05 Maggio 2021

Pubblicato il

8 giornate alla fine

Vincono tutte le big, colpi salvezza di Torino e Spezia: la trentesima di campionato

di Enrico Salvi

L'Inter continua a volare verso lo Scudetto, ma alle sue spalle nessuno molla la corsa Champions. Dietro svolte importanti per la permanenza in Serie A

Atalanta 30° giornata campionato

In attesa di Benevento-Sassuolo, quando mancano 8 giornate al termine del campionato corsa Scudetto quasi archiviata, corsa Champions sempre più esaltante, corsa salvezza forse arrivata ad un punto di non ritorno.

I numeri impressionanti dell’Inter: è partito il conto alla rovescia

Con l’1-0 sul Cagliari, sono 11 vittorie di fila in campionato e il margine di 11 punti sulla seconda. Ma soprattutto i 4 gol presi nelle ultime 13: questo è il segreto dell’Inter nel suo allungo di primavera decisivo. I nerazzurri – in attuale possesso sia del miglior attacco sia della miglior difesa – creano ma non concretizzano per merito su un super Vicario, sbloccando la partita solo al minuto 77 con un’azione “alla Gasperini”, con l’imbucata in mezzo del terzino per l’altro terzino. Stavolta è Hakimi a fare da assistman per Darmian e per Conte può partire il conto alla rovescia.

Milan, Juve e Atalanta mantengono il posto Champions…

Se oramai l’Inter fa una gara solo con se stessa, dietro corrono tutte nella gara di velocità per il posto Champions. Il Milan mantiene il secondo posto con il 3-1 rimediato a Parma. Una partita in discesa, grazie alle ottime costruzioni culminate con i gol di Rebic e Kessie, poi complicatasi con la discussa espulsione di Ibrahimovic e infine suggellata all’ultimo minuto da Leao in contropiede. Milan che si dimostra squadra da trasferta: 13° vittoria quest’anno, nel campionato italiano – come in Europa – nessuno ha questo ruolino lontano da casa.

Segue la Juventus che, sollevata dalla vittoria nel recupero infrasettimanale, batte – anch’esso per 3-1 – il Genoa. Anche qui una prestazione simile a quella del Milan con l’1-2 firmato dai lampi di Kulusevski e di Chiesa – che propizia il gol di Morata. All’inizio di secondo tempo Scamacca e le occasioni dell’ex Pjaca rimettono in discussione la contesa, chiusa sul finale da McKennie. Ancora male Cristiano Ronaldo, che sbaglia un gol clamoroso e a fine partita butta la maglia per terra: dimostrazione di nervosismo non nuova in quest’ultimo periodo.

Anche l’Atalanta conserva il suo quarto posto provvisorio espugnando Firenze. Come spesso è capitato in questa stagione, la Dea butta via un doppio vantaggio e viene raggiunta da un super Vlahovic, ma viene a capo della contesa con un rigore trasformato da Ilicic. Non basta un’arcigna Viola con il ritorno di Iachini, Gasperini vince l’ottava delle ultime 9 partite di campionato (unico passo falso con la capolista). Settimana prossima sfida fondamentale con la Juventus.

…ma Napoli, Lazio e Roma non mollano

Alle spalle dei primi posti le inseguitrici non mollano. Il Napoli espugna Marassi con un gol per tempo. Dopo la terza rete stagionale di Fabian Ruiz, gli azzurri rischiano di subire il pareggio (di Thorsby, annullato dal Var) e chiudono i conti con la fuga di Osihmen che sta trovando una continuità mai trovata finora, fisica e di conseguenza realizzativa. Una volta rientrati molti indisponibili, Gattuso ha cambiato marcia ed è pienamente in corsa, anche se pesa la sconfitta di mercoledì.

Le romane vincono entrambe di misura e si mantengono attaccate al sogno Champions. La Lazio risolve l’intricata sfida contro l’Hellas solo all’ultimo, con l’inzuccata di Milinkovic-Savic. L’ennesima in vittoria in Zona Cesarini consente ad Inzaghi, assente momentaneo causa Covid, di rimanere a 6 punti dal quarto posto con una partita ancora da recuperare. Distanziata di un punto la Roma, che batte col minimo sforzo il Bologna. Giallorossi che nel primo tempo sembrano avere la testa all’Ajax, ma che passano in vantaggio grazie all’astuzia di Borja Mayoral, che torna a sbloccarsi in campionato dopo più di due mesi. Secondo tempo più tranquillo, senza chiudere la partita ma senza nemmeno concedere troppo e 3 punti in cascina. Roma che rimane in corsa per la Champions, ma quella per l’Europa League appare prioritaria.

Zona salvezza: colpi pesantissimi di Torino e Spezia, siamo allo strappo decisivo?

Se le prime 7 vincono e non spostano gli equilibri, in coda due partite hanno segnato la lotta per non retrocedere. La vittoria di rimonta al fotofinish dello Spezia sul Crotone sa di sentenza: al minuto 89 i calabresi erano avanti, trascinati dal solito Simy, con qualche ambizione di salvarsi, ma i gol di Maggiore e Erlic nel recupero condannano definitivamente Cosmi alla Serie B con qualche rimpianto. Sono troppe le partite buttate così nell’ultimo periodo. Se Cagliari e Parma non fanno punti visto il turno proibitivo contro le milanesi capoliste, pesa come un macigno la vittoria del Torino ad Udine. Con il rigore prima conquistato e poi trasformato da Belotti (12° gol stagionale) i granata si portano a 5 punti di vantaggio sul Cagliari: considerando che la squadra di Nicola ha anche una partita da recuperare, potrebbe essere la svolta decisiva della corsa salvezza.

Ci Piace e Non Ci Piace: la Lazio e i bomber

Bonus di giornata per la Lazio, non tanto per la quarta vittoria di fila quanto per il cuore della squadra di Simone Inzaghi: tutte vittorie di misura, di cui tre risolte con gol oltre l’84’ minuto di gioco. Gol nel finale che hanno fruttato 6 punti in più: quelli che consentono ancora di sperare nella Champions.

Malus di giornata invece per coloro che di solito vengono sempre incensati: i bomber delle big. Se i loro omologhi delle piccole continuano nel loro stato di grazia – leggasi Vlahovic e Simy – Lukaku, Immobile, Ibra e Cristiano Ronaldo sono mancati all’appello. Tuttavia circostanze diverse cambiano alcune considerazioni. Big Rom non trova occasioni ghiotte ma partecipa al gol vittoria, Ciro invece manca il timbro in campionato dal 7 febbraio. Ibra dà il suo contributo in due gol del Milan ma poi si fa espellere, CR7 spreca una colossale occasione e a fine match butta la maglia a terra, sintomo di una frustrazione probabilmente più nei confronti di se stesso che nei confronti della Juventus.

 
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