07 Marzo 2021

Pubblicato il

Roma, voragine in via Nocera Umbra: la zona è costruita su una groviera

di Redazione

Sit-in di protesta dello Spazio Libero Tenaglia e del Comitato di Quartiere Quadrante

Appuntamento inaspettato per i volontari dell’Appio Tuscolano, che ieri mattina, insieme ai ragazzi dello Spazio Libero Tenaglia e ai cittadini del Comitato di Quartiere Quadrante, avrebbero dovuto procedere alla riqualificazione della zona. E invece, la loro attenzione si è dovuta spostare sulla voragine che si è aperta a causa delle incessanti piogge della scorsa settimana, proprio in via Nocera Umbra, nella parte adiacente l’area cani, con la conseguente chiusura del tratto di strada interessato.

“Di male in peggio” – recita lo striscione realizzato dagli attivisti dello Spazio, impegnati in un sit-in di protesta. Una situazione che si è presentata praticamente in modo analogo allo scorso anno: una voragine in piena strada all’incrocio tra via Otricoli e via Todi, con la conseguente chiusura delle strade, cambio dei sensi di marcia, e disagi facilmente immaginabili. Raccolte firme e sit-in organizzati nella zona a nulla valsero per sollecitare le autorità competenti, intervenute in realtà a più di un anno di distanza dall’avvenuta calamità. “Speriamo non si verifichi la stessa situazione qui a via Nocera Umbra – afferma speranzosa una passante – Non possiamo accettare la chiusura di questo tratto di strada, disagi su disagi”.

Di male in peggio, allora è proprio il caso di dirlo: problemi in superficie, ed evidentemente problemi sotterranei. “I disagi per i residenti sono notevoli anche perché con la chiusura della strada sono stati tolti circa 40 parcheggi, malessere evidente in una zona residenziale come questa. Il problema è però molto più grave: l’intera zona poggia infatti su vecchie fungaie – parla Marco cittadino del Comitato – Non siamo purtroppo tutelati da fenomeni del genere; a questo punto dobbiamo quindi aspettarci di cadere da un momento all’altro in queste voragini assolutamente imprevedibili”.

“Ho lavorato per 30 anni in questa zona e posso dire che stiamo parlando di edifici costruiti su una groviera; tutto questo quartiere passando per Villa Lais fino ad arrivare a via Genzano è interessato da grotte sotterranee, da questa situazione non se ne verrà mai fuori” – afferma Giovanni Saretti, evidentemente poco fiducioso nei confronti di chi per il Comune, dovrà estinguere questo problema.

Ma i protagonisti dell’attivismo locale non si scoraggiano, faranno tutto quello che è nelle loro capacità per sollecitare degli interventi in tempi brevi di messa in sicurezza dell’area; nella inesauribile speranza che non si aprano altre voragini, visto ciò ‘che non c’è’ sottoterra.

 
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