17 Settembre 2021

Pubblicato il

Emergenza rifiuti

Virginia Raggi. “Emergenza rifiuti? La responsabilità ha un nome: Nicola Zingaretti”

di Livia Maccaroni
Raggi: "Sapete quante discariche ci sono nel Comune di Milano? Zero, sono tutte in provincia. Non capisco l'accanimento di Zingaretti su Roma"
Rifiuti a Roma
Rifiuti a Roma

Un circolo vizioso in cui attribuire delle responsabilità o escogitare delle soluzioni sembra un’impresa irrealizzabile: è l’immagine più appropriata per delineare i tratti fondamentali della questione relativa all‘emergenza rifiuti nella Capitale. E con le strade inondate da cumuli e cumuli di spazzatura, che ne vanno a minare il decoro, con i cittadini esacerbati e amareggiati per una situazione così problematica, l’aggravante che complica notevolmente il contesto in questione è evidentemente riconoscibile. Si tratta dello scontro istituzionale tra Campidoglio e Regione Lazio, ogni giorno più spinoso.

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Virginia Raggi: “la raccolta rifiuti è responsabilità della Regione Lazio”

“Roma Capitale e Ama, l’azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti, stanno facendo tutto quanto è in loro potere per risolvere ogni tipo di criticità”, ha dichiarato la sindaca della Capitale Virginia Raggi. “Purtroppo raccogliere i rifiuti non basta, se non ci sono impianti e discariche dove portarli e smaltirli. Se i rifiuti restano in strada è per questa carenza di impianti e discariche, la cui responsabilità ha nomi e cognomi: Regione Lazio e Nicola Zingaretti. Alla Regione, infatti, compete la programmazione del ciclo dei rifiuti e, soprattutto, l’indicazione delle soluzioni di smaltimento: se in discarica o in altre tipologie di impianto, e in quali aree. Purtroppo, dalla chiusura della discarica di Malagrotta, nel 2013, il presidente Nicola Zingaretti è sempre stato al governo e non ha previsto alcuna soluzione”.

Impianti e discariche mai realizzati

E alla sollecitazione sulla mancata realizzazione degli impianti, dopo che sono trascorsi anni dalla chiusura di Malagrotta, la sindaca Raggi risponde: “Questa è una domanda che dovremmo fare tutti – giornalisti, amministratori, cittadini – a Nicola Zingaretti. Perché il Piano Regionale dei Rifiuti è stato approvato soltanto pochi mesi fa, dopo otto anni, con un incredibile ritardo più volte stigmatizzato dalle istituzioni internazionali e nazionali? È proprio questo il documento che serviva ad indicare le soluzioni necessarie alla chiusura del ciclo dei rifiuti, non solo nella città di Roma ma in tutto il Lazio. E si è rivelato insufficiente, visto che il Ministero della transizione ecologica ne ha chiesto la revisione. La crisi dei rifiuti investe tutto il Lazio e noi stimo facendo il possibile”.

La mobilitazione del Campidoglio

E prosegue: “Dopo aver risanato i conti di Ama – in cui abbiamo trovato un enorme buco di bilancio da oltre 250 milioni di euro lasciato dalle passate amministrazioni – abbiamo potuto approvare il Piano Industriale aziendale e il Piano di Risanamento in cui è prevista la realizzazione di due nuovi tmb. Siamo tornati ad assumere personale, abbiamo acquistato nuovi camion, stiamo sostituendo tutti i 41mila cassonetti, abbiamo avviato la costruzione di due nuovi impianti di compostaggio. Questa Amministrazione, per la prima volta dopo decenni, ha un piano di investimento per Ama Spa, già avviato, per 340 milioni di euro che prevede anche la realizzazione di nuovi impianti di selezione del multimateriale, 300 nuovi mezzi per la raccolta, 88 nuove spazzatrici, nuovi centri di raccolta.

