Pellegrini chiede 100mila euro a Corona: depositata la parte civile, udienza il 17 marzo

Roma, Pellegrini chiede almeno 100mila euro a Fabrizio Corona e alla 25enne: depositata la parte civile in tribunale. Udienza preliminare 17 marzo
Di Alessandra Monti
Lorenzo Pellegrini 2026
Lorenzo Pellegrini, foto Claudio Pasquazi

La vicenda che ha investito Lorenzo Pellegrini esce dal terreno delle dichiarazioni e approda in modo netto nelle aule giudiziarie: l’avvocato Federico Olivo, legale del calciatore della Roma, ha depositato una richiesta di risarcimento danni di almeno 100mila euro al tribunale di Roma nei confronti di Fabrizio Corona.

Risarcimento e parte civile: cosa ha chiesto il capitano della Roma

La domanda economica è contenuta nella costituzione di parte civile presentata dalla difesa di Pellegrini: un passaggio che, oltre al profilo simbolico, mette sul tavolo una quantificazione del danno reputazionale e personale lamentato dal calciatore.
Non si tratta solo di “fare chiarezza”: la parte civile, nel rito penale, punta a ottenere un ristoro in caso di condanna e consente alla persona offesa di partecipare attivamente al procedimento, con atti e richieste che affiancano l’azione della Procura.

L’intervista su dillingernews.it e l’indagine per diffamazione

Al centro del fascicolo c’è un’intervista pubblicata su “dillingernews.it”, nella quale una 25enne ha accusato Pellegrini di stalking: accuse che, secondo la ricostruzione emersa finora, sarebbero risultate false e che hanno innescato l’iniziativa giudiziaria. Corona risulta indagato per diffamazione dalla Procura di Roma in relazione a quei contenuti.
Il punto, qui, va oltre il classico botta e risposta da social: quando una narrazione si traduce in un fatto contestato come reato, cambiano i pesi, cambiano le responsabilità e cambia anche il modo in cui si misura l’impatto pubblico.

Nel procedimento entra anche la 25enne: calunnia e diffamazione contestate

La costituzione di parte civile non riguarda solo Corona. La richiesta include anche la ragazza, di origini romene, che risulta indagata a sua volta per calunnia e diffamazione ai danni del centrocampista giallorosso.
È un dettaglio decisivo perché fotografa un doppio livello: da un lato, la presunta costruzione dell’accusa; dall’altro, la diffusione mediatica di quella versione. In casi simili, l’attenzione della magistratura tende a verificare sia la genesi del racconto sia le modalità con cui viene rilanciato, amplificato, monetizzato o trasformato in “verità” percepita.

Udienza preliminare il 17 marzo: cosa può accadere in aula

Il calendario ora è fissato: l’udienza preliminare è stata aggiornata al 17 marzo.
In questa fase il giudice valuta se esistono i presupposti per mandare gli imputati a processo oppure se il procedimento può chiudersi con un proscioglimento. Per la difesa di Pellegrini, la scelta di formalizzare la parte civile prima di quel passaggio rappresenta un segnale: la volontà di ottenere un accertamento pieno e, parallelamente, di far pesare in modo documentato le conseguenze subite.

Le motivazioni: reputazione, famiglia, lavoro e il peso delle accuse online

Per un calciatore, soprattutto se figura di riferimento nello spogliatoio e volto identitario della squadra, la reputazione non è un concetto astratto: è un patrimonio professionale che incide su rapporti con la società, sponsor, tifosi e vita privata. Un’accusa come lo stalking, quando viene resa pubblica e rilanciata, porta con sé una scia di sospetti che spesso corre più veloce degli atti giudiziari.
La richiesta di almeno 100mila euro va letta anche come tentativo di fissare un argine: far capire che certe accuse, se infondate e diffuse come notizia, hanno un prezzo e che quel prezzo può essere valutato in tribunale, non solo nel “tribunale” dell’opinione pubblica.

Le reazioni e l’effetto domino: sport, media e responsabilità delle parole

In controluce, questa storia riaccende un tema che attraversa sport e informazione: l’uso delle piattaforme digitali come amplificatori di racconti non verificati, spesso presentati con toni assertivi e con un impatto immediato. Quando l’oggetto del racconto è una persona esposta, l’eco si moltiplica e diventa difficile rimettere insieme i pezzi, anche dopo una smentita.
Da qui la scelta di Pellegrini di non limitarsi alla replica: affidarsi alle carte, alle date e alle udienze. E chiedere un risarcimento che, al di là dell’importo, mira a certificare un principio: la tutela dell’onore non è un optional, nemmeno nell’epoca della notorietà permanente.

 
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