Pechino 2022 recap, day 16: tra vittorie, delusioni e sorprese è stata una grande Italia

3

Cala il sipario sui XXIV Giochi Olimpici invernali di Pechino 2022. Nelle cinque gare dell’ultima giornata non arriva la medaglia nel team event dello sci alpino (squadra azzurra eliminata ai quarti di finale dagli Stati Uniti) ma nel complesso non cambia il bilancio della spedizione azzurra.

Pechino 2022 Recap day 16: il medagliere finale

RankNazioneOriArgentiBronziTotaleClassifica per
medaglie
1)Norvegia16813371
2)Germania12105273
3)Cina9421511
4)Stati Uniti8107255
5)Svezia855186
6)Paesi Bassi854179
7)Austria774186
8)Svizzera7251412
9)ROC*61214322
13)ITALIA278179
*ROC= Russian Olympic Committee

Nel medagliere stravinto dalla Norvegia sulla Germania (seconda vittoria consecutiva per gli scandinavi) spicca il balzo della Cina, Paese organizzatore (quattro anni fa era al 16° posto) davanti addirittura agli Stati Uniti. L’Italia manca la Top10 per la quarta edizione consecutiva (quando a Torino fu nona) ma è 13a. Rispetto a PyeongChang è un passettino indietro nella classifica data dal medagliere standard ma tre passi in avanti rispetto a quello “all’americana”, che tiene conto primariamente del numero di podi conquistati.

Già da queste prime comparazioni si può tracciare il bilancio sommario. Dopo i 10 metalli conquistati in Corea, alla vigilia di Pechino 2022 la maggior parte delle previsioni diceva 13 medaglie conquistabili. Alla fine dei Giochi il numero è ben 17, risultando per numero di medaglie la seconda spedizione di sempre, dietro solo alla magica Lillehammer 1994 con campioni come Manuela Di Centa, Compagnoni e Tomba per citarne alcuni.

Come riporta l’esperto di sport invernali Massimiliano Ambesi, l’Italia è nona per numero di medaglie conquistate e settima per piazzamenti nelle prime 10 posizioni. È quinta anche in un’altra importante classifica, quella del numero di discipline a podio, otto (record assoluto), dietro solo alle superpotenze Russia, Canada, Germania e Norvegia.

Tanta quantità, soprattutto dal ghiaccio

I numeri sopracitati sono il termometro di un’Italia competitiva quasi dappertutto, con il solo cruccio di aver conquistato pochi ori, due. Infatti, nelle gare in cui si partiva da favoriti, per molti motivi spesso non sono arrivati successi (dalla Goggia comunque seconda alla Moioli passando per il SuperG femminile). Semplificando, si può dire “tanta quantità, poca qualità”.

Tuttavia va fatta anche una distinzione tra le due macroaree degli sport invernali, ghiaccio e neve. Le più grandi soddisfazioni (e sorprese) sono arrivate dal ghiaccio e la FISG (Federazione Italiana Sport del Ghiaccio) può vantare il record di otto medaglie di cui i due ori. In questo senso il ruolo di copertina va condiviso tra Francesca Lollobrigida, Arianna Fontana e il doppio misto del curling.

La FISI, che si occupa delle discipline della neve, ha ottenuto una medaglia in più, trainata dallo sci alpino femminile (Goggia, Brignone e Delago) ma considerando che gli eventi a disposizione erano più del doppio (76 contro 33), ci sono alcune questioni aperte da risolvere. Una su tutte la problematica relativa allo sci alpino maschile, a secco per la seconda edizione consecutiva e alle prese con un difficile ricambio generazionale.

Donne meglio degli uomini

Questo coinvolge l’altro aspetto di riflessione, la distribuzione di medaglie tra maschi e femmine. Sono nove le medaglie in rosa contro le cinque dei maschi, più tre conquistate in eventi misti (altro tabù caduto in questi Giochi). Questo al cospetto di una maggiore presenza maschile alle gare (72 contro 46). In questo periodo storico quando si parla di campioni italiani invernali, sono quasi sempre le donne a farla a padrone.

I simboli: Fontana, Goggia, Lollobrigida e curling

Scegliere i migliori della spedizione azzurra è difficile, anche perché le medaglie hanno tutte pari dignità, ma alcune rimarranno di più nella memoria degli appassionati. Su tutte Arianna Fontana che ha battuto altri record. La pattinatrice lombarda per la terza edizione di fila ha conquistato tre medaglie, sale sul podio ai Giochi fin da Torino (cinque edizioni di fila) e soprattutto è diventata la più medagliata atleta olimpica italiana e seconda all time solo dietro allo schermidore Mangiarotti. Il suo momento clou è stato il sorpasso sul filo di lama e la vittoria nei 500m, bissando l’oro di PyeongChang.

Nella copertina però non può mancare Sofia Goggia, probabilmente la più attesa ai Giochi. Vuoi per il suo personaggio e per le vittorie in stagione, ma soprattutto per il miracoloso recupero dopo la caduta di Cortina. In 23 giorni è passata da un legamento crociato parzialmente lesionato con microfrattura del perone all’argento olimpico a 16 centesimi dall’oro. Una sfida enorme vinta, che si è palesata nell’urlo appena tagliato il traguardo.

Ruolo di primo piano anche a Francesca Lollobrigida, meritevole portabandiera alla cerimonia di chiusura. Sono stati anche i Giochi della romana, portando lo Speed Skating al femminile dove non era mai arrivato, cioè sul podio. Tra l’altro è stata la prima e l’ultima medaglia azzurra in queste Olimpiadi: un cerchio che ha aperto e chiuso lei. Forse la vittoria più a sorpresa porta il nome di Stefania Constantini e Amos Mosaner, oro nel curling doppio misto, portando alla ribalta una disciplina che conta in Italia poco più di 300 atleti.

Al termine di Olimpiadi che si chiudono con libri di storia che sono stati riscritti, è l’ora di voltare pagina. E che pagina, la nostra. Appuntamento quindi a Milano-Cortina 2026!