18 Settembre 2021

Pubblicato il

Ostiense cantiere a cielo aperto, tra opere incompiute e ponti

di Redazione
La denuncia della UIL Roma e Lazio nell'ambito dell'Osservatorio sulle opere incompiute

“Ostiense: quartiere di luci e ombre, costantemente in divenire, dove i colori accesi di un aperitivo incrociano penombre poco identificabili commiste a degrado urbano a cielo aperto”. Così una nota della UIL Roma e Lazio, che,nell'ambito dell'Osservatorio sulle opere incompiute, ha svolto un'indagine per il quartiere Ostiense.

Partiamo dal nuovo Ponte della Scienza, intitolato a Rita Levi Montalcini. “Un ponte imponente: 142 metri tutti pedonali in cemento armato, acciaio e legno tek per le rifiniture. Una terrazza sul fiume, queste le intenzioni degli architetti dello studio associato Andreoletti che nel 2000 vinse il concorso bandito dal Comune di Roma – continua UIL, che spiega come la terrazza – “dovrebbe collegare lungotevere Gassman al Gazometro”.

Ma il condizionale è d'obbligo. Il ponte infatti, “inaugurato lo scorso maggio dal sindaco Marino, finisce contro un muro. Il muro che delimita l'area del Gazometro, attualmente inaccessibile. Qual è il suo fine allora? Perché inaugurare un ponte che non congiunge? E nel frattempo l'altra estremità del ponte, quella lato Gazometro appunto, viene utilizzata per improvvisate feste estive, con buona pace dei ciclisti che trovano la pista ciclabile invasa da biliardini e stand, e, ancora peggio, per riciclo materiali da parte di rom che bivaccano, nascosti, nell'area lungo il Tevere”.

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È Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della UIL, a commentare il particolare dei costi: “Sei anni di lavori e oltre 5 milioni di euro netti per un'opera che non conduce da nessuna parte. Un ponte sul nulla! Se fosse una tela, sarebbe un'ottima trovata artistica. Un messaggio subliminale e forte. Ma siamo nel cuore della Capitale e il ponte in questione è un'opera architettonica, costata milioni di soldi pubblici e anni di disagi. Chi lo attraversa si trova davanti un muro a sbarrargli la strada. Stessa cosa sul lato destro, dove dopo circa 2-300 metri di passeggiata un muro e una siepe interrompono il percorso. Si parla di un progetto di riqualificazione generale dell'intera area, affidato all'università di Roma Tre. La stessa cui è oggi affidato anche il progetto di riqualificazione degli Ex mercati Generali. Se i tempi sono gli stessi…” – continua ironico.

Infatti, “dopo dieci anni dall'inizio dei lavori, la scena del cantiere degli Ex Mercati di via Ostiense è identica – insiste la Uil – Una facciata decorosa da lavori in corso e all'interno il grande vuoto. Nonostante un via vai di operai che entrano ed escono dal cantiere”. Quello degli ex Mercati Generali è quindi “un altro cantiere infinito, l'ennesimo – incalza Bombardieri – Uno spazio ampio che sarebbe dovuto diventare luogo d'incontro. Progetti bellissimi che si perdono nelle stanze della burocrazia e degli interessi personali”.

E allora si chiede il segretario generale: “Come mai la star olandese è stata eliminata dal progetto? E come mai l'ennesimo affidamento al solito Cordeschi? Non si mette in discussione la professionalità dell'architetto di Roma Tre, ma la ripetitività di certi nomi, la costante presenza nelle grandi opere della Capitale. Grandi opere spesso incompiute purtroppo. E gli Ex Mercati non sono un caso isolato”.

 
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