Tragedia di Crans-Montana, Roma prepara la stretta sui locali con nuovi controlli
Dopo Crans-Montana, Roma valuta un protocollo unico su controlli e ispezioni nei locali: nel 2025 quasi 11mila verifiche e oltre 4mila violazioni
La tragedia di Crans-Montana, che secondo gli atti d’indagine ha provocato 40 morti e 120 feriti, molti gravi, ha acceso un faro anche su Roma. Nel bilancio c’è il 16enne romano Riccardo Minghetti e c’è l’amico e coetaneo Manfredi Marcucci, rimasto ferito. Mentre in Svizzera proseguono gli accertamenti e sono stati arrestati i due titolari, nella Capitale si lavora a una rimodulazione delle verifiche sui locali, soprattutto nei contesti più delicati, dove sicurezza e ordine pubblico possono diventare un problema nel giro di pochi minuti.
Tragedia di Crans-Montana, Roma rivede le ispezioni: tavoli operativi e regole comuni
La linea che si sta delineando nasce da una consapevolezza: un evento lontano può cambiare il modo di leggere i rischi di casa propria. Nelle prossime settimane, dopo una serie di riunioni fra i vertici delle forze dell’ordine, potrebbe arrivare un protocollo comune che metta insieme procedure, priorità e modalità di intervento. L’obiettivo è rendere più rapida e uniforme l’azione sui casi complessi, colpendo situazioni a rischio e intervenendo in modo più incisivo quando emergono criticità legate a capienza, vie di fuga, antincendio, autorizzazioni, somministrazione e gestione delle serate.
Controlli sui locali a Roma nel 2025: quasi 11mila verifiche e oltre 4mila violazioni
I numeri delle attività svolte dalla polizia locale di Roma Capitale raccontano un fenomeno ampio e discontinuo, che richiede monitoraggio continuo. Nel 2025, tramite gruppi territoriali e reparti speciali, soprattutto nelle aree centrali e nelle zone della movida ma anche in periferia, sono stati eseguiti quasi 11mila controlli su pubblici esercizi: bar, pub, discoteche, ristoranti e attività simili. Da queste ispezioni sono emerse oltre 4mila violazioni e, secondo i dati raccolti, circa un terzo delle attività verificate è risultato irregolare, in forme e livelli diversi.
Chiusure e sospensioni a Roma: chi decide e quali passaggi seguono gli accertamenti
Un punto decisivo riguarda la filiera dei provvedimenti. Le pattuglie possono procedere d’ufficio quando si trovano davanti condizioni pericolose per motivi di sicurezza e ordine pubblico, ma i provvedimenti di chiusura e sospensione seguono l’iter amministrativo. A seconda dei casi intervengono Prefettura, Questura o municipio competente, che stabiliscono durata della sospensione o, nelle ipotesi più gravi e nei casi di recidiva, possono arrivare alla revoca delle autorizzazioni. Nel 2025 al Comando generale della polizia locale risultano pervenuti circa 180 provvedimenti di chiusura emessi dai municipi per irregolarità di vario tipo, ai quali si aggiungono ulteriori misure disposte da altri organi di polizia.
Massucci e le chiusure firmate dal questore: 68 provvedimenti nel 2025
Accanto al lavoro dei municipi c’è l’azione della Questura. Nel 2025, secondo i dati disponibili, sono stati 68 i provvedimenti di chiusura firmati dal questore Roberto Massucci, a seguito di accertamenti svolti dalla divisione di polizia amministrativa e anche da carabinieri e Guardia di Finanza, impegnati a loro volta nelle ispezioni. In alcuni casi si è trattato di chiusure a tempo, in altri di interventi più netti, disposti per locali ripetutamente sanzionati, dove i titolari hanno continuato a violare le prescrizioni.
Dal Kokus Bar ai seminterrati: i casi che spingono Roma a stringere sui controlli
Gli esempi citati negli atti e nelle relazioni operative mostrano perché il tema non è astratto. Il caso del Kokus Bar è emblematico: dopo controlli e misure che avevano portato ad abbassare le saracinesche nella sede di via Casilina a Torpignattara, l’attività si è spostata in zona Boccea cambiando nome in New Kokus Bar, ma è stata chiusa anche lì. È proprio questo “effetto rincorsa” a spingere verso strumenti più coordinati, capaci di seguire le attività anche quando cambiano insegna, gestione o sede.
Locali a rischio e serate senza autorizzazione: capienza, uscite di sicurezza e antincendio sotto la lente
La nuova offensiva potrebbe concentrarsi sulle attività avviate in immobili seminterrati, dove accessi e uscite di sicurezza richiedono verifiche puntuali e, se necessario, adeguamenti. Nel mirino anche bar già sanzionati in passato perché trasformati di fatto in discoteche, organizzando serate senza autorizzazione e con presenze oltre la capienza consentita. Un altro nodo è la presenza reale e il funzionamento effettivo delle misure antincendio: dotazioni, manutenzioni, segnaletica, percorsi di esodo, controlli periodici.
Più controlli, più irregolarità: nel 2025 incremento del 5% e violazioni in aumento
Il quadro, per chi indaga e per chi programma le verifiche, è già chiaro: rispetto al 2024 si registra un incremento dei controlli pari al 5%, a cui corrisponde un aumento più marcato delle violazioni, cresciute di circa il 20%. E salgono anche le chiusure: la percentuale dei provvedimenti risulta in aumento, con un +38%. Dati che, letti insieme alla lezione durissima di Crans-Montana, spingono Roma a rimettere mano alle procedure, puntando su interventi più omogenei e su una rete decisionale più rapida.
