Torniamo ad affrontare una vexata quaestio come la diatriba relativa alle controverse (eufemismo) Presidenziali Usa 2020. O meglio, ai democratici brogli che ormai può non vedere solamente chi ha le fette di salame sugli occhi. Perché in merito continuano a moltiplicarsi gli indizi, quando non autentiche prove e ammissioni – anche col contributo di una nostra “nuova conoscenza”.

Usa 2020 e frode
Si tratta del Southern Poverty Law Centre, l’organizzazione antidiscriminazioni colta ad alimentare un’evidentemente redditizia emergenza razzismo finanziando movimenti come il Ku Klux Klan. E che sei anni fa, come campeggia ancora sul suo sito, foraggiò l’acquisto di urne per il voto postale aggiuntive nella contea di Fulton, in Georgia.
Un dato significativo, intanto perché l’SPLC è sovvenzionato primariamente dal Partito Democratico. Ma soprattutto perché, ricorda The Federalist, il distretto in questione, per bocca dei suoi funzionari, ha confessato di aver conteggiato in quell’occasione circa 315.000 suffragi certificati illegalmente. Il tutto in uno Stato in cui, allora, Sleepy Joe Biden “prevalse” sull’inquilino della Casa Bianca Donald Trump per neanche 12.000 preferenze.
Il “voto” che si addice al Partito Democratico
Poi c’è il caso del Minnesota, già nella bufera per lo scandalo dei sussidi federali elargiti ai centri per l’infanzia della comunità somala, rivelatisi tuttavia inesistenti. E dove i locali deputati dem, come rileva AMG News, recentemente hanno respinto all’unanimità la proposta repubblicana di cancellare le persone morte dalle liste elettorali.
Una spiegazione ufficiosa è che i defunti, pur restando nel sistema, sono esclusi dai registri dell’elettorato attivo, ma allora perché non rimuoverli del tutto? Se lo sono chiesti in tanti sui social, dove non a caso è diventata virale la domanda: “Quanto più ovvio possono renderlo?” A quanto pare, Usa 2020 e… frode è il “voto” che si addice alla formazione dell’Asinello.




