13 Aprile 2021

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Scintille sul Grab: Meleo: “Il Grab non è di Legambiente, ma dei romani”

di Redazione

La risposta di Legambiente: “Il GRAB è un progetto dei cittadini per i cittadini”

“Il Grab non è di Legambiente, ma dei romani. Il progetto mira alla riqualificazione della ciclabilità nelle diverse zone di Roma. Su questo argomento nel tempo sono state dette molte inesattezze. Il Grab è frutto di un accordo con il Ministero dei Trasporti. Legambiente nel protocollo non figura affatto come coordinatore, né ha ruolo operativo, anche perché questo compito spetta ai tecnici di Roma Capitale. Forse il responsabile aree urbane di Legambiente e presidente di VeloLove Fiorillo è confuso o dispiaciuto del fatto di non aver avuto l’ultima parola su un piano strutturato che questa Amministrazione, per la prima volta dopo anni, sta portando avanti nel rispetto dei tempi. Per caso, interesse di VeloLove è quello di lucrare sul Grab? Forse dopo aver registrato il marchio Grab, senza aver dato alcuna comunicazione ufficiale o aver coinvolto Roma Capitale in alcun modo, ora il prossimo passo è quello di svilire il disegno della ciclabilità, ideato da questa Amministrazione per Roma”. Così in una nota l’Assessora alla Città in Movimento, Linda Meleo, in merito ad alcune notizie riportate dalla stampa.

“Il 23 novembre – spiega Meleo – sarà pronto il progetto di fattibilità tecnico-economica, su cui hanno lavorato tecnici e architetti di Roma Capitale. Definire ‘stravolto’ il percorso della futura ciclovia romana non corrisponde al vero, sicuramente è diverso rispetto ai disegni di Legambiente, che invece del dialogo preferisce insabbiare il lavoro portato avanti in questi mesi. Il nostro progetto ha come obiettivo la massima interconnessione e riconnessione alla rete ciclabile esistente e vuole garantire la più ampia accessibilità degli utenti. Parliamo prima di tutto di intermodalità, in particolare nei nodi di interscambio della rete su ferro, anche con l’individuazione di “sistemi complessi” quali hub multimodali e ciclostazioni. E ancora di riqualificazione della ciclovia, attraverso macroprogetti, nel centro storico e nelle aree periferiche. Fra i vari interventi il Grab prevede anche una nuova ciclovia lungo la complanare di Via delle Terme di Caracalla che si aggancia a una serie di interventi di pedonalizzazione e riqualificazione in Via dei Cerchi e prevede l’ampliamento dello spazio pedonale antistante l’ingresso del Palatino, sottraendo spazio al traffico privato”.

“È evidente quindi – conclude Meleo -,  la volontà del Comune di utilizzare al meglio i fondi messi a disposizione del Governo per offrire quest’opera ai cittadini e turisti della Capitale. Chiunque sia responsabile di inutili strumentalizzazioni non ha alcun interesse a collaborare per il bene della ciclabilità di Roma”.

“Il GRAB è frutto dell’impegno volontario e straordinario di tante associazioni, architetti, designer, professionisti che hanno regalato alla città e ai romani un progetto di successo internazionale. Non c’è nessuna giustificazione logica e sensata alla violenza con cui il Campidoglio sbatte la porta in faccia ai cittadini, ai tecnici e alle associazioni che – gratuitamente – hanno ideato e progettato il GRAB e convinto il MIT a finanziarlo” replicano in una nota Legambiente, TCI, VeloLove “e tutta la rete di associazioni che ha dato un contributo fondamentale al progetto della ciclovia anulare capitolina”.

“Tra un insulto e l’altro la Meleo conferma alcune cose che segnaliamo da mesi: la pedonalizzazione dell’Appia Antica – cuore del progetto del Grande Raccordo Anulare delle Bici, annunciata anche in una nota congiunta Delrio-Raggi a settembre 2016 – è scomparsa dal progetto che sta elaborando il Comune di Roma. Così come sono scomparsi altri elementi peculiari contenuti nel nostro studio di fattibilità e che sono quelli che hanno reso famoso il GRAB anche all’estero e convinto lo Stato a consegnare a Roma – su un piatto d’argento – le risorse per realizzarlo”.

“Concordiamo su un’unica cosa con la Meleo: Il GRAB è dei romani. E’ stato ideato e progettato dai romani. Ed è piaciuto tantissimo ai romani che ritengono urgente la sua realizzazione proprio con quelle caratteristiche che noi abbiamo indicato e che si aspettano, anzi hanno il diritto di pretendere, un’opera pubblica fatta bene. Anche il marchio registrato del GRAB, come abbiamo detto e scritto alla Meleo già un anno fa, appartiene a tutti i romani, non certo ai tecnici e ai politici che stanno stravolgendo una buona idea progettuale – forse l’unica buona idea già finanziata in circolazione nella Capitale – per migliorare la qualità urbana e ambientale della città”.

“Sorprende – conclude la nota – che un movimento che si è candidato facendo leva sui temi della trasparenza e del coinvolgimento dei cittadini aggredisca con violenza i cittadini che hanno messo il loro impegno gratuito e volontario a disposizione della città. Nell’interesse di Roma e con l’obiettivo primaria della difesa a oltranza della qualità delle opere pubbliche da realizzare in questa città – GRAB compreso ovviamente – rimaniamo disponibili al confronto. Ovviamente con chi ha voglia di confrontarsi coi cittadini ed è davvero capace di farlo”.

 
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