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26 Settembre 2020

Pubblicato il

Roma, Marino: alla faccia della spending review

di Redazione

75 assunzioni dal 5 luglio ad oggi. Tra le nomine, anche la figlia dell'ex direttore generale Rai

Dal giorno del ballottaggio ad oggi, sono ben 75 le persone assunte con delibere della giunta romana capitanata da Ignazio Marino. E si tratta di nomine esterne, a chiamata diretta (l’ “intuitu personae”), poiché l’incarico è fiduciario. La prima di queste delibere, è la numero 300, riguardante il capo del gabinetto del Sindaco, Luigi Fucito, già conosciuto agli ambienti del Senato.

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Secondo un’inchiesta de La Repubblica, lo staff del nuovo Sindaco, che si compone di “una valanga di ex, tutti fedelissimi e una carica di giovani”, arriva a pesare sulle casse del Comune ben oltre 4 milioni e mezzo di euro. E non si tratta, secondo il quotidiano, di importi netti, ma lordi, comprensivi dunque di contributi previdenziali e Irap. Le cifre, quindi, riguardano quanto effettivamente ogni assunto costa a Roma.

Il già citato Luigi Fucito, secondo quanto riporta il quotidiano, costerebbe all’anno 79mila euro; 109mila euro, invece, ci costerebbe Guido Schwarz, portavoce di Ignazio Marino; ben 170mila euro Marco Girella, capo ufficio stampa del Sindaco. Silvia Decina, già collaboratrice di Veltroni, oggi costerebbe al Campidoglio 142mila euro. C’è poi Mattia Stella, con 78mila euro, già ghost writer del programma elettorale del Sindaco Dem, oggi confermato nel gabinetto del sindaco.

Nel corso dei mesi, nello staff di Ignazio Marino, sono arrivati anche altri, come Maurizio Pucci, già noto agli ambienti del centrosinistra, soprattutto quelli veltroniani e rutelliani. Pucci, ex agente assicuratore di Unipol, ex direttore dei cantieri del Giubileo fino al 1999, ex ad di Musica per Roma, già dirigente Ama, seppur in aspettativa non retribuita, e sovrintendente alle grandi opere all’epoca di Rutelli (tra le grandi opere, anche l’auditorium di Renzo Piano). Sarà per fare onore al suo curriculum, ma oggi, Pucci, costerebbe alle casse del Comune 157mila euro, senza ancora un incarico ben definito.

C’è poi Edoardo Del Vecchio, l’ex consigliere provinciale ora nell’assessorato all’Ambiente; si continua con Loredana Granieri, oggi nell’assessorato alla Scuola e già attiva in Provincia, e Giulia Calamante, figlia del Calamante collaboratore di Veltroni alla Mobilità, assunta nell’ambito dell’assessorato al Commercio. Ma non manca nemmeno Benedetta Cappon, la portavoce degli occupanti del Teatro Valle, ora dipendente del Comune di Roma presso il dipartimento alla Cultura gestito dall’assessore Barca. La Cappon, che nel curriculum vanta anche una posizione da capo ufficio stampa dell’Eliseo, è figlia dell’ex direttore generale della Rai. Infine – anche se la lista continua ben oltre – Brigidina Paone, già pensionata e riassunta come collaboratrice dell’assessorato alla Casa.

D’altronde, Ignazio Marino l’aveva detto di non essere affatto d’accordo con il dislivello (in termini di retribuzione) che intercorre tra un deputato e un assessore: 20mila euro contro 3mila euro, una situazione che va, secondo il Sindaco, riequilibrata a tutti i costi. E mica abbassando lo stipendio dei primi, ma alzando quello dei secondi. Alla faccia della spending review.

Comunque, c’è da precisare che le nomine sono regolari, non vi è nulla di illegale. E non dubitiamo che i componenti dello staff del Sindaco siano stati scelti per la loro professionalità e non per i loro trascorsi o le loro parentele. Ma in un momento in cui le casse del Comune piangono, e da più parti d’Italia si leva il pericolo che i Comuni non avrebbero più soldi per pagare gli stipendi, sarebbe stato più opportuno mantenere un certo rigore. E magari anche assumere personale di ruolo, e non esterno.

Riuscirà il Comune di Roma a chiudere il bilancio del 2013 e ad evitare la bancarotta, nonostante queste nuove spese? Insomma, come insegna Il Gattopardo, "bisogna che tutto cambi perché tutto resti uguale".

 
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