21 Settembre 2021

Pubblicato il

The Dubliners, regia di Giancarlo Sepe, al Teatro La Comunità

di Redazione
Dal 10 ottobre in scena lo spettacolo di Giancarlo Sepe

The Dubliners è una raccolta di 15 racconti scritta da James Joyce e pubblicata nel 1914, in cui viene raccontata con spietata durezza la gente di Dublino cui l’autore è appartenuto, ponendo al centro dell’attenzione il semplice uomo medio, dall’esistenza monotona, privo di passioni e proiezioni. Per manifestare il proprio messaggio, Joyce pone ai due estremi del filo conduttore dell’intera opera la paralisi e la fuga. La prima è una paralisi morale legata ai valori “anti-umani” della società borghese che opprimono e che rilegano a un’esistenza di cartone in cui il potere di scelta sul proprio destino è nullo. La fuga, malgrado sia destinata a fallire sempre, è una conseguenza della paralisi, nel momento in cui i protagonisti comprendono la propria condizione.

Giancarlo Sepe, mette in scena l’ultimo, il più bello e completo dei racconti, The Dead (I Morti), al 57° Festival dei Due Mondi di Spoleto, riscuotendo un grande successo per la suggestività dello spettacolo e l’originale e sensibile rilettura di Joyce.

Dal 10 ottobre 2014 il medesimo spettacolo torna in scena al Teatro La Comunità di Roma, spazio dove il regista ha realizzato gran parte della sua ricerca teatrale.

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Tutto parte dalla musica, a ritmo, nove dublinesi, da uno stato di morte, sussultano per non abbandonare il loro corpo finchè passano ad uno stato di vita e vivono le cosiddette Epifanie dell’autore. Il pubblico, sistemato anche attorno allo spazio scenico, attraverso la nebbia e una luce livida intravede dei dublinesi di inizio Novecento con le facce annerite dal fumo. Gli uomini hanno occhi febbrili, le donne hanno le scarpe sfondate dovute alla pesantezza del loro essere e del loro passo smodato. Queste paralisi esistenziali si trascinano, cantano, danzano, celebrano, rimpiangono, si ubriacano, attorno ad un grande tavolo pieno di fiori colorati, dove i dublinesi interagiscono tra di loro. Il teatro fisico di Giancarlo Sepe anche in questo spettacolo sostituisce con musica e movimento quasi del tutto il testo, solo poche battute in lingua originale vengono pronunciate a fior di labbra.

Una volta liberato il tavolo dei suoi fiori, le fronti degli attori sono piene di sudore che rimuove il colore funereo dai volti, i morti diventano più potenti e reali, a questo punto come dice l’autore, “I morti sono più vivi dei vivi, loro hanno lottato fino all’ultimo” e ha inizio una grande festa.

Il senso di impossibilità dei personaggi, di esprimere le proprie emozioni, è forte e coinvolge il pubblico facendolo a tratti sorridere e a tratti aggrottare le sopracciglia. L’inquieto universo dublinese ha trovato un degno spazio nell’avvincente compagnia di (in ordine alfabetico): Giulia Adami, Lucia Bianchi, Paolo Camilli, Federico Citracca, Manuel D'Amario, Giorgia Filanti, Domenico Macrì, Caterina Pontrandolfo, Guido Targetti con la partecipazione speciale di Pino Tufillaro.

Il teatro sperimentale di Giancarlo Sepe, continua a pieno ritmo a fare la storia del teatro italiano, con le sue atmosfere uniche e complesse, simboliche, affascinanti, tra sogno e realtà. Siamo per questo orgogliosi che sia da poco diventato il nuovo consulente artistico del più importante teatro privato italiano, il Teatro Eliseo, in un momento così difficile non solo per questo ma per tutti i teatri.

 
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