15 Aprile 2021

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Nei palazzi a Roma si cercano alleanze e ad Amatrice intanto nevica

di Redazione

Mentre nei palazzi a Roma si decide "Ius soli" sì o Ius soli" no, e si cercano alleanze per la prossima tornata elettorale, ad Amatrice nevica per il secondo anno dopo il terremoto e gli abitanti sono ancora senza case

Mentre nei palazzi a Roma si decide "Ius soli" sì o Ius soli" no, e si cercano alleanze per la prossima tornata elettorale, ad Amatrice nevica per il secondo anno dopo il terremoto e gli abitanti sono ancora senza case. Cosa dovrebbero pensare gli abitanti di Amatrice  e zone limitrofe colpite dal sisma? Che passeranno per il secondo anno consecutivo l'inverno all'addiaccio o in sistemazioni di emergenza e che questo Natale il loro albero o presepe lo prepareranno i vigili del fuoco o la protezione civile, sempre presenti e vicini alla popolazione, ma il loro fondamentale lavoro dovrebbe essere finito da un pezzo, doveva ricominciare forse e dico forse la ricostruzione, invece da quel maledetto giorno, il 24 agosto 2016, l'unica macchina che ha funzionato è quella dei volotari, "Gli uomini e le donne che senza chiedere nulla e in silenzio", sono sempre lì, questa situazione sta diventando la normalità, come se nei paesi colpiti, passata l'emergenza salvataggi, non ci fosse fretta e di chi è preposto per la ricostruzione non si vede nemmeno l'ombra, se non per qualche passeggiata della stampa radiotelevisiva, le macerie sono ancora tutte al solito posto, forse accatastate bene ma tutte lì dove sono crollate.

Questa è la nostra politica, una banda di nullafacenti e  incompetenti, che pensano solo all'opinione pubblica, sbandierando  principi di morale con battaglie anche di oltre confine, europee, quando non sanno nemmeno ricostruire piccoli paesi, nei quali i loro concittadini chiedono ad alta voce dignità di vita, Amatrice, Visso, Ussita, Arquata e tutti gli altri paesini dell'entroterra colpiti dal terremoto cosa dovrebbero pensare di questa classe politica e chi dovrebbero votare? Il mio pensiero è di non far mettere le sezioni elettorali per tutto il territorio terremotato, perché la politica è assente, disinteressata e occupata a condurre battaglie che non riguardano il cittadino. Ogni tanto qualche passerella istituzionale, per far sentire la loro presenza e si sono scomodati Reali e Capi di Stato, di ogni Stato e colore,  in pompa magna, ma poi?  Poi niente, finito il teatrino ritorna il buio e la gente si sente ancora più sola e abbandonata, noi siamo fermi alla burocrazia e competenze e la gente è ancora all'addiaccio. Vergogna.

 
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