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25 Maggio 2022

Pubblicato il

-8 alla fine

Serie A: bene Milan e Napoli, Inter braccata dalla Juve, la Roma domina il derby

di Enrico Salvi
Di misura battute Cagliari e Udinese. Per i nerazzurri fiato sul collo della Juventus e il rischio di non bissare in Serie A. In coda il Genoa è vivo
Pallone da calcio ufficiale della Serie A

Va in archivio la giornata numero 30 e la Serie A si avvia verso l’ultima sosta per le nazionali, ora più che mai importante. Al rientro tutte le volate saranno incerte, ma alcuni equilibri sono cambiati: andiamo a vedere quali.

Milan e Napoli tirano dritto: Serie A tra loro due?

Botta e risposta tra prima e seconda: se il Napoli chiama, il Milan risponde. I rossoneri sbancano Cagliari e allungano sui cugini, ora a -6 con l’asterisco. Terza vittoria consecutiva, tra l’altro con lo stesso risultato (1-0). In Sardegna la capolista gioca bene e crea tanto ma non sfrutta a dovere le occasioni capitate sui piedi di – nell’ordine – Giroud, Kessie, Leao e Hernandez prima del gol partita. Un’ottima costruzione porta alla volée vincente dai 20 metri di Bennacer. Il Diavolo non riesce a chiudere la partita e al 90′ trema insieme alla traversa colpita da Pavoletti. Anche questi sono segnali. 11° vittoria esterna in Serie A e altro piccolo mattoncino verso il sogno, ora diventato obiettivo concreto.

Il Napoli si sta frapponendo al Milan in questo sogno, tenendo il ritmo rossonero dopo lo scontro diretto. Dopo Verona, decide ancora una doppietta di un Osimhen sempre più straripante. Tre punti non scontati anche alla luce di un avvio complicato con il vantaggio di Deolofeu e il miracolo di Ospina alla mezz’ora. Nel secondo tempo il nigeriano prima pareggia di testa poi la decide con la stessa combinazione mortifera di sette giorni fa, ossia il servizio da destra di Di Lorenzo per entrare in porta col pallone. Il Napoli tiene la scia a differenza dell’Inter.

Inter sempre più in difficoltà e pressata dalla Juventus

L’Inter continua a faticare, rappresentando l’ombra di se stessa rispetto alla Beneamata bella e cinica di novembre e dicembre. Se i numeri non mentono – 7 punti in altrettante partite di Serie A – il campo nemmeno, con l’assenza di Brozovic che si fa sentire sempre di più. Importante la reazione dopo il gol del vantaggio viola firmato da Torreira, servito da Castrovilli: dopo appena cinque minuti, un’azione “alla Gasperini”, da esterno a esterno, porta Dumfries a pareggiare. Dopodiché l’Inter rischia di vincerla come di perderla, con le occasioni mancate da Sanchez da una parte e era Ikoné dall’altra. Lo Scudetto si allontana e, anzi, si fa incombente l’ombra della Juventus, arrivata a -1 e da affrontare dopo la sosta.

Juventus che riscatta immediatamente l’eliminazione dalla Champions battendo la Salernitana ultima in classifica. In una prima mezz’ora tambureggiante trovano gioia l’uomo più chiacchierato del momento (Dybala) e la sicurezza del futuro juventino (Vlahovic). Se il serbo torna a muovere il tabellino dopo due giornate di astinenza, l’argentino mette sul campo una presentazione che sa di rabbia. Rabbia dettata probabilmente da motivi di campo e non. I tentativi di rientro campani della ripresa non sortiscono effetto e per la Juventus è la quarta vittoria consecutiva in campionato.

