27 Luglio 2021

Pubblicato il

Inglesi

Reportage Londra: ansia e paura per AstraZeneca? Non per i britannici

di Francesco Di Pisa

Qui in Inghilterra, la tensione sul malcapitato vaccino AstraZeneca non si è mai avvertita, leggete che vi racconto

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Vaccinazione

L’attesa per il vaccino Covid 19 è grande ovunque, specie dopo gli isterismi di questi ultimi giorni sullo stop ad AstraZeneca, in Italia e in Europa, per i coaguli nel sangue tra le persone vaccinate e il conseguente aumento del rischio di embolia polmonare o trombosi venosa profonda. Per alcuni questa tappa verso la ritrovata normalità si è trasformata in un percorso ad ostacoli costellato da dubbi, incertezze e fortissime inquietudini. Una vera e propria lotteria sul vaccino da farsi.

In Inghilterra nessuna ansia

Non per me. Non per i britannici. Qui in Inghilterra, la tensione sul malcapitato AstraZeneca non si è mai avvertita. Anzi, la gente non ha mostrato un interesse particolare per un vaccino piuttosto che per l’altro, non si gioca nessuna partita contro Moderna o Pfizer, uno vale l’altro, basta farselo. I britannici, e ormai a loro io mi aggiungo, hanno solo una gran voglia di partecipare attivamente alla campagna per la vaccinazione di massa e buttarsi finalmente tutto questo incubo alle spalle. E devo dire, la procedura per vaccinarsi qui è stata quanto di più semplice e veloce.

Un primo messaggio sms per vaccinarsi

Il 12 Marzo 2021 ho ricevuto il primo sms da Hathaway Medical Centre per conto della NHS, il Servizio Sanitario Nazionale britannico, che mi invitava a prenotarmi per il primo vaccino disponibile sul sito del Servizio Sanitario Nazionale. Era arrivato finalmente il mio turno: pazienti per fascia di età 52/56 anni.

Aperto il messaggio, ho dovuto semplicemente cliccare sul link, scegliere la prima data disponibile, l’orario, e un attimo dopo ho ricevuto il secondo sms di conferma in cui Rowden Surgery mi confermava che il tutto era in progress: 20 Marzo ore 14.40.

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Il 19 Marzo un terzo sms mi ha ricordato l’appuntamento per l’indomani. Il 20 mi sono recato presso la struttura predisposta dalla NHS, un centro medico di zona usato abitualmente dai medici di base per le visite di routine dove era stato organizzato persino un servizio di parcheggio per i pazienti. Fila rigorosamente all’inglese, ma sciolta, e due hostess volontarie mi hanno invitato a seguire un breve percorso all’interno del centro medico. Un minuto di attesa, mi sono accomodato in una saletta e mentre una dottoressa immetteva nel computer della NHS i dati della vaccinazione sulla mia scheda sanitaria completa, vita morte e miracoli del mio cammino clinico da quando mi sono trasferito qui, l’infermiera mi iniettava il vaccino. Ero il 28.985.958 esimo paziente vaccinato.

Il 40% della popolazione del Regno Unito ha ormai ricevuto la prima dose

Un servizio impeccabile, una strategia fino ad oggi di gran successo. La macchina è stata messa in moto in anticipo rispetto agli altri Paesi, attraverso una partenza bruciante. Senza bisogno di usare termini del tipo siamo in guerra e blah blah e magari finendo per sparare con un carro armato contro un gazebo di galline come accaduto a Pordenone. Il Regno Unito non ha ascoltato nessuno, tirando fuori i muscoli e quella concretezza che – nel bene e nel male – ne contraddistingue la natura. Magari talvolta cinica, ma sempre indipendente e fortemente realista.

Zero burocrazia, come al solito, as usual

Zero burocrazia, centri medici, centri sportivi, farmacie, persino luoghi di preghiera predisposti a luoghi di vaccinazione, senza dover fare accordi preliminari con medici dentisti o altro personale specializzando. Tutto sulla carta, al volo, poche chiacchiere, ognuno concentrato a lavorare senza polemiche, senza attese o risposte da Bruxelles e pressioni di nessun tipo.

Su questa faccenda dei vaccini, il Regno Unito si è giocato molto della propria reputazione: specie dopo il salto nel buio della Brexit e l’uscita dall’Europa. Ma per come si sono messe le cose, almeno in questo caso, poter fare di testa propria, col vaccino prodotto in casa e senza l’Ok delle gemelle Kessler (all’anagrafe Ursula von der Leyen e Angela Merkel), ha prodotto risultati eccellenti, per ora da far invidia persino alla grande Germania.

Per la cronaca, il vaccino era il temutissimo AstraZeneca, mentre il camice dell’infermiera quello di Pippo, Pluto e Paperino: i britannici non si smentiscono mai.

 
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