Stato di emergenza agli sgoccioli: ecco cosa cambierà dopo il 31 marzo

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Pare proprio che, a distanza di oltre due anni, lo stato di emergenza sia ormai agli sgoccioli. Il Governo, infatti, non sembra intenzionato a prorogarlo ulteriormente oltre l’attuale deadline del 31 marzo. Una decisione che, se confermata, permetterà finalmente di tornare a respirare un po’ di normalità pre-pandemica.

Lo stato di emergenza è agli sgoccioli

Secondo il filosofo Friedrich Nietzsche il peggiore dei mali si chiama “speranza”, in quanto prolunga le sofferenze degli uomini. Detto che ogni riferimento al Ministro nomen omen della Salute è puramente casuale, il bizzarro accostamento dei termini suona quasi come un segno dei tempi. Ora, infatti, a restituire l’ottimismo è una possibile prolunga mancata, legata (anche) al Dicastero di Lungotevere Ripa: quella relativa allo stato di emergenza.

roberto speranza
Roberto Speranza

Il regime di eccezionalità scadrà infatti il prossimo 31 marzo e, come sottolinea TGCom24, stavolta dovrebbe andare definitivamente in soffitta. E, con esso, anche le misure sanitarie collegate finirebbero nei… sanitari.

Le novità dopo il 31 marzo

Per cominciare, come rileva il Corsera, verrebbero pensionati il Commissario straordinario per l’emergenza coronavirus (il Generale Francesco Paolo Figliuolo) e il Comitato tecnico scientifico. E scatterebbe l’ora del requiem anche per due strumenti odiatissimi come i Dpcm e il sistema di colorazione delle Regioni. Come poi aggiunge Sky TG24, ai territori passerebbe la gestione della campagna di immunizzazione.

francesco paolo figliuolo
Il Generale Francesco Paolo Figliuolo

Con aprile terminerebbero pure le imposizioni delle mascherine al chiuso e delle Ffp2 sui mezzi pubblici, che però l’esecutivo potrebbe confermare. Andrebbe inoltre normato lo smart working, che attualmente è disciplinato solo nella Pubblica Amministrazione. Il lavoro da remoto potrà comunque continuare previo accordo individuale tra lavoratore e azienda.

Permarrebbe invece fino al 15 giugno l’obbligo vaccinale per gli over 50, e potrebbe restare valido fino alla stessa data anche il pass sanitarie. In ogni caso, è un inizio. E, dopotutto, dal Green pass al verde Speranza è un attimo.