06 Marzo 2021

Pubblicato il

Sanità Lazio, quale la verità?

di Redazione

Zingaretti: "Ottimi risultati". Controbatte il Nursind: "Di che provvedimenti si parla?"

"I provvedimenti che abbiamo preso stanno già producendo dei risultati importanti": così il presidente della Regione Nicola Zingaretti, a margine di una conferenza durante la quale è stato presentato il portale per conoscere i dati degli accessi nei Pronto Soccorso del Lazio.
Secondo il presidente Zingaretti "nel caso delle ambulanze ferme oltre mezz'ora, la media dei minuti di blocco, fino al 15 gennaio, era di 67". Questo dato, però, sarebbe sceso "nella seconda quindicina di gennaio, a 37 minuti". Un bellissimo risultato, secondo il presidente, che parla di risultati positivi anche in merito alla media dei minuti di blocco dei mezzi. "E' sceso anche il totale delle ambulanze bloccate oltre i 30 minuti – ha dichiarato – sia in numero assoluto che in percentuale. Nella prima metà di gennaio erano 4587 (55,3%), nella seconda metà, invece, 4124 (48,4%)".

La direttrice della Programmazione Sanitaria della Regione, Flori Degrassi, ha anche specificato che "all’interno dei pronto soccorso, tutti i letti tecnici sono occupati dai codici rossi e c’è difficoltà a togliere la persona dalla barella dell’ambulanza e prenderla in carico". Per contrastare questo fenomeno, c'è bisogno dell'aiuto dello stesso 118, "perché – ha spiegato – quando riusciremo a mettere in rete le ambulanze con gli ospedali di riferimento, queste ultime avvertiranno tempestivamente con diagnosi il riferimento più giusto dove portare il paziente, che in alcuni casi potrà ‘bypassare’ il Pronto Soccorso e andare direttamente nell’unità operativa adatta".

Ma, viene da chiedersi, non c'è già ora un sistema che faccia individuare quale sia il punto di riferimento più adatto ad accogliere il paziente? E, soprattutto, ci chiediamo: a fronte del blocco del turn over, dei mezzi insufficienti, delle ore di straordinario che arrivano anche a 250 (come ci ha testimoniato Luca Cimino del Nursind), la Regione crede sia sufficiente che il 118 dia una mano ad identificare tempestivamente "il riferimento più giusto"?

C'è poi da considerare che solo un mese fa, esattamente a metà gennaio, ci eravamo recati al San Camillo, dove l'emergenza sanità è più sentita che in altri ospedali, e proprio lì eravamo venuti a conoscenza di una situazione davvero critica. Situazione che non è migliorata col passare del tempo, tanto che lo scorso 7 febbraio (dati riferiti: numero delle ambulanze bloccate al giorno da 2 a 5), medici e infermieri sono tornati a protestare davanti ai cancelli del San Camillo, sostenendo a gran voce che "la sanità è il codice rosso della Regione", e che quindi le criticità si estendevano a tutto il territorio regionale. Così come confermato dalle ispezioni del MoVimento 5 Stelle in tutti i nosocomi della Regione Lazio, tra cui anche il Policlinico di Tor Vergata.

A distanza di 24 ore dal presidio, il sindacato degli infermieri Nursind, aveva poi diramato un comunicato. "I pazienti – si leggeva – continuano a sostare in maniera promiscua lungo i corridoi e inoltre, cosa più grave, non si sono visti passi concreti per risolvere questa situazione ma solo annunci cui non fanno seguito altrettanti azioni. Il problema è il solito, carenza di personale e un’organizzazione sanitaria territoriale insufficiente".

In merito ai dati diffusi dal presidente Zingaretti, il Nursind è tornato a pronunciarsi, tramite un comunicato a firma della segreteria provinciale.
"Apprendiamo dalle agenzie di stampa – si legge – l'annuncio diramato dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti riguardante il blocco medio nei Pronto Soccorso delle ambulanze del 118 da 67 minuti (dati riferiti alla prima quindicina di gennaio) fino ai 37 attuali (dati riferiti alla seconda quindicina di gennaio)". Non dubitando della veridicità dei dati che – si legge – "se perduranti nel tempo renderebbero un servizio di enorme importanza sul territorio in termini di macchine dell'ARES pronte a soccorrere i cittadini laddove ne sia il bisogno", il Nursind si pone (e pone al presidente Zingaretti indirettamente) delle domande: "Cosa è avvenuto nell'ultimo mese di così rivoluzionario per ridurre del 50% in 15 giorni i tempo di sblocco delle ambulanze? Quali sono nello specifico i provvedimenti presi citati dal presidente Zingaretti che hanno portato a dei miglioramenti di rilievo nella soluzione del problema? Gli stessi dati sono una media su tutti i Pronto Soccorso o solo su alcuni?".

Ancora oggi infatti, come confermato dal Nursind, "i dati presi dal software GIPSE messo online dalla Regione Lazio documentano un affollamento di pazienti nei Pronto Soccorso da assegnare nei reparti, e quindi, qualcuno di essi presumibilmente appoggiato sopra una barella di un'ambulanza ARES", con la conseguenza di bloccare il mezzo nei nosocomi più del dovuto.

Il problema del blocco delle ambulanze, risale indietro nel tempo ed è legato, secondo il sindacato, "alle carenze organizzative dei Pronto Soccorso".
Bisognerebbe, dunque, prima risolvere queste carenze e poi rivalorizzare l'attività sul territorio. Solo con questi interventi strutturali a livello regionale si può, secondo il Nursind, parlare davvero di riduzione "permanente e non temporale del blocco delle ambulanze".

Della stessa idea, il consigliere regionale Fabrizio Santori, che ha osservato da vicino la situazione di molti ospedali della Regione Lazio, denunciando la malagestione della sanità a livello regionale.
"Invito il presidente Zingaretti a leggere meno dati e a farsi un giro per i pronto soccorso del territorio regionale, a parlare con gli operatori medici e sanitari e a richiedere ai pazienti il reale grado di soddisfazione in merito alla qualità del servizio sanitario regionale. Il suo vanto di trasparenza impatta poi tristemente con le nomine dei direttori generali su cui a breve avremo cattive sorprese" – ha dichiarato Santori. Che continua: "Ancora devo ricevere risposta alle domande poste all’attenzione di Zingaretti sulla nomina dei nuovi direttori Asl e, allo stesso tempo, ancora non c’è stato alcun intervento concreto per ridurre i disagi e gli scandali che si vivono quotidianamente nella maggior parte dei pronto soccorso della Regione, in particolare di Roma. Non comprendiamo il tono trionfalistico di Zingaretti, quando l’intero sistema sanitario mostra ogni giorno falle sempre più grandi, in termini di disagi e anche, purtroppo, di trasparenza. Con il Tour della Sanità malata continuerò ogni giorno a evidenziare le gravi manchevolezze della Giunta andando personalmente negli ospedali e non attraverso conferenze artefatte nei palazzi regionali" – ha concluso il consigliere regionale.

 
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