28 Luglio 2021

Pubblicato il

Una storia di degrado

Roma Rebibbia, morta con siringa nel braccio. Il compagno era stato trovato a pezzi in una valigia

di Livia Maccaroni

È accaduto intorno alle 19 di ieri, 3 luglio, nella stazione metropolitana di Rebibbia. Il cadavere è stato trovato dai passeggeri

Stazione metropolitana di Rebibbia
Stazione metropolitana di Rebibbia a Roma

Un’immagine macabra quella che ieri pomeriggio a Roma, prima delle 19:00, si è presentata agli occhi dei viaggiatori della metropolitana, che sono scesi al capolinea Rebibbia. Un corpo esanime, con la siringa nel braccio, su un muretto all’uscita della metro. La donna in questione è Alma Reale, 39enne, compagna dell’uomo trovato morto in una valigia, con la testa mozzata, qualche settimana fa a Pietralata. Quando è stato ritrovato il corpo, l’uomo era deceduto da giorni e Alma Reale si giustificò con i poliziotti dicendo: “Mi sono disfatta del corpo”.

La morte di Alma Reale

Gli investigatori ritengono che Alma sia vittima della droga killer che circola nella Capitale. La morte della donna risalirebbe a poco prima rispetto all’orario della scoperta. Le indagini sono affidate ai carabinieri che sono stati chiamati dal personale del 118, allertato dai viaggiatori che hanno dato l’allarme.

Il degrado di Rebibbia

Un episodio che sottolinea, per l’ennesima volta, quanto la zona sia preda del degrado. Già da tempo infatti i residenti avevano segnalato la presenza di spacciatori di eroina, di nazionalità africana che sono soliti stazionare in attesa dell’arrivo di tossicodipendenti sulla corsia laterale di via Tiburtina, davanti ad un minimarket etnico.

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Cadavere in valigia a Pietralata

Il macabro ritrovamento è avvenuto a poca distanza da dove lo scorso 6 giugno, il cadavere del compagno di Alma Reale, un 37enne di nome Luca De Maglie, è stato trovato chiuso in una valigia, con la testa mozzata, vicino il capolinea di un bus. Un autista Atac ha visto un trolley grondante sangue accanto ad alcuni cassonetti, chiuso con del nastro adesivo. Da una fessura gli investigatori, arrivati sul posto, hanno intravisto una testa. Solo grazie alla scia di sangue lasciata sull’asfalto gli investigatori hanno raggiunto un appartamento, in cui risiedeva Alma Reale.

La versione di Alma

La compagna dell’uomo deceduto ha confessato agli agenti del commissariato Sant’Ippolito che Luca De Maglie fosse morto in casa da giorni e che lei si fosse sbarazzata del cadavere. “Mi sono disfatta del corpo”, ha dichiarato Alma Reale. Ma la versione fornita dalla donna non ha chiaramente convinto gli investigatori della squadra mobile che l’hanno fermata per l’interrogatorio. Secondo quanto riferito dai vicini di casa, la coppia litigava spesso.

Permangono naturalmente numerosi interrogativi irrisolti in relazione alle due vicende e ai possibili legami esistenti tra di esse. Le indagini sono ancora in corso.

 
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