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Nervi tesi e accuse dopo il Festival: non solo politica ma anche liti personali tra gli artisti

Il Festival ha lasciato cose non risolte. Mentre si continua a cercare il successore di Amadeus, la cerchia si restringe a due nomi: Cattelan o Bonolis

Alessandro Cattelan

Alessandro Cattelan

Non ci sono solo gli strascichi della politica ma anche le liti personali tra gli artisti, i tentativi di accaparrarsi spazi vantaggiosi, le lotte intestine tra agenti per la ricerca del predominio in tv e Geolier che continua a far parlare di sé invitato all’Università Federico II della sua città.

Chi sostituirà Amadeus nella conduzione del prossimo Festival?

Il Festival ha lasciato una serie di cose non risolte e non chiarite. Mentre si continua a cercare chi sarà il successore di Amadeus, la cerchia dei papabili si restringe a due nomi: Cattelan o Bonolis. Il secondo ha delle chances in più, per l’esperienza, per aver già condotto il Festival nel 2005 e nel 2009, perché il suo agente e quel Lucio Presta, che fa pesare la capacità di imporre i suoi protetti in quanto nomi di primo piano e anche perché nel puntare su Bonolis, sembra aver pregiudicato il rapporto con Amadeus, del quale era il manager fino a poche settimane fa.

Sembra infatti che il motivo della rottura del contratto tra Amadeus e Presta derivi proprio dalla mossa dell’agente di puntare su Bonolis, quando ancora non era del tutto decisa la rinuncia di Amadeus. Bonolis è in scadenza di contratto con Mediaset e ha alle spalle anche troppi anni di Darwin e Avanti un altro. È ora di cambiare e per lui potrebbero spalancarsi le porte del Festival e di Domenica In, se ci si pensa bene, due programmi in procinto di cambiare gestione.

Cattelan è l’eterno ragazzo che non buca il video

Alessandro Cattelan non è più un giovane. Avrà 44 anni a maggio, anche se si vuole sempre accreditare come un ragazzo. Né troppo giovane per piacere ai ragazzi, né troppo adulto per piacere ai padri. È uno di quei personaggi che non sono mai aiutati dal curriculum. Ha lavorato molto a Mediaset e nella versione italiana di The X Factor (2011-2020). Ha condotto E poi c’è Cattelan su Skyuno nella stagione 2018-19. Venne candidato al Festival per il 2020 ma poi gli venne preferito Amadeus, gestito allora da Lucio Presta. Ha condotto con Laura Pausini e Mika l’Eurovision Song Contest 2022.

Quante di queste cose vi siete ricordati come un grande successo di Cattelan? Nessuna, appunto. Questo è il punto debole del conduttore, non più giovanissimo. Certo che a lui piace accreditarsi come l’amico dei rapper e i dirigenti pubblicitari e televisivi sono sempre a caccia di chi può attirare quel target davanti alla televisione. Ma non saprei se lui sia la persona giusta.

Cattelan non ha al suo attivo i successi e neanche l’agente di Bonolis

Alessandro Cattelan, con tutta la simpatia, non ha lo spessore per garantire la riuscita di programmi così fondamentali per le economie della Rai. Vero che il suo management è quello dell’astro nascente Marta Donà, che gestisce anche Angelina Mango e Marco Mengoni e Francesca Michielin. Non una sprovveduta quindi. Con la sua agenzia Latarma srl e il suo gruppo di tuttedonne under 40, sta diventando una imprenditrice temibile nello spettacolo nazionale.

Si occupa di musica a 360°, e ora ha anche stretto un accordo con la BMG per produrre e distribuire dischi. L’operazione passaggio da Sky a Raiuno con il programma “Da Grande” per Cattelan è stata una mossa doverosa se vuoi testare il personaggio col pubblico generalista ma gli ascolti si sono fermati al 12%.

Il Festival non è un semplice programma, è una macchina da guerra

Il Festival è uno spettacolo complesso che, contrariamente a quello che pensa la gente, un conduttore anche se direttore artistico, non gestisce da solo come un dittatore. L’aspetto musiche e cantanti quanto meno è gestita con i discografici e i management degli stessi, l’aspetto pubblicitario è completamente in mano a Rai Pubblicità e determina molto della scaletta, delle locations e dei temi dello spettacolo. L’aspetto scene e luci è in mano alla regia e alla produzione Rai.

