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03 Dicembre 2021

Pubblicato il

Rifiuti: un nuovo inceneritore a Roma? Il ministro Costa dice di no

di Redazione
Torna d'attualità il dibattito sugli inceneritori: Inquinano o no? Ci sono aternative o no? Che differenza passa tra un inceneritore e un termovalorizzatore?

I rifiuti come risorsa, si dice ma non si fa

E' il tema di questi anni: come trattare i nostri rifiuti, come impedire che ci sommergano, che mettano continuamente in discussione il decoro delle nostre città. Della Capitale, per esempio. Non è un poblema nuovo, basta leggere in alcuni vicoli del centro storico le lapidi, risalenti ai secoli scorsi, che ammoniscono i cittadini a non abbandonare i rifiuti e a non imbrattare l'Urbe. E al di là della raccolta differenziata e al riutilizzo dei rifiuti, quando è possibile, torna d'attualità il dibattito sugli inceneritori: servono o no? Inquinano o no? Ci sono aternative o no? Che differenza passa tra un inceneritore e un termovalorizzatore? Il ministro Matteo Salvini, in visita in Campania nei giorni scorsi ha proposto un termovalorizzatore in ogni provincia d'Italia. Un inceneritore anche a Roma, dopo la chiusura dell'impianto di Malagrotta, salutata come una benedizione e l'inizio di una nuova era. 

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Rifiuti e Inceneritori, parla il Ministro dell'Ambiente, Sergio Costa

Interviene anche il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, il più titolato a esprimersi sull'argomento, in una intervista a La Stampa: "Gli inceneritori sono il fallimento del ciclo integrato. Non lo dico io, lo dicono le imprese, lo dice un'intera economia. Stiamo lavorando ogni giorno per ribaltare, non solo in Campania ma ovunque, il paradigma economico della gestione dei rifiuti, come anche prescritto nel contratto di governo. Ci vedremo lunedì a Caserta per affrontare la questione roghi tossici. Ci saranno sette ministri, il presidente del Consiglio e il presidente della Regione per affrontare la questione dei roghi tossici e firmeremo un piano d'azione in cui i ministri si impegneranno, nell'ambito delle rispettive competenze, ad affrontare il problema. Si deciderà che cosa fare, chi dovrà agire e come. Ad esempio i carabinieri si occuperanno delle investigazioni ambientali, i medici di base si sono offerti di effettuare in modo volontario il monitoraggio sanitario che ci permetterà di sapere perché e dove ci si ammala".

Luigi Di Maio, il M5S e i Termovalorizzatori

Anche Luigi Di Maio e il M5S è storicamente contrario agli inceneritori e ai termovalorizzatori nega l'eventualità dello scenario vageggiato dal suo collega Salvini aggiungendo così un altro elemento di distanza tra i due alleati di Governo.

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