17 Aprile 2021

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Roma, Dopo 14 anni termina il restauro del Portico d’Ottavia al Ghetto

di Redazione

Il progetto di recupero, complesso e articolato, ha riguardato la pulitura, il restauro e il consolidamento delle parti lapidee, degli intonaci e degli affreschi del monumento

Dopo oltre 14 anni di ponteggi, e due di restauri effettivi, è terminato il restauro del complesso archeologico del Portico di Ottavia al Ghetto di Roma. Questa mattina l’intervento di salvataggio dei resti dell’Antico Tempio romano e della chiesa di Sant’Angelo alla pescheria è stato presentato al pubblico dal sindaco di Roma, Virginia Raggi, in compagnia dell’assessore alla Cultura, Luca Bergamo, del presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, del sovrintendente Claudio Parise Presicce e della presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello.

Il progetto di recupero, molto complesso e articolato, ha riguardato la pulitura, il restauro e il consolidamento delle parti lapidee, degli intonaci e degli affreschi del monumento. Sono stati riportati in parte al loro antico splendore un affresco trecentesco sull’arco nel frontale e l’iscrizione dedicatoria di Settimio Severo. Inoltre è stato eseguito un intervento sull’elemento strutturale più critico, la prima colonna posteriore, lesionata da tempo da cui si era distaccato uno ‘scheggione’ di notevoli dimensioni, e per questo restaurata è messa in sicurezza dal punto di vista statico.

“I ponteggi sono stati montati 14 anni fa quando sono iniziati i problemi – ha spiegato Presicce – l’ultima fase dei lavori è iniziata nel gennaio 2016 mentre nel 2018 sono previsti ulteriori brevi restauri sui muri interni che dureranno non più di quattro o cinque mesi. Grazie a questo importante lavoro abbiamo riportato al suo antico splendore questo complesso archeologico, realizzato lì dove venne costruito nel 179 il tempio di Giunone regina e il tempio di Giove statore, che poi l’imperatore Augusto dedicò a sua sorella Ottavia”.

“Questo intervento mette in luce la difficoltà delle norme ai lavori pubblici che li rende più difficili dal punto di vista amministrativo- ha ricordato Bergamo- Ma a Roma ospitiamo il 50% della ricerca scientifica pubblica e il più grosso patrimonio archeologico. Questo lavoro di restauro dimostra che le cose funzionano proprio quando la citta’ mette insieme l’uno e l’altro”.

“Questa è una bellissima giornata perché viene restituita a Roma una parte storica della città rimettendo a centro il rione di Sant’Angelo che comprende il quartiere ebraico. Questo restauro può dunque produrre un effetto importante sul turismo in questa zona”.

“Grazie a un lavoro con i bisturi, dopo 14 anni, viene restituito questo gioiello a Roma- ha concluso Raggi- è un restauro estremamente complesso poiché il quadriportico e’ stato oggetto di lavori nel corso dei secoli che hanno complicato ulteriormente le attività di restauro.

C’è una colonna, come spiegato dal Sovrintendente, in cui sono state inserite delle sonde per monitorarne eventuali piccoli movimenti per i prossimi due anni. L’attività è stata estremamente importante e molto delicata. In un periodo di difficoltà economica bisogna far fruttare ogni centesimo ed essere grati a chi ha lavorato con grande passione”. Con il Bilancio 2018 sono state individuate le risorse per terminare il restauro delle pareti laterali e del podio.   (Agenzia Dire)

 

 
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