Derby di Roma dominato dai giallorossi

In un derby senza storia la Roma supera la Lazio e torna al quinto posto. Stracittadina a senso unico, fin dal primo minuto: dopo 57 secondi i giallorossi sono avanti con Abraham che ribadisce in rete la respinta della traversa sul tentativo di gol olimpico da parte di Pellegrini. La Roma, galvanizzata dall’avvio sprint, è prima su ogni palla, pressa, recupera e raddoppia sempre con l’inglese a metà primo tempo. Perfetto il suggerimento da destra di Karsdorp, come perfetta è la punizione di Pellegrini per il tris. Terza pannellata da calcio piazzato in Serie A per il capitano che mette la partita in ghiaccio per i suoi. Sfida che nemmeno nel secondo tempo vede una vera e propria reazione biancoceleste: i tentativi non impensieriscono Rui Patricio e così Mourinho può esultare. Per la Lazio di Sarri un brutto passo indietro dopo un periodo molto positivo sul piano di prestazioni e risultati.

L’Atalanta prosegue la corsa a braccetto con la Roma battendo il Bologna. La Dea si dimostra squadra da trasferta e vince di misura nonostante l’appannamento dei suoi pupilli, sia per infortuni che per controprestazioni. Così a decidere la sfida è il coraggio di Gasperini che butta nella mischia il classe 2003 Cissé, che all’esordio assoluto in Serie A segna il gol vittoria. Bergamaschi che seppur non entusiasmando, continuano a viaggiare bene sul fronte sia italiano sia europeo.

Centrogruppo: scatto Genoa

Berardi illumina e trascina il Sassuolo alla vittoria contro lo Spezia per 4-1 (doppietta che vale il suo 100° gol in Serie A): nono posto per i neroverdi. Il Genoa spezza l’incantesimo dei pareggi (7 di fila) con una vittoria quanto mai preziosa sul Torino, che mancava addirittura dal 12 settembre. È il figlio d’arte Manolo Portanova nel primo tempo a sbloccare il Grifone che però poco dopo rimane in 10. Prova di carattere per Plessin perché resiste bene con l’uomo in meno per più di un’ora. Rossoblu a tre punti dal Cagliari 17°.

Nel delicato scontro diretto la Samp espugna Venezia e si allontana prepotentemente dal 18° posto occupato dai lagunari. Il portiere Maenpaa sì addormenta col pallone tra i piedi e regala lo 0-1 a Cicco Caputo, che poi a fine primo tempo raddoppia in tap in.

Empoli ed Hellas si spartiscono la posta: 1-1 al Castellani firmato Di Francesco per i toscani, Cancellieri (splendido sinistro da fuori) per i clivensi. Da sottolineare il doppio errore dal dischetto di Simeone che si fa parare il primo tentativo di Vicario e poi sulla ripetizione prende il palo.

Ci Piace e Non Ci Piace di Serie A: Cissé e razzismo

Per il “Bonus” odierno, anziché i momenti di Abraham e Osimhen, premiamo la storia della domenica che viene da Bologna. L’Atalanta vince al Dall’Ara con il gol all’esordio di Moustapha Cissé, classe 2003 di cui Gasperini è rimasto stregato: solo un mese fa esordiva in Primavera, ora già gioca e segna in Serie A.

Partito dalla Guinea alla ricerca di una vita migliore nel 2016, Moustapha arriva in Salento a seguito di “una richiesta d’inserimento”, con il sogno di diventare calciatore. Nel 2019 entra nell’Asd Rinascita Refugees, squadra di seconda categoria espressione di un progetto di accoglienza. Viene così notato dai talent scout e nell’autunno 2020 parte per Bergamo per un provino ufficiale che va a buon fine. Dopo tanta sofferenza, la morte del padre e l’abbandono della scuola per cercare fortuna, ora ha una carriera luminosa davanti a sé. Il Non ci Piace di oggi poteva andare a Simeone, che ha sbagliato due volte lo stesso calcio di rigore, ma i fatti di Cagliari hanno la precedenza. Soprattutto nella giornata in cui la Serie A ha promosso lo slogan “KeepRacismOut”: un appello purtroppo andato vano. Al triplice fischio finale di Cagliari-Milan, Maignan e Tomori non hanno retto i fischi costanti buttati dalla tifoseria cagliaritana per tutta la partita. Una vergogna che si ripete con frequenza inaudita negli stadi di Serie A.

 

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