L’appello ai sindaci del Lazio

Ai sindaci dell’area metropolitana che non vogliono i rifiuti dei romani e in particolare la primo cittadino di Albano Laziale Virginia Raggi risponde: “Io capisco e rispetto le posizioni dei sindaci. Sono amministratori in prima linea, come me, che devono rispondere alle giuste preoccupazioni delle proprie comunità. Quella che abbiamo individuato è chiaramente una soluzione tampone, della durata di 180 giorni, che non risolverà certamente il problema nel lungo periodo. Ma in questi mesi riuscirà a dare il tempo necessario alle istituzioni per poter trovare una soluzione. È necessaria la collaborazione di tutti. Per questo ho lanciato un appello ai miei colleghi sindaci del Lazio affinché la Regione apra le altre discariche disponibili, da Colleferro a Roccasecca”.

“Non capisco l’accanimento di Zingaretti su Roma”

Quanto alla discarica a Roma, Zingaretti sa che all’interno del Comune non esistono aree idonee a una sua realizzazione e che nessuna nuova discarica sarà pronta domani o tra due mesi. Voglio anche ricordare che per 40 anni Roma ha ospitato a Malagrotta la discarica più grande d’Europa. Accoglieva rifiuti da tutti i Comuni del Lazio e dal resto d’Italia. Sapete quante discariche ci sono nel Comune di Milano? Zero, sono tutte in provincia. Quindi non capisco questo accanimento di Zingaretti su Roma”.

Il fallimento della differenziata

Sul tema “raccolta differenziata”, Virginia Raggi dichiara: “Noi non sfuggiamo alle nostre responsabilità. Abbiamo fatto il possibile in uno scenario che non possiamo slegare da quello dell’intero ciclo dei rifiuti. Mi spiego meglio. Gli impianti di trattamento, per assenza di sbocchi in discarica e indagini che continuano a coinvolgere le autorizzazioni rilasciate dalla Regione Lazio, ricevono meno rifiuti. Questo ha due effetti. La raccolta non è regolare, i mezzi Ama restano pieni e quando saltano i giri inevitabilmente si creano cumuli di rifiuti a terra che fanno crescere la frazione indifferenziata. Le cicliche crisi della Regione Lazio impediscono quindi, da anni, la necessaria pianificazione e la corretta gestione del ciclo dei rifiuti. Nonostante questo e nonostante le critiche, la nostra percentuale di raccolta differenziata è superiore alle grandi Capitali europee, arrivando al 47%”.

Lo scontro tra Capidoglio e Regione Lazio

“La cooperazione tra le istituzioni è fondamentale”, spiega la Raggi. “Noi abbiamo sempre cercato il dialogo, nei tavoli tecnici istituiti presso il Ministero o negli altri incontri politici sul tema. Le soluzioni ci sono ma non c’è il coraggio prendere alcune decisioni. Dal mese di aprile, all’indomani delle inchieste giudiziarie che hanno coinvolto la massima dirigente regionale al ciclo dei rifiuti e un imprenditore del settore, nulla è stato fatto per completare la discarica di Roccasecca. La discarica di Colleferro è stata inspiegabilmente chiusa dalla Regione Lazio nonostante fosse ancora capiente. Noi continuiamo a cercare il dialogo, ma dall’altra parte ci sono evidentemente ragioni politiche o elettorali che sono preminenti rispetto alla tutela dell’interesse dei cittadini”.

Un elettorato deluso

“E l’elettorato, sui temi economia circolare, svolta verde, riciclo e riuso, deve continuare a darci fiducia, perché abbiamo cambiato rotta nella gestione di Ama, l’abbiamo risanata dopo decenni di ruberie e la stiamo rilanciando. Siamo inoltre la prima amministrazione romana che, dopo decenni, ha investito in modo importante nel Verde pubblico, con un totale di 108 milioni di euro. Abbiamo fatto ripartire il nostro Servizio Giardini, acquistando nuovi mezzi e assumendo nuovo personale. Abbiamo avviato un importante progetto per la valorizzazione degli oli usati attraverso la raccolta nei mercati e nelle sedi di tutti i Municipi di Roma. Infine abbiamo approvato recentemente il PAESC (il Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima), che fissa al 51% la riduzione di emissioni climalteranti. Roma si impegna a raggiungere il risultato entro il 2030″.

 
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