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Fori Imperiali, due pini giù in pochi giorni: la strada dei turisti e il problema degli alberi “anziani”

Due pini caduti ai Fori Imperiali il 4 e l’8 gennaio 2026. Controlli fatti in estate, poi piogge forti. Ora test su 50 alberi simili

Alberi di Roma, via dei Fori Imperiali

Chi passa ogni giorno davanti al Colosseo e sale verso l’Altare della Patria lo sa: via dei Fori Imperiali è un nastro di storia, traffico e passeggiate. Proprio qui, però, in quattro giorni sono avvenuti due crolli che hanno fatto alzare la soglia di attenzione. Alle 5 di giovedì 8 gennaio 2026 un pino di circa 20 metri è venuto giù all’angolo con l’Altare della Patria; domenica 4 gennaio, non lontano, un altro pino era collassato vicino al Colosseo. Due episodi vicini nello spazio e nel calendario, in un tratto che non concede margini: c’è sempre qualcuno che passa, a piedi o in auto, e basta poco per trasformare una mattina qualsiasi in un’emergenza.

Fori Imperiali, i due crolli del 4 e dell’8 gennaio: una scia che riaccende l’allarme

Il dato più evidente è la ripetizione. Non un evento isolato, ma un “doppio colpo” nello stesso scenario urbano. E c’è anche un precedente che torna in mente agli addetti ai lavori: nel luglio 2023, nella vicina piazza San Marco, area di passaggio fra Campidoglio e Altare della Patria, si verificò un altro cedimento. Segni che, messi in fila, raccontano una realtà nota: molti pini del centro storico hanno un’età che sfiora il limite del loro ciclo vitale, stimato fra i 100 e i 120 anni, e richiedono controlli sempre più puntuali.

Fori Imperiali, “controllato e idoneo”: la storia del pino caduto all’Altare della Patria

Nel caso del pino caduto l’8 gennaio, le informazioni disponibili spiegano che non era un albero lasciato senza verifiche. Era quasi centenario ed era stato monitorato in estate nell’ambito dei controlli strumentali con prove di trazione predisposti dal Dipartimento Ambiente. Prima un controllo a vista, poi un approfondimento più mirato: un doppio check che aveva portato a considerare l’esemplare idoneo, con previsione di un nuovo controllo entro un anno. Detto così, sembra un paradosso: “promosso” nei test e poi a terra pochi mesi dopo. In realtà, in alberi così maturi la stabilità è un equilibrio delicatissimo, e può cambiare rapidamente quando si sommano fattori che agiscono sotto la superficie, proprio dove si gioca la partita vera: l’apparato radicale.

Fori Imperiali, radici sotto pressione: traffico, scavi e lavori della Metro C

Via dei Fori Imperiali non è un giardino. È un ambiente urbano complesso, con traffico, vibrazioni, suolo compattato e interventi che negli anni hanno inciso sul terreno: scavi per sottoservizi, lavori di vario tipo e, in questa fase, la presenza dei cantieri della Metro C. A questo si aggiunge un aspetto che i tecnici richiamano apertamente: per molto tempo la cura dell’apparato radicale non è sempre stata impeccabile, mentre l’attenzione si è affinata soprattutto negli anni più recenti. Quando le radici soffrono, l’albero può reggere per anni “in silenzio”, poi cedere quando arriva un evento meteo capace di spostare gli equilibri in poche ore.

Fori Imperiali e pioggia torrenziale: l’ondata di maltempo che può aver dato il colpo decisivo

Il meteo, in questi giorni, è stato un protagonista ingombrante. La Capitale è stata colpita da una straordinaria ondata di maltempo, con un volume di pioggia elevatissimo concentrato in quattro giorni. In queste condizioni il terreno si impregna, cambia consistenza, può perdere capacità di “tenere” le radici; inoltre aumenta il peso complessivo e le sollecitazioni sulla pianta. Secondo la lettura tecnica, proprio questa situazione avrebbe inciso in modo significativo sulla stabilità dei pini, dando l’impulso finale a esemplari già provati da decenni di pressione urbana.

Fori Imperiali, nuova ricognizione su circa 50 pini: cosa faranno i tecnici

Dopo due cedimenti così ravvicinati, il Campidoglio si prepara a una nuova ricognizione nell’area, dove sarebbero presenti circa cinquanta alberi della stessa specie e con età simile. Al centro del lavoro ci sono di nuovo le prove di trazione con i cavi: si “mette sotto sforzo” la pianta in modo controllato e si valuta la risposta. Se emergeranno criticità, si procederà con abbattimento e sostituzione. Finora, la linea è stata quella della conservazione con monitoraggi periodici e continuativi. Adesso, però, la priorità di sicurezza pesa ancora di più: qui passano romani, pendolari, famiglie, gruppi di turisti, e ogni rischio va ridotto al minimo.

Fori Imperiali non sono soli: sette pini caduti in città e danni alla Cassia

Il centro storico è la vetrina, ma il fenomeno ha toccato più quartieri. In questi giorni di pioggia torrenziale, il bilancio in città parla di sette pini caduti: segnalazioni da via Appia Nuova all’incrocio con piazza dei Re di Roma, fino al Tufello, oltre a Torre Angela e Centocelle. Sulla Cassia, secondo quanto riportato, cinque auto sono rimaste danneggiate. Un elenco che fa capire come il problema non sia confinato ai luoghi simbolo: riguarda la tenuta del verde urbano in un periodo in cui eventi meteo intensi sono sempre più frequenti.

Fori Imperiali, sicurezza e paesaggio: cosa aspettarsi nelle prossime settimane

Ogni romano ha un rapporto affettivo con i pini di Roma: fanno ombra, disegnano il profilo della città, raccontano un’idea di paesaggio che non si trova altrove. Però la sicurezza viene prima. Le prossime settimane saranno decisive per capire quanti alberi potranno restare in piedi con monitoraggi ravvicinati e quanti, invece, dovranno essere rimossi e sostituiti. L’obiettivo, per una strada che è al tempo stesso museo a cielo aperto e arteria viva, è evitare che l’emergenza detti l’agenda: servono verifiche rigorose, interventi mirati sul suolo e una programmazione delle sostituzioni che preservi l’immagine dei Fori senza mettere a rischio chi li attraversa ogni giorno.