13 Aprile 2021

Pubblicato il

Patrimonio Roma Capitale, Marchini scrive a Cantone: no a vendita

di Redazione

Continua la protesta delle opposizioni contro la delibera 88/2013 sull'alienazione del patrimonio di Roma Capitale

Continua la protesta in Campidoglio per la delibera n. 88/2013, quella sull'alienazione del patrimonio di Roma Capitale. Dopo le due pregiudiziali del M5S (qui i dettagli) e dopo la bagarre della settimana scorsa in Aula Giulio Cesare (qui il video), la discussione era slittata ancora: se ne è tornato a parlare oggi, ma il muro dell'opposizione sembra infrangibile. 

Tra chi protesta contro la delibera, anche la lista Marchini. 'Non svendo sogni ma solide realtà, parola di Ignazio Marino', 'Svendesi patrimonio Roma Capitale': così recitano i cartelli esposti da alcuni militanti della Lista Marchini in Aula Giulio Cesare: insieme al consigliere comunale e capogruppo Alessandro Onorato, hanno dato vita a una protesta al grido di 'No alla svendita'.

Un 'No alla svendita' che passa anche per una lettera, sottoscritta da Alfio Marchini in persona, e indirizzata al presidente dell'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) Raffaele Cantone. Lo stesso gruppo consiliare capitolino, lo scorso giovedì, in conferenza stampa, aveva illustrato tutte le criticità della delibera (qui i dettagli della conferenza stampa), e aveva richiesto di sospendere il voto della delibera in attesa "che fosse completato il lavoro dell'assessore alla Legalità  Alfonso Sabella, che lo stesso Sindaco dice di aver coinvolto per una verifica generale" – come spiega l'ex candidato sindaco. 

"Con la presente chiediamo il suo intervento urgente" – si legge nella lettera. "Il Comune di Roma intende dismettere parte dei suoi immobili di pregio, per un ammontare di circa trecento milioni di euro" – continua – "A oggi, le diverse richieste di documentazione e di chiarimenti avanzate nelle varie sedi, sono state vane e nella proposta di deliberazione non è indicato con precisione quali di questi immobili siano considerati di pregio e, conseguentemente, quali di questi potranno usufruire di uno sconto sul prezzo di vendita. Sembra che, dopo le nostre proteste, vogliano limitare questo sconto agli immobili periferici, senza tuttavia indicare con certezza i criteri con cui sarà applicato" – sostiene Marchini.

L'ex candidato sindaco di Roma, inoltre, denuncia che "il testo della delibera non riporta la stima del valore di mercato relativa a ogni proprietà, né specifica i criteri con cui la stessa sarà determinata e, fatto ancor più grave, stabilisce la possibilità per i morosi (alcuni da oltre un ventennio!) non solo di regolarizzare la propria posizione, ma di acquistare i beni con agevolazioni sul prezzo di vendita! Una sorta di premio, dunque, riconosciuto a chi per anni ha speculato alle spalle dei cittadini onesti".

Tutto ciò a dispetto del fatto che "il Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 stabilisce all'art. 30 che: 'Le pubbliche amministrazioni pubblicano le informazioni identificative degli immobili posseduti, nonché i canoni di locazione o di affitto versati o percepiti' ". Tuttavia, "ad oggi accedere a tale documentazione è impossibile non solo per i cittadini, ma anche per noi Consiglieri comunali che, sebbene non in possesso dell'elenco completo del patrimonio disponibile e delle informazioni ad esso correlate, siamo chiamati a decidere in merito alla dismissione delle proprietà dell'ente in una vera e propria 'vendita al buio', assumendoci responsabilità amministrative e penali".

Inoltre, "su 751 immobili ben 630 risultano occupati senza titolo e 58 risultano liberi mentre in queste ore il Comune sta affittando da privati uffici per una spesa annua di un milione e mezzo di euro l'anno". E dunque: "Siamo sicuri che non si potrebbero usare immobili di proprietà del Comune?" – incalza Marchini, che per tutti questi motivi si oppone a una procedura di vendita "opaca, confusa, improvvisamente frettolosa". E intanto, a "proposito del mancato introito stimato in decine di milioni di euro, abbiamo già presentato un esposto alla Corte dei Conti per valutare l'enorme danno erariale cagionato" – fa sapere infine Alfio Marchini.

 
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