Coppa d’Africa, trionfa il Senegal al termine di un match folle
I Leoni della Teranga abbandonano la finale della CAN 2025 dopo un rigore regalato all’ultimo secondo ai padroni di casa del Marocco: poi, ai supplementari, si laureano campioni del Continente per la seconda volta
Il Senegal vince la Coppa d’Africa 2025 (immagine dall’account X - ex Twitter - della Confederation of African Football/CAF)
Il Senegal ha vinto la 35sima edizione della Coppa d’Africa, sconfiggendo il Marocco al termine di un match folle in cui è successo davvero di tutto. Colpa di alcune scelte come minimo discutibili del direttore di gara, a tutto vantaggio dei padroni di casa. I quali però, traditi dai propri uomini-simbolo, non sono riusciti a spezzare la maledizione che li ha visti sollevare il trofeo una sola volta, ormai cinquant’anni fa.

La finale della Coppa d’Africa 2025
I Leoni della Teranga si sono quindi aggiudicati il derby “felino” coi Leoni dell’Atlante, con tanto di proverbiale veleno nella coda della finalissima della Coupe d’Afrique des Nations. Con avvisaglie già alla vigilia, quando la Fédération Sénégalaise de Football aveva accusato gli organizzatori di gravi mancanze che avevano rischiato di compromettere la preparazione della squadra. Dall’assenza di sicurezza all’hotel inadeguato, dai campi di allenamento inadatti fino alla sconcertante limitazione alla possibilità di acquistare biglietti per i propri sostenitori.
Poi, sul terreno dello Stadio Prince Moulay Abdellah di Rabat, a infiammare gli animi è stato il fischietto della Repubblica Democratica del Congo Jean-Jacques Ndala Ngambo. Che, come riporta la Gazzetta dello Sport, al 92’ ha annullato all’attaccante senegalese Ismaïla Sarr un gol apparso regolare a chiunque altro. E poi, al 98’, ultimo minuto dei tempi regolamentari, con la complicità del VAR ha assegnato ai maghrebini un rigore che definire generoso è un eufemismo.

Come ricorda France 24, non era certo la prima volta nel torneo che il Paese ospite finiva nella bufera a causa di un arbitraggio particolarmente favorevole. Con particolare riferimento al quarto contro il Camerun, macchiato da un penalty nettissimo negato ai Leoni Indomabili benché, complessivamente, gli sceriffiani avessero meritato il passaggio del turno. Il senso di ingiustizia, dunque, si è sommato alla frustrazione, e forse pure alla tradizionale rivalità tra Africani “bianchi” e subsahariani.
Il trionfo del Senegal
Di qui l’estrema forma di protesta dei calciatori in maglia verde, che hanno abbandonato il campo incitati dall’allenatore Pape Thiaw, sotto un fitto lancio di oggetti dagli spalti. L’unico bastian contrario è stato il leader al passo d’addio Sadio Mané, poi premiato come miglior giocatore della rassegna. Il quale, come riferisce Sky Sport, col suo carisma ha convinto i compagni a rientrare e terminare la partita.
Ma il colpo di scena era dietro l’angolo… o meglio sul dischetto dove, al 114’, si è presentato Brahim Díaz, capocannoniere della CAN 2025 con cinque marcature. L’ala del Real Madrid ha incredibilmente optato per un cucchiaio talmente telefonato da sollevare qualche dubbio, come rileva l’ANSA, sulla possibilità che avesse sbagliato di proposito. Comunque fosse, era già l’ora dei supplementari, e le sorprese non erano ancora finite.

Dopo 4 minuti, il mediano rossoverde Neil El Aynaoui, fin lì uno dei migliori della competizione, ha perso un pallone sanguinoso a centrocampo. E un siluro di Pape Gueye ha infranto le resistenze e insieme i sogni di Achraf Hakimi (deludentissimo nella serata della vita) e compagni. Il dio del calcio doveva tifare per il Senegal che, passata ancora una mezz’ora, recupero compreso, trionfava di nuovo dopo il titolo del 2021.
C’era comunque ancora tempo per un’ulteriore, sgradevole appendice in conferenza stampa. Dove i giornalisti locali hanno praticamente impedito al coach dei neo-Campioni del Continente Nero di prendere la parola. Ma non era che un dettaglio, dopo aver già mandato la Coppa d’Africa a Dakar (così come, in un altro senso, tutti i contestatori del Regno arabo).







