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Teatro Manzoni va in scena “L’appartamento – sold out”

“L’Appartamento – sold out” è uno spettacolo di grande comicità che con intelligenza e ironia tocca tematiche di scottante attualità

Dopo il successo di pubblico e critica dello scorso anno  e  la brillante apertura di stagione con "Clandestini" e "Clonazione da Tiffany" al Teatro Roma, ci avviciniamo alle festività natalizie in compagnia di un atteso ritorno in scena, quello di "L'appartamento – sold out", dal 24 novembre al 20 dicembre al teatro Manzoni di Roma, una originale ed attualissima commedia firmata da Francesco Apolloni, impreziosita dall'inconfondibile cifra registica di Vanessa Gasbarri .

Che succede se un appartamento viene ceduto da un falso agente immobiliare contemporaneamente a tre coppie: una italiana, una araba ed una indiana?

E se queste coppie fossero costrette a vivere insieme?

E se fossero anche un po’ razziste?

Ma soprattutto, che fine ha fatto Gioacchino Stasi, il vero e unico proprietario dell’immobile???

Tutto questo è “L’appartamento”! Quando si ride di noi esseri umani tutti diversi tutti uguali.

“L’Appartamento – sold out” è uno spettacolo di grande comicità che con intelligenza ed ironia tocca tematiche di scottante attualità: la difficile integrazione tra diverse etnie e popoli nelle nostre metropoli, la tolleranza ed il rispetto reciproco, nonchè la spinosa questione abitativa che troppo frequentemente contrappone italiani e stranieri in una dolorosa ed acerrima lotta. Quotidiane problematiche affrontate con il sorriso sulle labbra, all'insegna della tradizione della commedia italiana di cui l'autore Francesco Apolloni e la regista Vanessa Gasbarri sono fervidi sostenitori.

In scena attori di nazionalità diverse: Angelo Orlando napoletano (Gioacchino), Jonis Bascir italo/africano (Osama), Stefano Ambrogi romano (Armando),  Gabriella Silvestri romana (Irene), Marine Galstyan  armena (Kalindi), Rishad Noorani indiano (Ravì) , Alida Sacoor anglo/italo/pakistana (Amina).  Sette attori provenienti da diverse parti del globo si confrontano arrivando ad un’ unità recitativa, una cifra stilistica uniforme per  suonare la stessa sinfonia. Vedendoli in scena si percepisce che sono diversi, ma all’interno delle loro differenze riescono ad arrivare ad un ritmo recitativo armonico.  Il pubblico nonostante l’utilizzo di lingue differenti quali l’arabo, l’indiano, il napoletano, il sanscrito , comprende ogni parola. Perchè le passioni, le paure, le difficoltà anche se filtrate attraverso culture diverse, generano nell’essere umano uguali reazioni, stesse necessità e volontà di riscatto.  Una situazione che inizialmente può apparire una violenza per un essere  umano come la condivisione degli spazi, le difficoltà economiche e l’assenza della “tana”  con la conoscenza dell’altro diventa un punto di forza ed è nella condivisone che si trovano soluzioni inaspettate.

Emblematica la vicenda di  Giocchino, anziano signore,  proprietario dell’immobile del quale le tre coppie si sono appropriate, che non essendo morto, come aveva fatto credere il sedicente agente immobiliare al suo rientro scopre la presenza degli infiltrati a casa sua e  decide di girare la situazione a suo favore.Un messaggio che in un momento di difficoltà e di crisi, come quello che stiamo vivendo nel mondo, è l’unico auspicabile: convivenza pacifica e condivisione.

TEATRO MANZONI Via Monte Zebio, 14/c, 00195 Roma

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