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Omicidio Pamela Mastropietro, confermato in appello l’ergastolo per Oseghale

L’appello bis, che si è svolto nel tribunale di Perugia, vedeva Innocent Oseghale sotto accusa di violenza sessuale

Pamela Mastropietro

Pamela Mastropietro

La Corte d’assise d’appello di Perugia ha confermato la condanna all’ergastolo per Innocent Oseghale, nell’ambito del processo d’appello bis in corso nella Corte d’Assise d’Appello del capoluogo umbro.

L’omicidio

L’uomo, di origine nigeriana, è stato precedentemente condannato all’ergastolo per l’omicidio di Pamela Mastropietro. Della ragazza furono ritrovati solo i resti riposti in due diversi trolley a Pollenza, provincia di Macerata, nel gennaio del 2018.

Questo secondo appello, che attualmente si sta svolgendo a Perugia, vede Oseghale difendersi dall’accusa di violenza sessuale.

Le parole del Sostituto Procuratore

Il Sostituto Procuratore, apre la sua requisitoria dichiarando: “Oseghale ha ucciso Pamela, se fosse qui gli direi: tu l’hai uccisa, tu sei un omicida. Si parte necessariamente da qui”.

Secondo l’accusa: “In quella casa c’è stata violenza sessuale e durante quella violenza sessuale Pamela è stata uccisa. Pamela era nelle mani di Oseghale, lui con la cessione dell’eroina la teneva a guinzaglio. Oseghale inizialmente ha negato di aver avuto con lei dei rapporti sessuali, lui ha negato perché nel farlo l’ha uccisa. La cura di Oseghale nel lavare le parti del corpo di Pamela verso le quali aveva infierito per ucciderla e che potevano essere rivelatrici sia della somministrazione della droga sia del rapporto sessuale, fa comprendere la sua necessità di non lasciare traccia di sé”.

La sentenza è stata accolta con soddisfazione dai familiari e amici della vittima. Per la mamma di Pamela “Ci sono ancora liberi altri mostri da arrestare”.

Per l’avvocato difensore di Oseghale, invece, la partita non è chiusa: “Faremo ricorso in Cassazione”.