19 Giugno 2021

Pubblicato il

Roma Torrino-Decima, infrastrutture adeguate per il nuovo stadio?

di Redazione

"Contrari alla non preparazione di una condizione urbanista favorevole ad accogliere un afflusso di gente così alta"

Centocinquemila: il numero di persone che il quartiere Torrino – Decima potrebbe dover sostenere tra neanche due anni. Il motivo? La costruzione di una struttura calcistica che, nella più rosea delle aspettative, potrebbe ospitarne sessantamila la domenica. Parliamo dello stadio dell’AS Roma, la cui costruzione dovrebbe avvenire nella zona di Tor di Valle, sita ai margini dei succitati quartieri.

Ora, per quanto lo stadio immaginato dalla società calcistica della Capitale sia indubbiamente una realtà innovativa e pionieristica, viene da chiedersi se e come un quartiere come il nostro, che ha enormi difficoltà a reggere infrastrutturalmente i movimenti di neanche quarantacinquemila persone, possa arrivare a sostenerne oltre centomila, trasformandosi, per una giornata, in una città grande quasi come Bergamo.

Il problema traffico, nonché della fantasiosa urbanistica locale, è una realtà oggettiva da lungo tempo; e se da un lato è vero che questo è un problema più o meno comune a tutta Roma, va detto che negli ultimi cinque anni la situazione, nelle nostre zone, è andata letteralmente precipitando. Un quartiere immaginato per essere una periferia della città, poco più che residenziale, ha pian piano iniziato ad attrarre sempre più persone da altre zone di Roma, costringendo le istituzioni ad adeguarsi (con toppe, a dire il vero) ad un quartiere che cresceva esponenzialmente. Ma non solo: grazie agli importanti snodi stradali che incrociano le nostre zone, noi, come abitanti di questo quartiere, non siamo solo diventati “attrattiva” per altri cittadini, ma anche zona di passaggio per chi abita nelle zone ancora più periferiche (come Ostia, ad esempio). Dunque al sovraffollamento locale, ed al continuo arrivo di residenti di altre zone per motivi lavorativi, si aggiunge anche  un discreto numero di persone che nelle ore di punta aiuta ad intasare ulteriormente le nostre strade.

Il problema in questione, a dire il vero, non è stato affrontato con grande serietà, ed il massimo che si è ottenuto è stata qualche soluzione tampone, come l’ampliamento di alcune strade o la ristrutturazione di alcuni sottopassaggi. Robetta, in confronto all’aumento demografico. E se queste soluzioni tampone non sono servite e contenere una situazione problematica di crescita demografica graduale, come pretendiamo che esse possano, anche solo lontanamente, servire ad un incremento di più del 100% dei circolanti in una sola giornata? E se da un lato ci viene incontro la domenica, quando effettivamente la circolazione è molto più agevolata, dall’altro si deve tremare al pensiero di una partita giocata alle ore 20.45  in un giorno lavorativo: sessantamila persone che, intorno alle 19, quando la gente torna a casa dal lavoro congestionando il traffico, si incanalano nel quartiere, sommandosi ai residenti. Si rischia l’implosione. 

Ovviamente non si considerano poi i disagi degli scontri, delle manifestazioni, del servizio pubblico che dovrebbe riaccompagnare a casa i tifosi (la stazione di Tor di Valle già funziona a singhiozzi ora, pur dovendo essere “solo” lo snodo con il Lido, figurarsi un domani, quando dovrà caricarsi ogni settimana migliaia di tifosi da sbarcare ad Eur Magliana) e dei mille altri problemi legati ad una transumanza di decine di migliaia di persone.

Tutto questo significa che si è contrari alla più che meritata costruzione di uno stadio per la squadra della Capitale? Certo che no: si è contrari alla non preparazione di una condizione urbanista favorevole ad accogliere un afflusso di gente così alta. Che si sfrutti allora l’occasione, ed in virtù della costruzione del nuovo stadio ci si preoccupi di mettere in efficienza le nostre strade ed il nostro servizio di trasporti pubblico, così da poter, proverbialmente, salvare capra e cavoli. 

 
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