01 Marzo 2021

Pubblicato il

Non solo baby squillo, a Roma Nord anche impegno nel sociale

di Redazione

Intervista a Francesco de Crescenzo, presidente dell’associazione 'Solidarietà Romana sul Territorio' (SO.R.TE)

Siamo sempre più abituati, a livello mediatico, ad una pesante messa in evidenza degli aspetti peggiori dei nostri quartieri e dei loro giovani. Si sa, parlare delle azioni nefaste di pochi porta visibilità e suscita interesse, rappresentare in maniera distorta e parziale le generazioni più giovani si attiene perfettamente ai cliché di una gioventù bruciata. Nei servizi giornalistici, specialmente in quelli d’inchiesta, si giunge alla fine a ciò che si era sin dall’inizio voluto dimostrare: i giovani viziati della “Roma bene” come monumento dell’indifferenza e del disimpegno verso una nazione ed una città messe in ginocchio dalla crisi.

In questa mistificazione quotidiana della realtà, utile solamente a “fare notizia” ed a fomentare l’odio sociale, abbiamo deciso di dare voce ad una realtà giovanile che sta rapidamente diventando un caso nella città di Roma ed in particolare nel versante di Roma nord. Abbiamo il piacere di intervistare Francesco de Crescenzo, giovane presidente di 'Solidarietà Romana sul Territorio'.
 

Francesco, puoi raccontare ai lettori di Romait, come è nata e come si è sviluppata la vostra associazione?
'Solidarietà Romana sul Territorio' (SO.R.TE.) è un’associazione che nasce dall’idea di dodici ragazzi che, nel vedere l’indifferenza di molti giovani nei confronti dei troppi ed evidenti problemi sociali, decidono di dare vita a questo progetto. Un progetto che vuole realizzare un reale cambiamento, partendo dalle più piccole necessità quotidiane delle persone. Lo scopo di SO.R.TE. è quello di contribuire ad eliminare qualsiasi forma di disagio sociale. La crescita in un solo anno dell’associazione, passata dai 12 fondatori ad avere oltre 150 ragazzi, ha rappresentato un chiaro segnale della forte volontà di molti giovani che, avendo a cuore le tante difficoltà del nostro territorio, non accettano la realtà che hanno di fronte, impegnandosi in prima persona nell’affrontarla.

Quali sono le attività di SO.R.TE.?
Le principali attività svolte dai nostri ragazzi consistono nel fornire direttamente, senza intermediari, beni di prima necessità a case famiglia, centri di accoglienza ed a famiglie aggravate da seri problemi economici; nel soccorrere persone senza fissa dimora consegnando loro kit di provviste alimentari, vestiti e coperte; nel collaborare con altre organizzazioni che perseguono i nostri stessi fini e valori; nella raccolta di vestiti e giocattoli con il fine di distibuirli alle persone bisognose; nel volontariato all’interno delle case famiglia, delle case di cura per gli anziani e dei centri che ospitano persone con disabilità.

So che, oltre alle numerose attività di cui hai appena parlato, SO.R.TE. è molto attiva anche sui problemi del territorio.
Certo, tra le nostre attività c’è l’impegno nella pulizia dei parchi, nella riqualificazione delle zone degradate e nel recupero di strutture deteriorate o abbandonate in modo che possano essere godute dai cittadini romani. Uno degli obiettivi fondamentali della nostra associazione è la sensibilizzazione del maggior numero di ragazzi verso queste tematiche, così da risolvere queste situazioni e di avvicinarli al sociale. Solidarietà Romana sul Territorio per perseguire questo scopo, presenta il proprio operato regolarmente nelle scuole e nelle università.

Come può contattarvi una persona interessata a dare una mano?
Per entrare in contatto con noi, è tutto molto facile, basta cercarci sui social network (facebook,twitter,instagram,tumblr) o sul nostro sito internet www.solidarietaromanasulterritorio.it ed inviarci un semplice messaggio.
Proprio l’utilizzo dei social network è stato fondamentale per la nostra crescita: numerosissimi ragazzi, ma anche molti adulti, sono venuti a conoscenza della nostra associazione tramite la tecnologia.

Cambiando discorso per un momento: cosa ne pensi della pubblicità negativa che viene quotidianamente fatta sulle giovani generazioni, specialmente su quelle provenienti da determinati quartieri?
Purtroppo Roma ha da sempre degli stereotipi associati a determinati quartieri e a determinati ragazzi, molto spesso queste realtà vengono esagerate da determinati servizi giornalistici alimentando un odio insensato tra i giovani che non porta a nulla se non ad un opera di distruzione, quando invece adesso,soprattutto in questo periodo storico, si dovrebbe mirare ad un’ opera di ricostruzione, dove tutti insieme ci facciamo carico di risollevare la nostra nazione, in primis noi giovani.

Vuoi affidarci un messaggio di incoraggiamento per i giovani di buona volontà, decisi a non rimanere con le mani in mano?
Certo, vi affido lo stesso messaggio che porto sempre come testimone nelle scuole e nelle università quando parlo con altri ragazzi, un messaggio semplice ma diretto. Ci hanno sempre fatto credere che la volontà di noi ragazzi, definiti spesso “bamboccioni”, non fosse importante , che non potesse influire nelle decisioni della nostra città o che semplicemente non potevamo essere indipendenti, io vi dico che se avete un progetto, un’idea, va portata fino in fondo. Una forte volontà, soprattutto quella di noi ragazzi, può veramente cambiare le cose, un piccolo passo alla volta.

 
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