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28 Novembre 2021

Pubblicato il

Restauro del Colosseo, iniziano le polemiche

di Redazione
Il Codacons chiede di visionare lo statuto della onlus Amici per il Colosseo istituita da Della Valle

Era Dicembre del 2013 quando finalmente partivano i lavori di ristrutturazione dell’Anfiteatro Flavio maggiormente conosciuto come “Il Colosseo”Se n’era parlato per anni di una sponsorizzazione dei privati per un’opera così grande e soprattutto così costosa.

E proprio uno degli imprenditori italiani più famosi si è fatto avanti donando ben 25 milioni. Diego della Valle, proprietario del Gruppo Tod’s, ha messo a disposizione le sue entrate economiche, un moderno mecenate che ancora apprezza il valore dell’arte e delle nostre radici culturali e civili.

Ma come ogni mecenate che si rispetti anche il Sig. Della Valle deve avere un tornaconto da tutta questa storia perché, vale l’importanza storica, ma quella economica?

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Nei tempi antichi i mecenati protettori delle arti e degli artisti lo facevano per portare gloria alla propria famiglia con cicli pittorici che li osannavano e mostravano come divinità. Nei tempi moderni il benefattore, che è soprattutto imprenditore, deve quindi avere un ritorno d’immagine tramite la pubblicità.

E in quest’ultimo anno il Gruppo Tod’s di pubblicità ne ha ricevuta tanta anche solo per i discorsi e le polemiche fatte sulla questione ancor prima che iniziassero i lavori.

Inoltre, per portare a termine l’accordo, il Gruppo si è assicurato lo sfruttamento commerciale del monumento più famoso del mondo per ben 15 anni. In poche parole il monumento è stato dato in affitto ad un privato alla modica cifra di 25 milioni e pertanto l’affittuario può usufruire del bene a suo piacimento, ovviamente senza deturparlo o modificarlo.

Ora all’interno della polemica subentra il Codacons, coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, il quale ringrazia il Sig. Della Valle per l’iniziativa meritevole e onerosa che si è assunto ma precisa che 15 anni di esclusiva è un tempo troppo lungo.

Inoltre il Codacons sottolinea i troppi dubbi e punti oscuri che si celano dietro il centro servizi “Amici del Colosseo” onlus istituita proprio dal benefattore in questione per cui ancora non sono chiari i servizi erogati. Non sarà gradita la presenza di una struttura privata che eroga servizi per il monumento, ricordiamo di proprietà pubblica.

Oggi stesso è stato richiesto di poter visionare lo statuto di tale ente e se dovesse emergere che solo alcuni soggetti saranno graditi all’interno dell’associazione il Codacons ne chiederà l’immediato scioglimento in quanto non conforme per una onlus.

Insomma il Colosseo è un bene per tutti e di tutti pertanto deve essere assicurato il libero accesso e non solo a coloro “graditi dal Gruppo Tod’s” questo è quanto si legge sul comunicato del Codacons.

Intanto i lavori di ristrutturazione vanno avanti. Le prime 5 arcate sono state esposte alla vista dei passanti la settimana scorsa e entro il 2016 la città di Roma potrà finalmente godere di tutto il suo splendore.

Staremo a vedere se le polemiche si esauriranno con il termine dei lavori o se proseguiranno per tutta la durata dell’esclusività.

 
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