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26 Gennaio 2022

Pubblicato il

Roma Ostia, continua la battaglia sugli stabilimenti balneari

di Redazione
I balneari passano al contrattacco e minacciano il braccio di ferro con l'amministrazione

Ostia, stabilimenti balneari: la battaglia del Comune per le spiagge libere continua. Anche con un Municipio, il X, commissariato. Ricominciata formalmente la settimana scorsa (ma ci si schermaglia da diversi anni), il 7 aprile, i proprietari degli stabilimenti balneari sono passati al contrattacco: “Non vorremmo che il Comune fosse azionista di illegalità, non vogliamo fare un braccio di ferro ma se fossimo costretti a rispondere a un assalto delle ruspe risponderemo. In ogni caso i nostri avvocati hanno già scritto al Municipio (commissariato, ndr) diffidando l’apertura dei varchi”.

Mancano infatti soltanto 20 giorni all’inizio della stagione estiva, e ci si prepara ad un feroce scontro con il Comune, il quale ha in progetto l’apertura di 8 varchi sulle spiagge, che, sommandosi a quelli aperti nel precedente anno arriverebbero a 10. Varchi questi che rappresenterebbero un vero e proprio esproprio a concessioni private.

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Tra l’altro, secondo il presidente di Assobalneari “i due varchi sono frutto di un’azione illegale e oggi quei due concessionari con i loro avvocati stanno predisponendo gli atti per farli richiudere. Peraltro sono gli stessi cittadini che non li vogliono. I cittadini vorrebbero che fosse attuato il progetto di fare due scale per accedere dal pontile alla spiaggia, sarebbe molto più elegante”.

Una frase, fra tutte, ci colpisce: “Sono gli stessi cittadini che non li vogliono”. Per qualche ragione, i residenti di Ostia, secondo questa informazione, non vorrebbero che le spiagge del nostro mare, poste quasi sotto un monopolio degli stabilimenti, avessero dei varchi di accesso in grado di consentire alla gente di poter scendere in spiaggia senza dover pagare un dazio. Evidentemente devono aver fatto male i conti, giacché nell’oramai commissariato Municipio X fioccano le associazioni avverse agli stabilimenti balneari (una su tutte l’Associazione Mare Libero), e non ci vuole molto a capire che i romani (non solo di Ostia) non gradiscono una così grande presenza di stabilimenti privati in quello che è l’unico sbocco al mare per quasi 3 milioni di abitanti.

Ma, chiediamoci, il progetto del Comune di Roma sulle spiagge di Ostia, nonché i desideri di molti cittadini, sono realmente idee folli, lesive del sacro diritto della proprietà privata, o comunque moralmente illegittime? A dire il vero, forse no. Le spiagge libere di Ostia sono infatti site in maniera relativamente distante dallo sbocco cittadino nel quartiere, e cioè verso la località dei Cancelli, e ciò che il Comune vorrebbe fare è soltanto forzare un po’ il blocco dei privati su quella che è la parte più centrale dello sbocco al mare, dando alla gente la possibilità di andare al mare oltrepassando una vera e propria falange di stabilimenti balneari.

 
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