occasione delle proteste che sono montate davanti a Montecitorio, lo stesso Di Vetta è stato fermato da agenti della Digos e sottoposto ai domiciliari. Oltre a Di Vetta, ai domiciliari anche Luca Fagiano, altro leader del Movimenti per il diritto all’abitare. Il fermo è stato visto dagli attivisti come “una dichiarazione di guerra” e quando la Polizia ha creato una barriera, i manifestanti si sono radunati davanti alle Forze dell’Ordine iniziando a urlare ‘Paolo Libero!’.
 
I due erano già stati arrestati lo scorso febbraio per gli scontri avvenuti il 31 ottobre in via del Tritone, ma poi erano tornati liberi con obbligo di firma nel registro dei sorvegliati. Da quanto si apprende, ad ‘incriminare’ i due, probabilmente la partecipazione alla manifestazione lo scorso 12 aprile, nonostante le disposizioni di firma. Tuttavia, al momento, non si hanno certezze relativamente alle accuse nei confronti dei due leader.

 
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