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08 Dicembre 2021

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Valentino Rossi dopo il ritiro: tanti fenomeni ma nessuno come il Dottore

di Redazione
L’unicità di Valentino Rossi è che ha fatto sembrare semplice vincere così tanto nella massima categoria: nove titoli mondiali
Valentino Rossi
Valentino Rossi

Che il ragazzo fosse speciale lo si sapeva tutti, anche se domenica scorsa 14 novembre 2021 nella sua ultima gara della moto Gp sul circuito spagnolo di Valencia, a ricordarcelo sono stati i suoi tifosi e volti noti del mondo dello sport e dello spettacolo di mezzo mondo, da Ronaldo a Hamilton, da Jovanotti a Nadal, da Tom Cruise a Keanu Reeves.

Valentino Rossi, una carriera lunga 26 anni

La voce che ce lo ha raccontato per anni, Guido Meda, in lacrime ci ha spiegato di come Valentino sia stato capace di portare le moto dentro le case degli italiani anche dei meno appassionati come le cosiddette casalinghe di Voghera. E del grande privilegio che ha avuto nel raccontare le gesta sportive di un grande campione. Sono convinto che se fosse dipeso da lui avrebbe deciso di smettere anche prima. Ma la sua capacità comunicativa e mediatica avrà sicuramento animato il pressing di Carmelo Ezpeleta patron assoluto del Circus per convincere il dottore a restare un anno in più.

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Ne avremo la riprova valutando gli ascolti della prossima stagione. L’unico pilota in grado di catalizzare l’attenzione come ha saputo fare Valentino, ma mai ai suoi livelli, è stato il texano della Suzuki Kevin Schwantz, campione del mondo nel 1993, al quale peraltro lo stesso Rossi si è ispirato. Quello che colpisce di più il grande pubblico alla fine di una carriera lunga 26 anni sono ovviamente i numeri da record.

Numeri da record

Nove titoli mondiali vinti in diverse classi, quasi 450 gare disputate, 235 podi ottenuti, 115 primi posti in tutte le classi e 89 volte sul gradino più alto nella classe regina. Certamente il palmares è di quelli da leggenda, ma la grandezza di Valentino Rossi è anche e soprattutto un’altra.

Quando Rossi è arrivato nella classe regina correva l’anno 2000 e le moto erano dei bolidi col motore 2 tempi da quasi 200 cavalli ed appena 120 kg di peso senza alcuna elettronica capace di rendere gestibile tanta potenza. Quello che contava veramente era unicamente il polso del pilota la sua sensibilità e capacità di controllo. Fino ad allora gli unici a vincere con queste moto erano dei marziani provenienti dalle galassie statunitense ed australiana. Spencer, Roberts, Lawosn, Gardner, Kocinski, Doohan. Capaci di vincere non solo le gare ovviamente, ma i campionati del mondo in sella a Honda e Yamaha.

Valentino arriva nel 2000 sulla Honda NSR 500 lasciata dal campione del mondo Mick Doohan. In questo contesto alla prima stagione arriva secondo nel mondiale. Nel 2001 vince a mani basse e nel 2002 si ripete metabolizzando anche la transizione della moto GP alle nuove moto a 4 tempi mostri da 250 cavalli totalmente diverse da guidare rispetto alle 2 tempi. Ancora un anno di vittorie con la Honda nel 2003 oltre al quinto titolo mondiale.

Il resto è storia recente con le innumerevoli vittorie in sella alla Yamaha. L’unicità di Valentino Rossi è che ha fatto sembrare semplice vincere così tanto nella massima categoria. In realtà tutti i rivali che lo hanno affiancato nella lotta la titolo hanno trovato un avversario quasi imbattibile. Di fenomeni ce ne sono stati. Basti citare due pluricampioni come Biaggi e Stoner, eppure nessuno dei due è riuscito a fare quello che ha fatto il Dottore.

Sandro Gugliotta

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