Settori fondamentali come la promozione attraverso le radio, Radio Raidue, la stampa e il web sono da gestire in compartecipazione con l’Ufficio Stampa Rai e la direzione del Prime Time, al quale compete anche il controllo del budget e la scelta degli ospiti internazionali e nazionali. Se non hai le spalle coperte, un meccanismo del genere rischia di stritolarti perché tutti, da ogni lato, cercano di approfittarsene e di trarne un vantaggio proprio. Talvolta succede, come per le scarpe U Power di John Travolta o per la promozione Instagram di Chiara Ferragni l’anno passato, ma quasi mai va liscia.

Al Bano: la lite con Amadeus per essere stato escluso dalla competizione

Il cantante che tutti conosciamo, Al Bano, non deve aver digerito l’esclusione dall’ultimo Festival. Amadeus, nella edizione passata, quando Al Bano cantò un medley con Gianni Morandi e Massimo Ranieri, si era lasciato andare a una promessa. Avrebbe preso qualsiasi canzone che Al Bano avesse presentato per l’edizione 2024 anche senza ascoltarlo. Di fatto non sappiamo se non l’abbia ascoltato ma comunque non ha proprio preso in considerazione la partecipazione del cantante pugliese. Tra i big c’erano alcuni vecchi colleghi dell’artista di Cellino come i reduci dei Ricchi e Poveri, Loredana Bertè, Fiorella Mannoia, Nek e Renga.

Eppure il nome di Al Bano, che è una delle colonne della musica leggera nazionale e uno degli artisti con maggior seguito popolare, non c’era. Lui che ha venduto oltre 25 milioni di dischi nel mondo e ha conquistato 26 dischi d’oro e 8 di platino nella sua lunga carriera. Le vicende di Al Bano con la sua storia con Romina Power e poi il matrimonio con Loredana Lecciso sono state sempre al centro dell’attenzione del pubblico televisivo. Così come le vicende dei sei figli avuti dai due matrimoni, la scomparsa misteriosa di Ylenia a New Orleans, il lancio della primogenita della Lecciso Jasmine come cantante.

Tutte le sue partecipazioni nei programmi televisivi di maggior audience Al Bano non si risparmia e non si nasconde dietro un dito per dire quel che ha da dire, finanche sulla guerra tra Russia e Ucraina che ha bloccato le sue trionfali tournée a Mosca.  La sua presenza è sempre garanzia di ascolti. Ma al Festival non difettano gli ascolti.

La lite con Fiorello per le battute “facili” sul nipote Alex Lupo

Già con il Festival in corso Fiorello aveva ironizzato su un possibile arrivo di Al Bano a Sanremo, in testa alla contestazione degli agricoltori, coi loro trattori. Notoriamente Al Bano si vanta di essere agricoltore e di coltivare vino e olio nella sua tenuta a Cellino San Marco (Brindisi). Quando se ne parlava in sala Stampa fu Fiorello a chiedere ad Amadeus “Sai chi ci sarà no alla testa dei trattori? Al Bano!” Facendo fare una risata a tutti i giornalisti.

A festival finito. Nel corso della trasmissione VivaRai2 Fiorello aveva preso di mira il nipotino del cantante, Axel Lupo: “È nato anche il nipote di Al Bano, lo hanno chiamato Axel Lupo!  Pensa se incontra Nathan Falco –il figlio di Briatore e la Gregoraci – Mai uno che chiama una figlia Blatta! Ti immagini? Blatta, Blattina… gli amici la chiamerebbero Blatty”. Al settimanale DiPiù tv Al Bano ha spiegato che la figlia è rimasta infastidita da certe battute.

Pur dichiarando di apprezzare Fiorello, non doveva approfittarsi di sua figlia Romina, per fare battute su un bambino: “Prendere in giro il nome di un bambino appena nato lo trovo di cattivo gusto. È un atto di puro bullismo, non sano egoismo“. Parole molto forti, ma il cantante la pensa come la figlia: “C’è rimasta davvero male. In questo momento è molto sensibile. Si può scherzare su tutto ma non sui bambini“.

