16 Luglio 2021

Pubblicato il

Teatro Eliseo, “De Andrè e il mio jazz”

di Redazione

Poeta, musicista e letterato, dotato di una vena artistica particolarmente sensibile alle problematiche politico-sociali

Teatro Eliseo Domenica 20 marzo 2016, ore 12.00 “DE ANDRÉ E IL MIO JAZZ!” Ideazione e voce Danila Satragno, direttore Ettore Fioravanti, Festival Percorsi Jazz, direzione artistica Paolo Damiani e Danilo Rea.

La musica e le parole di Fabrizio De André rivivranno domenica 20 marzo al Teatro Eliseo con Danila Satragno, cantante jazz e vocal coach che con Faber ha preso parte al tour di Anime Salve e all’ultimo Mi innamoravo di tutto, e con alcuni dei più talentuosi allievi e musicisti del Conservatorio “Santa Cecilia”, coordinati dalla bacchetta del Direttore Ettore Fioravanti.

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Poeta, musicista e letterato, dotato di una vena artistica particolarmente sensibile alle problematiche politico-sociali, De André ha composto testi unici nel loro lirismo semplice e commovente che hanno incantato generazioni di appassionati, collocandolo tra i più grandi cantautori italiani del Novecento. La popolarità e il successo delle sue canzoni dagli anni ’60 in poi non hanno fatto che crescere sino ai nostri giorni, regalando alla sua figura un’immagine immortale amata ancora oggi da un pubblico di giovanissimi.

L’interpretazione delle opere di De André, affidata per l’occasione ad un’artista che ha avuto modo di conoscere e lavorare con Faber durante gli suoi ultimi concerti, assume una valenza particolare se si pensa che l’ultimo album, Anime salve appunto, è un vero e proprio “testamento artistico” dell’artista, realizzato oltre tutto insieme all’amico e collega Ivano Fossati. Un testamento che assume dei connotati estremamente spirituali, specie se si prendono in considerazione alcune tracce come Smisurata preghiera o Dolcenera, in cui ad emergere è proprio il tema portante dell’intero album: la solitudine esistenziale dell’uomo in tutte le sue forme e sfaccettature.

La sfida è stata di vestire la musica di Fabrizio De Andrè, decisamente lontana da una colorazione afroamericana, con alcuni stilemi tipici del jazz che peraltro non violentassero le trame armoniche semplici e nello stesso tempo lapidarie delle canzoni: i testi sono stati mantenuti in integrità, nel rispetto della poesia nel suo aspetto più sano.

Dentro c’è improvvisazione e fuoripista, ma anche coscienza che le canzoni hanno una loro vita che va non solo tutelata ma amplificata, magari coi vestiti del jazz. In questo io ho curato gli arrangiamenti, insieme ai bravi Francesco Briotti e Raffaele Cassa, e Danila Satragno ha garantito l’eredità spirituale di De Andrè: inoltre i magnifici solisti (fra i quali spiccano Eugenio Colombo e Mario Corvini) aggiungono linfa fresca a melodie antiche, o se preferite sangue storico a melodie moderne. E’ più o meno la stessa cosa, se ci pensate bene.”(Ettore Fioravanti)

Teatro eliseo Via Nazionale, 183 — 00184 Roma

 
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