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20 Settembre 2020

Pubblicato il

Voglia d'estate

Abbronzatura artificiale: come funziona?

di Redazione

Sul tema esiste un dibattito tra scettici e favorevoli ma è ampiamente dimostrato che con le giuste regole l’abbronzatura artificiale sia sicura e garantita

Abbronzatura artificiale
Abbronzatura artificiale

Nonostante l’incertezza del periodo rispetto al tema vacanze non è detto che si debba fare a meno dell’abbronzatura. Dopotutto avere un bel colorito ci rende più in forma e dona un aspetto brillante e seducente anche grazie al contrasto con gli abiti chiari e colorati tipici della stagione. Se non hai mai frequentato un centro abbronzature e vuoi provarne i benefici effetti in questo articolo ti spiegheremo come funziona l’abbronzatura artificiale e in cosa differisce da quella naturale. Sul tema esiste un grandissimo dibattito che vede schierati scettici e favorevoli e che non vogliamo approfondire in questo luogo. Tuttavia è ampiamente dimostrato che con le giuste regole e accortezze, l’abbronzatura artificiale sia sicura e garantita.

Come funziona l’abbronzatura?

Le lampade solari usate nei centri abbronzatura sono il metodo più rapido ed efficiente per avere un colorito duraturo ed omogeneo su tutto il corpo. La prima cosa importante da sapere è che la nostra pelle si abbronza attivando un meccanismo di difesa dai raggi solari che entrano in contatto con l’epidermide. Praticamente i melanociti presenti sintetizzano delle quantità di melanina che trasforma l’energia solare in calore, scurendo la pelle. La melanina è un pigmento scuro le cui quantità variano da persona a persona per fattori ambientali e genetici. Una persona a pelle più scura si abbronza di più proprio perché nella sua pelle ci sono maggiori quantità di melanina. Quando la pelle si arrossa o si scotta, invece, le cellule dell’epidermide muoiono per via dell’esposizione senza la giusta quantità di melanina e, quindi, il flusso di sangue aumenta.

Cosa accade durante un trattamento abbronzante artificiale?

Nei centri estetici specializzati in abbronzatura vengono utilizzate due diverse sorgenti di raggi UV che possono essere i tubi fluorescenti e le lampade ad altra pressione. Rispetto al sole l’emissione di raggi UV è molto inferiore e l’esposizione è controllata sia nella quantità di raggi emessi che nell’arco di tempo in cui siamo esposti. A differenza di una giornata di mare con un trattamento di abbronzatura artificiale è molto più difficile scottarsi, se non è addirittura raro. Difatti quando ci esponiamo al sole per un’intera giornata, magari senza protezioni, rischiamo di scottarci perché non percepiamo l’eccessivo calore tra un bagno e una passeggiata ventilata in riva al mare. Il trattamento presso i centri estetici sono più sicuri da questo punto di vista. Proprio perché sono contenuti nel tempo e prestano attenzione al tipo di pelle su cui si va ad agire.

Un colorito distribuito su tutto il corpo

Inoltre con l’abbronzatura artificiale si ottiene un colorito uniforme e ben distribuito su tutto il corpo mentre, al contrario, quando ci esponiamo al sole ci sono parti che tendono naturalmente a rimanere più chiare per via delle posizioni che assumiamo quando ci esponiamo.

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Poche regole, massimo risultato

Per esporsi alla luce artificiale è importante seguire le regole che il tuo estetista di fiducia non si stancherà mai di ripetere. L’esposizione deve essere graduale e non intensiva o eccessivamente ripetuta nel tempo. La pelle va protetta con il giusto filtro a seconda del fototipo e, in ultimo, è importantissimo proteggere gli occhi con specifici occhialini. Aiutare la pelle a sviluppare un colorito salutare è possibile migliorando la propria alimentazione inserendo, nelle giuste quantità, le vitamine A e C ed il betacarotene. Difatti consumando alimenti come carote, pesche, melone, pomodori e peperoni si dà un valido aiuto allo sviluppo della melanina. Ti ricordiamo, infine, di esporti sempre con la giusta protezione per il tuo tipo di pelle e di limitarla quando la luce solare è troppo intensa.

La vitamina D

Il sole è anche una irrinunciabile fonte di Vitamina D, quasi assente nell’alimentazione, motivo per cui va dosato correttamente per non provocarne le spiacevoli conseguenze di invecchiamento della pelle e di problemi correlati ad una eccessiva esposizione.

 
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