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Ostia, concessioni balneari appese agli abusi, e i romani si chiedono dove andranno al mare

Ostia verso l’estate 2026: concessioni legate alla rimozione degli abusi. Prenotazioni a rischio, sequestri, mareggiate e più spiagge libere

Spiaggia, Lido di Ostia (Dal sito del Comune di Roma)

Spiaggia, Lido di Ostia (Dal sito del Comune di Roma)

A Ostia l’inverno è già stagione balneare, almeno nella testa di chi vive Roma e sogna il primo weekend di sole. Solo che stavolta, accanto alla voglia di mare, c’è un dubbio che non si scioglie con una telefonata: quanti stabilimenti apriranno davvero in estate? Il Campidoglio ha scelto la linea dura e l’ha messa nero su bianco nei confronti con i gestori: se le irregolarità edilizie non vengono rimosse, niente firma sulle concessioni. Tradotto: senza quel passaggio, lo stabilimento non può lavorare come dovrebbe.

Ostia e l’aut aut sulle concessioni: “prima regolarizzare, poi aprire”

L’affondo arriva in un momento in cui molti titoli concessori risultano già scaduti. È qui che l’ultimatum diventa concreto: non è più solo un richiamo, ma una condizione. La ricognizione effettuata dalla task force comunale nel 2024 avrebbe evidenziato un campionario di “aggiunte” e strutture non conformi: cabine in più, verande spuntate col tempo, chioschi non previsti, passerelle, ripostigli. Elementi diversi per peso e complessità, ma con un denominatore comune: sui lotti del litorale, quasi nessuno sarebbe totalmente “pulito”.

La mappa a colori degli stabilimenti: dal rosso al verde, chi rischia di più

Negli uffici si ragiona anche con una classificazione cromatica che, come un semaforo, distingue i casi più problematici da quelli meno rilevanti: rossi, arancioni, gialli, verdi. Un modo per dire ai cittadini che il Comune ha una fotografia dettagliata, e ai gestori che la partita non si chiuderà con una promessa generica. La domanda, però, resta concreta: quanto tempo serve per mettere in regola tutto, e quanto costa?

Ingiunzioni e demolizioni: l’ipotesi “in danno” e il peso sulle tasche pubbliche

Le ingiunzioni a demolire sono già state avviate e l’amministrazione fa capire che non intende aspettare all’infinito: se non intervengono i concessionari, il Comune può procedere “in danno”, anticipando i costi e rivalendosi poi. Un messaggio che, detto così, parla ai romani: pagare oggi con risorse di tutti per sistemare errori e scorciatoie di pochi è uno scenario che il Campidoglio vuole evitare, almeno nelle intenzioni.

Balneari e carte dei condoni: “abbiamo sanatorie”, ma i tempi non aiutano

Gli operatori, attraverso Federbalneari, ribadiscono di avere documentazione di condoni e sanatorie da sottoporre agli uffici. Il punto è che un fascicolo non si “risolve” in poche settimane, soprattutto se si incrocia con verifiche sul demanio e con autorizzazioni paesaggistiche. E intanto le famiglie iniziano a muoversi: c’è chi chiede disponibilità per cabine e ombrelloni, chi prova a bloccare la postazione “di sempre”, chi teme di fare un bonifico e ritrovarsi davanti a un cancello chiuso.

Sequestri e precedenti: quando i sigilli arrivano in piena stagione

Il ricordo dell’estate scorsa è ancora vivo. In un periodo delicato, fra maggio e giugno, scattarono i sigilli per alcuni stabilimenti e l’effetto fu immediato: bagnanti fatti uscire, giornate saltate, servizi interrotti, rabbia. In parallelo restano casi con profili giudiziari complessi e sequestri effettuati da forze dell’ordine e polizia locale: Bettina, Mariposa, Bungalow, Peppino a Mare, Capanno, Venezia. Situazioni diverse, ma con un impatto identico sulla percezione di chi va al mare: “posso fidarmi a prenotare?”.

E poi c’è la natura che non aspetta: alcuni stabilimenti colpiti dalle mareggiate, Kursaal in testa, hanno davanti ostacoli strutturali che non si risolvono solo con una firma.

Spiagge libere a Ostia: la decima spiaggia attrezzata e il nodo delle gare

Nel frattempo cresce l’idea di un litorale più accessibile, con più spiagge libere attrezzate. La decima è prevista sull’area dell’ex “Aneme e Core”, sul lungomare di Ponente: demolizione completata e spazio pubblico pronto a diventare un’alternativa per chi non vuole dipendere dagli stabilimenti. L’anno scorso alcuni lotti pubblici andarono deserti e furono gestiti con Zètema; ora è attesa una nuova gara per i tratti rimasti senza affidamento.

Un passaggio importante riguarda i chioschi: per la scorsa stagione, l’assenza di autorizzazioni paesaggistiche aveva impedito ai gestori di aprire, lasciando arenili senza servizi adeguati. Il Campidoglio parla di problema risolto e punta a evitare repliche.

Confermata anche la spiaggia dedicata agli animali vicino al Porto Turistico, un dettaglio che sembra piccolo ma racconta quanto sia cambiato il pubblico del litorale: famiglie, sportivi, proprietari di cani, turisti di giornata, tutti con esigenze diverse.

Castelporziano e Capocotta: servizi affidati, e la promessa di una svolta entro la consiliatura

Capitolo Castelporziano: l’anno scorso i chioschi arrivarono con agosto già avviato e i “cancelli” furono, per settimane, un territorio senza regole chiare. Il Comune aveva provato la strada di un project financing, poi stoppato dal parere dell’Avvocatura di Stato a ridosso della stagione; si corse ai ripari con un bando tardivo. Oggi i chioschi risultano già affidati e l’amministrazione vuole “mettere ordine” sul serio: tutela ambientale dell’area protetta, servizi compatibili e soprattutto riordino dei parcheggi, da decenni terreno di contesa con presenze abusive.

Per Capocotta, dopo l’abbattimento dei chioschi vecchi e l’avvio dei nuovi gestori, manca il tassello del rinnovo formale. Sulla carta appare un passaggio quasi scontato, ma a Ostia e dintorni nessuno, ormai, dà certezze senza una determina.