13 Aprile 2021

Pubblicato il

Palazzo Colonna, una famiglia principesca, la Nobiltà e la pipì

di Redazione

Oggi parleremo di due singolari usanze ed eventi accaduti a Palazzo Colonna, vi racconteremo di Nobiltà e di "pipì"

Delineare la storia architettonica di Palazzo Colonna è alquanto complessa, dato le molteplici generazioni succedutesi, con sovrapposizioni di stili architettonici di esterni ed interni. Oggi parleremo di due singolari usanze ed eventi accaduti, vi racconteremo di Nobiltà e di "pipì". Fino agli ultimi anni dello Stato Pontificio, quando nel Palazzo Colonna (di fronte alla chiesa dei SS. Apostoli ) si svolgevano serate di gala, vigeva una curiosa e stranissima usanza: gli invitati, principi, prelati e cardinali, entrati nel giardino sfarzosamente illuminato, prima di salire lo scalone d'onore avevano l'obbligo, per antica consuetudine, di voltarsi verso il muro dove nella penombra erano appositamente sistemati vasi elegantissimi, "guarniti  di mirto e di aranci", entro i quali dovevano "fare la pipì"! Intorno al 1850 l'ambasciatore La Tour Mauborg  tentò di far eliminare lo sconcio rito (forse inventato al fine di evitare il bisogno durante i ricevimenti), ma riusci solo  a limitarlo, perché fino al 1870 ai ministri e cardinali rimase il privilegio di continuare ad annaffiare i vasi guarniti d'arancio e di mirto nel giardino di Palazzo Colonna. 

Sempre  a Palazzo Colonna è allestita la famosa collezione  di quadri della principesca famiglia. L'importante pinacoteca privata è composta da diversi ambienti, il più vasto dei quali  è quello che fronteggia l'attuale via IV Novembre. Data la pendenza della strada, il lunghissimo salone presenta due livelli separati da alcuni scalini in marmo. Nel 1848 a seguito delle note vicende romane (La Repubblica romana), una palla di cannone sparata dal Gianicolo, dopo aver sfondato una finestra venne ad incastrarsi proprio su quegli scalini e li è rimasta, per quel tipico sentimento conservatore che è una prerogativa dei romani di razza, nei giorni in cui la galleria  è aperta al pubblico, un cameriere di casa Colonna è incaricato di avvertire i visitatori dello storico inconveniente.

 
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