San Pietro, flash mob delle donne cilene contro l’aborto

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Ieri alcune decine di donne provenienti dal Cile, ed altre appartenenti alla comunità cilena in Italia, hanno dato vita ad un flash mob a San Pietro, durante la visita dal Papa della presidente cilena Michelle Bachelet, per chiedere che venga fermata l'introduzione di una legge che legalizza l'aborto in Cile.

"La nostra è semplicemente una preghiera per il Cile", spiega Maria Pace, una delle 'donne in bianco' che hanno recitato il Rosario in piazza San Pietro ieri mattina mentre era in corso l'incontro tra la presidente cilena e il Papa. "Non abbiamo niente contro il governo della Bachelet, né contro la sua persona, vogliamo solo che sia fermato l'iter legislativo che vuole introdurre l'aborto in Cile, per questo abbiamo chiesto a tutti, cileni ma anche ai cittadini europei, di riunirsi oggi in preghiera con noi, qui in piazza San Pietro". 

Prima della preghiera le donne, vestite di bianco, si sono stese a terra formando una croce con i loro corpi sulla piazza e sono rimaste così per alcuni minuti. "Nel nostro gruppo ci sono 4mila donne, che si battono per questo in Cile", continua, "tra noi ci sono anche molte donne che hanno vissuto in prima persona l'esperienza dell'aborto, e loro sono le prime a testimoniare con la loro storia che questa pratica è sbagliata perché non solo uccide il bambino, che è una creatura innocente, ma uccide moralmente anche l'anima della madre". 

Nell'incontro di ieri in Vaticano, Papa Francesco e la presidente cilena hanno affrontato proprio il tema della "la salvaguardia della vita umana", "dell'educazione" e "della pace sociale". Il Vaticano ha sottolineato i buoni rapporti con il governo cileno soffermandosi sul "ruolo e il contributo positivo delle istituzioni cattoliche nella società cilena, specialmente nella promozione umana, nella formazione e nell'assistenza ai più bisognosi". La legge legge per l'introduzione dell'aborto in Cile è stata presentata a gennaio di quest'anno ed è attualmente in discussione.