Davide Lionello muore travolto dalla metro a Subaugusta: la famiglia chiede verifiche sulla clinica
Davide Lionello muore in metro A a Subaugusta. La famiglia chiede verifiche sulla clinica: indaga la polizia, Atac ferma la linea per ore
Davide e Oreste Lionello
Roma, domenica 25 gennaio, poco dopo metà pomeriggio: alla fermata Subaugusta della linea A un uomo perde la vita investito da un convoglio. Nelle prime ricostruzioni, raccolte anche grazie alle testimonianze presenti in banchina, l’ipotesi prevalente è quella di un gesto volontario. La vittima è Davide Lionello, 52 anni, doppiatore e figlio dell’attore e grande voce del teatro e della tv Oreste Lionello. La polizia è intervenuta per i rilievi, mentre Atac ha interrotto la circolazione e attivato servizi sostitutivi nel tratto interessato.
Morte in metro a Subaugusta: cosa è accaduto sulla linea A
L’episodio è avvenuto alla stazione Subaugusta, in direzione Battistini. I soccorsi sono stati immediati: sul posto sono arrivati 118, vigili del fuoco e forze dell’ordine. La circolazione della metro A ha subìto un blocco con ripercussioni pesanti per i passeggeri, e Atac ha comunicato l’attivazione di bus sostitutivi nel tratto Colli Albani–Anagnina per consentire gli accertamenti dell’Autorità giudiziaria.
Davide Lionello, il lavoro nel doppiaggio e il legame con Oreste
Il nome Lionello racconta un pezzo di spettacolo italiano. Oreste, scomparso nel 2009, è stato volto del Bagaglino e soprattutto doppiatore fra i più riconoscibili, ricordato anche come voce italiana di Woody Allen. Davide aveva seguito le orme di famiglia nel doppiaggio: diversi articoli riportano ruoli popolari, dal cartone “Holly e Benji” al film “I Goonies”, e un impegno recente in un progetto dedicato al padre, in vista del centenario della nascita previsto nel 2027.
Subaugusta, i dubbi della famiglia e la denuncia per accertare eventuali responsabilità
Accanto alla ricostruzione dell’accaduto, si è aperto un secondo fronte: quello delle verifiche sul percorso di cura. La sorella Alessia Lionello, ascoltata anche nelle ore successive, ha chiesto chiarezza su come Davide sia uscito dalla struttura presso cui era seguito da tempo, Villa Mendicini (zona Alessandrino). Secondo quanto riportato, la famiglia ha presentato una denuncia per accertare se ci siano state omissioni o errori di vigilanza e gestione, anche in relazione alla terapia farmacologica e alle condizioni in cui l’uomo avrebbe lasciato la clinica. Dalla struttura, almeno in questa fase, non risultano dichiarazioni pubbliche.
Indagini, telecamere e accertamenti: cosa può chiarire l’inchiesta
Gli accertamenti puntano a definire con precisione la dinamica e, soprattutto, il contesto. In casi simili vengono esaminati i filmati di videosorveglianza e ricostruiti tempi, spostamenti, eventuali contatti, oltre alle procedure legate a permessi di uscita e sorveglianza nei ricoveri psichiatrici. Al momento, dalle prime informazioni di cronaca, l’ipotesi del gesto volontario resta quella indicata dalle testimonianze e dai primi riscontri, ma l’inchiesta servirà a chiarire ogni passaggio, incluse le circostanze precedenti all’arrivo in stazione.
Metro A interrotta e passeggeri fermi: l’impatto sul servizio Atac
L’effetto sul trasporto pubblico è stato immediato: stop ai treni, stazioni congestionate, bus sostitutivi e rallentamenti nel quadrante est della Capitale. È la fotografia che, puntualmente, accompagna gli interventi dell’Autorità giudiziaria in metropolitana: garantire i rilievi e la sicurezza significa fermare il servizio, con ricadute pratiche su chi viaggia per lavoro, visite o rientro domenicale. Agenzia Nova ha richiamato la comunicazione Atac sui bus sostitutivi attivati per consentire gli accertamenti.
Il dolore di chi resta e il tema della cura: le reazioni sui social
Nelle ore successive sono comparsi molti messaggi di cordoglio e ricordi personali: chi lo ha conosciuto parla di intelligenza viva, ironia, sensibilità. Il caso riporta al centro anche un tema spesso sommerso: la continuità della cura nei disturbi psichiatrici, la gestione dei momenti di maggiore fragilità e il peso che ricade su familiari e persone vicine, soprattutto quando accadono passaggi poco chiari o percepiti come non protetti. È un terreno delicato, su cui le indagini dovranno distinguere con nettezza i fatti dalle impressioni, dando risposte documentate a domande che oggi sono, prima di tutto, dolore.
