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01 Ottobre 2020

Pubblicato il

Roma Trastevere, paura in un bar: 60enne irrompe e spara in aria

di Redazione

Un uomo di 60 anni, affetto da turbe, è entrato in un bar in Piazza Sonnino e con una pistola giocattolo ha fatto fuoco

Tra le canzoni popolari del patrimonio romanesco, “Casetta de Trastevere”, rientra senza alcun dubbio tra le più note e suggestive esecuzioni che illustrano, con romantica nostalgia, la città e le sensazioni del tempo andato. Molti sono gli artisti che hanno interpretato questo brano, tra i quali, Lando Fiorini, Claudio Villa, Alvaro Amici, Gabriella Ferri. ‘Casetta de Trastevere, casa de mamma mia, pare che er monno stia cascanno appresso a te. Tutti li sogni cascheno, mattone pe’ mattone e in mezzo ar porverone io nun ce vedo più.’  E’ vero, i sogni si dissolvono, le tradizioni si trascinano a fatica, i tempi cambiano e la malinconia che a volte proviamo ci distoglie dalla realtà, inducendoci a pensare che una volta tutto era migliore, proprio tutto. Le cose non stanno esattamente in questi termini, ma è confortevole pensarlo, soprattutto in un mondo esposto ad una continua, o meglio, quotidiana cronaca di orrore e di morte. E’ bello pensare alla “casetta de Trastevere”, alla vita semplice e genuina raccontata dai nostri nonni e in base a queste rimembranze, è difficile ritenere come la vita e lo spirito di un quartiere storico e popolare come questo, possa essere intaccato, quasi violato nella sua intima e proverbiale essenza.  Eppure è così, non c’è di che meravigliarsi ormai. Un uomo di 60 anni, affetto da disturbi di natura psichiatrica, è entrato in un bar situato in Piazza Sonnino e con una pistola giocattolo, puntando verso l’alto, ha (diciamo così), fatto fuoco. Se da una parte, gli avventori che non conoscevano l’uomo hanno vissuto momenti di spavento, dall’altra,  i titolari del locale, ben sapendo con chi avevano a che fare, non si sono scomposti più di tanto e, dopo aver chiesto l’intervento della polizia, hanno atteso che le forze dell’ordine lo prelevassero  per condurlo presso l’ospedale Fatebenefratelli, dove il suo psichiatra svolge le proprie prestazioni cliniche. Quindi, tutto rientrato a quanto pare e anche se ‘Sotto quer piccone traditore, come quer muro me se sfascia er core’, la  “casetta de Trastevere” nei sentimenti più profondi, resta e sempre resterà al suo posto.

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