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19 Maggio 2022

Pubblicato il

Acqua alta a Venezia, il sindaco: “fate foto ai danni, sarete rimborsati”

di Giulia Bertotto
L'inondazione ha cinque precedenti così gravi, tre dei quali registrati solo negli ultimi vent'anni di fenomeni climatici estremi

La situazione a Venezia è sempre più preoccupante, l’acqua alta la sera di ieri, martedì 12 tra le 22.30-50 ha raggiunto livelli da record con 1,87 metri. Nella notte due persone hanno perso la vita; si tratta di un uomo di 78 anni fulminato all’isola di Pellestrina a causa di un corto circuito provocato dall’acqua che è entrata nella sua casa, e di un uomo trovato anch’esso deceduto in casa sua, stracolma di acqua.

Ci sono stati black-out in diverse zone al Lido e in Campo Santa margherita, e l’acqua ha intaccato le colonne della basilica di San Marco. I pompieri hanno risposto a più di cento interventi nel corso della notte, e sono tuttora sono impegnati in tutta la città, mentre le scuole di ogni grado sono chiuse. Perfino il centro Maree è stato colpito, e non è contattabile perché le linee telefoniche sono interrotte.

I danni in termini economici sono al momento difficili da calcolare perché la situazione è di caos generale e l’acqua non permette di osservare pavimenti e strade, ma sono sicuramente cifre altissime.

La marea che raggiunge l’interno della basilica conta solo cinque precedenti dal IX secolo. Ma il dato inquietante è che tre di queste inondazioni sono concentrate negli ultimi vent’anni. Quella in corso in questo momento è la più grave dopo la catastrofe del 1966, ci dice il Corriere.

Maurizio Crovato, consigliere comunale di Venezia, ci informa che il sindaco ha chiesto a tutti i residenti di fotografare i danni subiti nelle loro abitazioni perché farà in modo che tutti coloro che hanno subito dei guasti per via della marea eccezionale vengano rimborsati. 

Il sindaco Luigi Brugnaro chiede allora a cosa serva il MOSE, i lavori e il denaro pubblico speso per proteggere la laguna, mentre le previsioni meteo accennao miglioramenti solo da domani, per poi riprendere a piovere già da giovedì con una nuova perturbazione.

 

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