09 Aprile 2021

Pubblicato il

Roma, Manif Pour Tous in piazza S. Apostoli

di Redazione

Procede la lotta al ddl Scalfarotto. In piazza anche alcuni politici

La Manif Pour Tous Italia è tornata in piazza. Sostenuta dal Comitato della Famiglia e da Sentinelle in Piedi, la Manif ha organizzato un presidio in piazza Santi Apostoli, che ha visto riunirsi spontaneamente più di mille persone – tra cui anche alcuni politici, come Maurizio Gasparri – per dire no al ddl Scalfarotto, invocando la libertà d'espressione e, soprattutto, la difesa della famiglia tradizionale.
Famiglia che, come molte voci sul palco hanno commentato, è considerata la "cellula base della società, che ne assicura il progresso e lo sviluppo".

Un importante contributo è giunto anche dalla Francia, dove la Manif ha preso vita: un esponente della frangia francese del movimento ha parlato per molti minuti, spiegando come anche in Francia la situazione sia delicata. "Un ragazzo – ha spiegato – è stato condannato a 2 mesi di carcere per aver indossato la maglia della Manif Pour Tous".

Pietro Invernizzi, delle Sentinelle in Piedi, ha invece manifestato la sua contrarietà al ddl Scalfarotto, spiegando come già oggi la nostra Costituzione difenda le discriminazioni, anche sessuali. Non solo. Anche il nostro codice penale, all'art. 61, pone delle aggravanti.

Importante la presenza del Comitato della Famiglia, primo movimento a Roma a mobilitarsi a difesa della famiglia tradizionale. A parlare a nome del movimento è Luca, che spiega come "ogni legge che ci impedisce di difendere la famiglia sarà sempre contestata".

Il Comitato della Famiglia, proprio qualche giorno fa, aveva messo in atto un'azione dimostrativa esponendo in Campidoglio una bandiera tricolore con il simbolo della famiglia. Una delle tante azioni dimostrative, come l'occupazione simbolica e pacifica del Municipio XIV in seguito all'approvazione della mozione che disponeva l'esibizione di una bandiera gay-friendly all'esterno dell'edificio.

"Si tratta di atti dimostrativi – spiega Luca del Comitato della Famiglia – della propaganda omofila ed eterofoba che arrecano danno alla famiglia. Che invece ha bisogno di case popolari, asili nido, e altri sussidi che lo Stato oggi non garantisce”.

 
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