01 Agosto 2021

Pubblicato il

Smembramento dell'Italia

Maurizio Scandurra: “Mario Draghi commissario Liquidatore dell’Italia, ecco perché”

di Redazione

Una figura legata ai poteri forti di certa Europa massona che risponde ai voleri dell’Elite finanziaria globale

Mario Draghi
Mario Draghi

Sono solito, in radio, in tv e sui giornali, definire Mario Draghi per quello che realmente appare ai miei occhi. Il ‘Commissario Liquidatore dell’Italia’. E ora spiego perché.

Mario Draghi “Commissario liquidatore dell’Italia”

Una figura legata mani, piedi, anima, corpo e spirito a una sola mandata con i poteri forti di certa Europa massona che risponde ai voleri dell’Elite finanziaria globale.

La stessa che ha messo solide radici anche in Vaticano, con un Papa Francesco asservito ai voleri di Soros. Colui in testa a tutti che nel mentre, mentre riscrive le regole del gioco insieme a Bill Gates, ai Rockfeller e ai Rothschild, finanzia qui e là nel mondo opere di quell’Ordine dei Gesuiti cui pure il Pontefice appartiene.

Il Premier degli Italiani – perché, personalmente, né lo riconosco né tantomeno lo considero tale – punta in realtà, anche se in modo sottile, servendosi di una narrazione compiacente dei media di regime (perché l’informazione libera none esiste più), alla destrutturazione sistematica di quel florido tessuto un tempo fiorente (e oggi più che mai appassito e appassente) di PMI che costituiscono l’ossatura portante del Sistema-Italia. Quella piccola economia della porta accanto che ci rende liberi, fieri, invidiati ovunque nel mondo.

I 4 punti cardinali dello smembramento del Sistema-Italia

Un’azione di cancellazione programmata, programmatica e costante che mira allo smantellamento dell’autonomia degli italiani e dei loro figli.

Fino alla riduzione di risorse liquide accantonate e patrimoni in nome di un livellamento generale in grado di rendere sempre più dipendente l’individuo da una forma di pensiero unico che nel web, nella Big Pharma, nell’e-commerce e nella digitalizzazione crescente vede i quattro punti cardinali pronti a determinarne di fatto gli spazi di movimento.

Futuro è parola inesistente per i nostri giovani, che credono alla ricchezza facile sempre più spesso falsamente e insidiosamente ammiccante dal web. A quelle imprese informatiche nate dal nulla destinate a durare il tempo di una nuova idea pronta già a essere sostituita dalla successiva in nome dell’ultimo trend globale.

Il cosiddetto ‘Decreto Sostegni’ e il suo fratello altrettanto sfigato e inutile ribattezzato ‘Sostegni Bis’ sono semplici stampelle maldestramente travestite da pilastri.

Vuoi la tua pubblicità qui?

Sono provvedimenti inutili e complessi che occupano più gli studi dei commercialisti in calcoli algoritmici assurdi anziché realmente ristorare gli italiani con una pioggia di denari direttamente veicolata sui loro conti correnti.

San Mario Draghi, distributore di monopattini e nessun rilancio industriale

Mario Draghi, “San Mario Draghi” così come ironicamente lo prende in giro Mario Giordano dagli schermi di ‘Retequattro’ a ‘Fuori dal Coro’ (gli ha persino dedicato un pilone votivo ormai punto fisso della scenografia, tipo quelli dedicati ai veri Santi lungo le strade di campagna).

San Mario Draghi, si diceva, preferisce occuparsi di immigrazione, ambiente, di monopattini e biciclette elettriche, di reddito di cittadinanza, di emergenza, di bonus vacanze qui e là.

Anziché di una vera politica di rilancio industriale, del lavoro e di salvaguardia di quei settori strategici per il nostro Paese, turismo, arte e cultura in primis.

Meglio dare al popolo “panem et circenses”, pancia vuota e divertimento, così quei poveri Italioti covidioti faranno tutto quello che il Gran Capo vorrà. Inclusi i giovani, che pur di tornare in pista in discoteca e fare le ore piccole senza più limiti di coprifuoco si farebbero iniettare in endovena e nel sedere qualsiasi cosa, vaccino incluso.

Salute mediatica e vaccinazione sperimentale di massa

Senza pensare, senza nemmeno domandarsi se, con la scusa di una buona salute mediaticamente venduta per tale, stanno in realtà consegnandosi irrimediabilmente a un piano sperimentale di controllo della popolazione spacciato per vaccinazione su vasta scala. I cui esiti e confini inoltre non sono di certo ancora ben noti neanche alle stesse case farmaceutiche e ai Governi mondiali e mondialisti. In gioco c’è la vita. La propria, per giunta.

La verità è che siamo troppi, sul pianeta. Che le risorse sono risicate e non bastano più per tutti ormai da molti anni. Che quella Cina che a partire dai primi Anni Novanta sfruttavamo per produrre componentistica industriale e di ogni genere a basso costo si è fatta furba, ricca, è cresciuta e non ci sta più a farsi prendere per il culo da un Occidente che non ha neanche più i numeri demografici per farla da padrone.

Mario Draghi, la discesa agli inferi è iniziata

In tutto questo c’è Mario Draghi. Pronto a dar sostegno alle sole imprese fortemente patrimonializzate, guarda caso i grandi gruppi collegati ai lobbysti bancari cui dobbiamo di fatto i più grandi default e le lacrime più amare di sempre dei risparmiatori degli ultimi 13 anni, dal 2008 a oggi.

Subito pronto a dire su Twitter che dobbiamo vaccinarci tutti perché potremo chiudere ancora. Pronto a stare zitto non appena Bruxelles con una mano allunga dei denari chiedendo al contempo austerità immediata e contingente nella gestione del nostro ormai più che impronunciabile debito pubblico. Una vergogna!

Ma, soprattutto, pronto a mettere in svendita l’Italia in favore di investitori dagli occhi a mandorla o amici di questi ultimi. Essi, presto o tardi, ai botteghini degli Uffizi come a quelli della Torre di Pisa, accoglieranno i visitatori rispettivamente con un “Plego, avanti il plossimo”, oppure “Plego, Salire”.

Nessuna salita, anzi, tutt’altro. La discesa agli inferi è già iniziata.

Maurizio Scandurra, giornalista e saggista cattolico

 
Vuoi la tua pubblicità qui?

Condividi questa notizia per primo

Scorri lateralmente questa lista

Seguici per rimanere aggiornato

Sostieni il nostro giornalismo


Nessun commento