03 Agosto 2021

Pubblicato il

Sciopero della fame a difesa del salario dei dipendenti comunali

di Redazione

Orlando Corsetti, consigliere capitolino PD, prende posizione contro i suoi colleghi di partito

“Durante la mia esperienza amministrativa ho potuto apprezzare l’impegno con cui quotidianamente i dipendenti capitolini lavorano e di questo noi amministratori dovremmo ringraziarli personalmente uno ad uno. Se la macchina amministrativa in questi anni ha potuto fare il suo regolare corso lo dobbiamo soprattutto al senso del dovere e di responsabilità dei suoi lavoratori. Per questo non è accettabile, nemmeno lontanamente, l’idea che possa essere tagliato il loro salario accessorio”. Le parole sono di Orlando Corsetti, consigliere di Roma Capitale in quota PD, in riferimento all’annosa questione della possibile decurtazione del salario accessorio dalla busta paga dei dipendenti comunali.

Una presa di posizione chiara e netta, quella di Orlando Corsetti, anche contro i suoi stessi colleghi di partito – il che, ad onor del vero, non ci meraviglia poi molto, visto che il consigliere capitolino ha anche preso parte, obbedendo (per fortuna) a logiche etiche e non di partito, alla presentazione dell’Associazione ‘Carlo Macro, Cultura per la Legalità’, anche se il sindaco, fino a quel momento non si era occupato della questione. E anzi, forse con la sua presenza ha anche sollecitato le attenzioni della maggioranza capitolina.

Ma tornando ai dipendenti comunali, Corsetti ha parlato chiaro e tondo: se il sindaco e l’assessore al Personale non troveranno le risorse necessarie a “finanziare la parte accessoria della retribuzione e scongiurare così ogni eventuale ipotesi di decurtazione degli stipendi, dichiaro fin da subito che non voterò il prossimo bilancio capitolino”.

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E intanto c’è preoccupazione per la mobilitazione generale prevista per domani, in Campidoglio, cui prenderanno parte non solo i dipendenti comunali, ma anche gli insegnanti e i vigili urbani.

Per manifestare loro la sua solidarietà, Corsetti ha deciso di iniziare uno “sciopero della fame perché il Governo non perda tempo e si attivi fin da subito per adottare le dovute iniziative per garantire gli attuali livelli retributivi”, invitando anche gli altri “amministratori locali dei Comuni interessati dallo stesso problema” a fare altrettanto, “al fine di dimostrare concretamente la nostra vicinanza ai lavoratori ma, soprattutto, perché senza le risorse previste per la parte accessoria dello stipendio molte famiglie rischiano di non arrivare alla fine del mese”.

 
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