No alla fecondazione eterologa, blitz alla Regione Lazio

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'No alla fecondazione eterologa' – così lo striscione affisso dai militanti di Gioventù Nazionale di fronte all'ingresso della Regione Lazio. Lo striscione è stato corredato da un bambolotto con in mano un catalogo di bambini da scegliere, con tanto di listino prezzi.

L'iniziativa è nata in risposta all'apertura della Regione Lazio, per volontà del presidente Zingaretti, alla fecondazione eterologa, dopo che la Consulta, lo scorso aprile, aveva dichiarato illegittimo il divieto verso la fecondazione eterologa previsto dalla Legge 40.

Hanno dichiarato Daniele Saponaro e Andrea Moi, responsabili romani del movimento: "Ignorando il referendum che bocciò questa tecnica nel 2005, le Regioni stanno sfruttando una lacuna legislativa per dettare linee guida per l'applicazione delle tecnica stessa; deve essere tutelato il diritto del nascituro di conoscere l'identità dei propri genitori biologici, invece di cedere a vergognosi capricci estetici.

Chiediamo quindi alla Regione Lazio di non dare seguito all'annuncio di uno scandaloso ticket sanitario di 1700/1800 euro per accedere alla prestazione, e alle strutture ospedaliere di seguire l'esempio del policlinico Gemelli e rifiutare di adottare la fecondazione eterologa".