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Presidenziali Usa, un election day da record: ma alla fine chi ha vinto?

Presidenziali Usa: mai cosi tanti americani si erano recati alle urne, più di 160 milioni sfiorando il 74% di affluenza e non è un caso

elezioni Presidenziali

Joe Biden 46esimo presidente americano

Presidenziali Usa. E così Joe Biden sarà il nuovo presidente degli stati uniti d’America. Con un numero di voti da record, circa 76 milioni e ad ora 294 grandi elettori che potrebbero arrivare a 306 con la conferma della vittoria anche in Georgia, Biden si è aggiudicato il prossimo mandato alla Casa Bianca. Il suo sfidante, l’attuale presidente Donald Trump, esce dal confronto elettorale risultando il secondo più votato della storia con poco più di 70 milioni di voti. Anche l’affluenza segna il record di sempre. Mai cosi tanti americani si erano recati alle urne, più di 160 milioni sfiorando il 74% di affluenza.
Un vero election day da record in tutti i sensi. Ma questi numeri sono casuali?


La storia c’ insegna che solo dopo aver toccato il fondo, solo dopo aver vissuto sulla propria pelle le sensazioni del fallimento dell’autoreferenzialismo dei cosiddetti uomini forti, il popolo ha sempre risposto con grande senso di responsabilità alle scelte politiche attraverso il voto.

Presidenziali Usa e quel voto che restituisce libertà e responsabilità ad ogni cittadino

Ogni volta che sulla scena politica di un paese si è affacciata la figura forte di un leader che inizialmente ha offerto sicurezza e protezione attraverso forme più o meno estreme di nazionalismo e chiusura dei confini, la fine del mandato si è sempre poi caratterizzata da un forte sentimento di rivendicazione del ruolo di elettori. L’investimento fatto sul singolo, spesso figura forte e accattivante che s’impone come leader cavalcando le spinte di un tessuto sociale lacerato e inquieto, finisce sempre con il restituire un forte senso di responsabilità al singolo cittadino. È in queste circostanze che la storia ci continua ad offrire il modello disfunzionale del leader tutto autoriferito, dell’uomo forte che per dimostrare il proprio machismo si scontra con tutto e tutti, si oppone senza possibilità alcuna alla visione alternativa al contraddittorio e non lascia alcuna speranza al compromesso. Quindi chi ha vinto in realtà queste elezioni?


Le ha vinte Biden come uomo o le ha vinte ciò che rappresenta come modello alternativo alla leadership forte di Trump?


La lettura dei dati ci fornisce meglio di qualunque altra ipotesi la verità.
Biden non vince ma stravince perché strappa ai repubblicani stati, come la Georgia o il Nevada che mai o rarissimamente nella storia erano andati ai democratici. Stravince perché il numero di grandi elettori a suo favore è superiore ai 300, cosa che neanche con Obama era accaduto. Ma il successo di Biden come candidato non è seguito dal partito democratico. I democratici avranno la maggioranza alla camera ma no al Senato, se pur di poco. Questo significa che l’elettorato stesso repubblicano non ha creduto più nel suo rappresentante.

Ha prevalso l’unione per affrontare la pandemia


Ha smesso di credere in quel modello inizialmente affascinante, di uomo forte. Alla fine ha vinto un popolo che ha accolto il desiderio di tranquillità e di serenità di cui necessita in questo momento storico. Ha prevalso il desiderio di essere uniti per affrontare il Covid-19 e i problemi interni come quelli con i paesi stranieri, attraverso un dialogo più moderato, senza l’insulto il giudizio o meglio il pregiudizio. La cartina del voto con gli stati assegnati e i relativi seggi colorati di blu o di rosso a seconda del vincitore, ci possono aiutare nella lettura non solo del successo di Biden ma anche nell’analisi di quello che l’America è e di come il sistema al suo interno sia complesso e variegato.


A votare per Trump sono stati quelli con il pickup e il fucile dietro al cofano, quelli con il cappello da cowboy e dei grandi ranch. Di rimando Biden vince nelle grandi città dove l’hitch e l’emancipazione continuano la loro inarrestabile marcia. In tutte le città Biden vince come anche negli stati sulle coste, mentre Trump riscuote successo negli stati dell’entroterra e del sud.
Vince il credo nel futuro e perde l’America reazionaria. Vince la speranza e il desiderio di essere comunità e perde il negazionismo che vede il complotto in ogni angolo di strada.
Possiamo insomma dire che alla fine vincono le mascherine e perde il muro!

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