Il ciclo Fiorello- Amadeus è giunto al termine, almeno per Sanremo

In effetti quest’anno Fiorello ha più volte superato il limite. Ad uno simpatico e bravo come lui si tende a perdonare tutto ma la sua maniera sfacciata di rapportarsi col mondo, da Mattarella all’ultima comparsa di via Teulada, gli fa perdere la misura delle cose. Così come è stato un errore far ballare il Ballo del Qua Qua a John Travolta, il mitico personaggio di Pulp Fiction, di Grease e della Febbre del sabato sera, come se fossimo alla Sagra di Rocca Cannuccia non ha pagato, anche se qualcuno ci ha guadagnato.

Lo stesso fare battute sul nome di un bambino non esprime un gran gusto e ci sentiamo di concordare con Al Bano.  Si vede che scarseggiano idee brillanti e forse un ciclo, quello Fiorello- Amadeus è giunto al termine.

Continua a far discutere Geolier invitato all’Università di Napoli dal Rettore

Non credo che Geolier sia stato vittima del razzismo a Sanremo. La sua presenza in quel contesto è stata davvero coraggiosa. Cantare un pezzo rap in un napoletano incomprensibile nel tempio della Canzone Italiana è un atto di grande coraggio e anche di astuzia commerciale. Se non se ne fosse parlato oggi in moti non saprebbero chi è Geolier.  A me lui non piace come canta e non mi piace il genere che canta, ma non posso misconoscere che sia apprezzato da tanti, anche non più giovani.

Come ricorderete il rapper venne fischiato a Sanremo da chi non condivideva la sua posizione di primo in classifica, la serata delle cover. La notizia di adesso è che è stato invitato ad un incontro con gli studenti all’Università Federico II di Napoli. “Per me, Geolier è un talento napoletano, un simbolo della grande creatività di Napoli” ha spiegato a Fanpage.it Matteo Lorito, rettore della più antica università laica d’Europa, che proprio quest’anno festeggerà gli 800 anni dalla fondazione.

E ha aggiunto: “Io credo che la vicenda di Geolier sia una buona notizia per Napoli. Ha reso ancora una volta protagonista a livello nazionale la valenza artistica della musica napoletana, seppur in termini totalmente nuovi. Nessun altra canzone di Sanremo si può identificare con una regione, come è riuscito a fare lui”.

L’economista Carlo Cottarelli tuttavia su X ha scritto: “Sarò retrogrado ma non capisco perché l’università di Napoli abbia invitato Geolier a tenere una lezione nell’Ateneo partenopeo. Tutti quelli che arrivano secondi a Sanremo dovrebbero tenere lezioni all’università? Bene faceva Edoardo Bennato a cantare “sono solo canzonette“”.

Roberto Vecchioni: c’è invidia verso Napoli e la sua cultura. Una delle città più immense del mondo

Prima di tutto non si è trattato di una lezione ma un semplice incontro per conoscere la storia del cantante di Secondigliano al quale il sindaco Gaetano Manfredi ha consegnato una Targa della città per il contributo alla diffusone della cultura napoletana.  A questa ed altre critiche che riguardano il rapper napoletano ha poi risposto Roberto Vecchioni, ospite del programma di Massimo Gramellini, “In altre parole” sabato 17 su La7:

Questa persona non ha capito proprio niente. Bennato era ironico quando parlava di canzonette. C’è invidia verso Napoli, perché Napoli era un Regno già nel Milleduecento, mentre altrove si pascolavano capre. Una delle città più immense del mondo. Ha inventato la musica, questo modo di esprimersi“. E, ancora, “Ha avuto tutte le dominazioni. Potevano morire da un giorno all’altro, invece sono diventati napoletani fortissimi, eccezionali, fantasiosi, meravigliosi e fanno conoscere l’Italia. Io amo Napoli. I miei genitori sono napoletani, ma anche se non lo fossero, direi le stesse cose“. Poi, ha aggiunto: “Tutti conoscono l’arte di Roma, ma andate a vedere cosa c’è a Napoli”.