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03 Dicembre 2021

Pubblicato il

Ordinanza anti-prostituzione

Sindaco Terni difende ordinanza anti-prostituzione: “Non ho vietato minigonne e scollature”

di Livia Maccaroni
Il sindaco di Terni si difende sulle polemiche che lo riguardano: "L’ordinanza anti-prostituzione è stata strumentalizzata"
Leonardo Latini
Leonardo Latini

“Nessuno ha vietato l’utilizzo di minigonne o scollature come hanno titolato alcuni”. Sono queste le parole con cui, durante la trasmissione “Pomeriggio Cinque” Leonardo Latini, sindaco Leghista di Terni, replica a seguito delle polemiche scaturite dall’emanazione di un’ordinanza che vieta “l’abbigliamento indecoroso o indecente” nella sua città. “Questo provvedimento – spiega il primo cittadino – va nella direzione di contrastare fenomeni di criminalità organizzata, come quelli particolarmente odiosi dello sfruttamento della prostituzione. E vuole tutelare la stuazione di degrado e insicurezza di alcuen zone della città. Occorre leggere l’ordinanza per contestualizzarla – continua il sindaco di Terni – perché letta così sembrerebbe quasi un provvedimento liberticida e invece non è così”, conclude. 

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L’ordinanza del sindaco di Terni

A creare sconcerto è stata l’ordinanza, valida dal 1 ottobre al 31 gennaio 2022, con cui il sindaco di Terni ha proibito una serie di comportamenti che contribuiscono a turbare “il decoro e la vivibilità dei luoghi” cittadini. Tra questi anche “mostrare nudità“: un abbigliamento considerato ambiguo rientra tra gli atteggiamenti “diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali a pagamento“. È “fatto divieto a chiunque di mantenere un abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo, ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione”. È questo uno dei passaggi dell’ordinanza anti-prostituzione. 

Le critiche

Oltre ad associazioni cittadine e opposizioni in consiglio, le critiche all’ordinanza sono pervenute anche dalla senatrice umbra M5s, Emma Pavanelli. “No, non siamo in Afghanistan sotto il regime talebano, ma in Umbria. Il sindaco di Terni emana un’ordinanza che impone alle donne il divieto di abbigliamento provocante, pena l’equiparazione a prostitute”. Per la Pavanelli le soluzioni della Lega sono “grottesche e offensive per la tutela del territorio ternano. Invece di trovare soluzioni ai problemi della città e risollevare l’economia – ha continuato – il sindaco vuole eliminare la prostituzione vietando minigonne e scollature e limitando la libertà delle donne”.

La risposta dalla Lega

A rispondere alle critiche sono stati anche i consiglieri comunali della Lega, che in una nota hanno spiegato di provare “incredulità e grande dispiacere nel constatare che c’è qualcuno che si oppone all’azione di contrasto della prostituzione” e sottolineato che “in passato anche sindaci di centrosinistra hanno adottato ordinanze simili, sia negli intenti che nei contenuti”. Nella nota, infatti, si legge: “Ci sono battaglie che non dovrebbero avere colore politico. L’obiettivo universale dovrebbe essere garantire sicurezza e decoro”. 

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