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26 Gennaio 2022

Pubblicato il

Napoli ripreso dal Sassuolo e tornano tutte sotto: i temi della quindicesima di Serie A

di Enrico Salvi
Il Milan a -1, l'Inter a -2 e l'Atalanta a -5. La Juventus riparte, la Roma si ferma ancora, Lazio luna park
Mario Pasalic mette a segno una tripletta contro il Venezia: è la sua seconda in carriera in Serie A
Mario Pasalic mette a segno una tripletta contro il Venezia: è la sua seconda in carriera in Serie A

Il terzo turno infrasettimanale di Serie A, pieno di gol, ha visto la testa della classifica accorciarsi ulteriormente: nelle ultime giornate il grande vantaggio di Napoli e Milan è stato dilapidato grazie soprattutto a Inter e Sassuolo. Ora le prima quattro sono divise da soli cinque punti.

Napoli splende e poi scricchiola

A Reggio Emilia il Napoli si ferma ancora: il bottino nelle ultime quattro partite recita solo cinque punti all’attivo. Un ottimo inizio non frutta gol alla squadra di Spalletti, che però nella ripresa in 9 minuti va in doppio vantaggio. Dopo aver abbattuto la Lazio, è ancora Mertens il protagonista: nel primo gol recupera palla sulla trequarti per il gol di Fabian, poi il belga con un altro pezzo di bravura fa 2-0. All’ora di gioco la partita sembrava incanalata, ma così come contro il Milan è Scamacca con un altro grande gol a riaprire la gara. Ad un minuto dal 90′ arriva il colpo di testa di Ferrari, e il Napoli capitola per un attimo nel recupero, ma il gol di Defrel viene annullato per fallo precedente di Berardi. I neroverdi bloccano le due capoliste in tre giorni, mentre per il Napoli oltre al danno (la rimonta subita) c’è anche la beffa degli infortuni muscolari di Koulibaly (ne avrà per un mese), Ruiz e Insigne. Per Spalletti – nervoso, espulso e fuori per due giornate – il compito di una squadra da reinventare contro l’Atalanta.

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Milan, Inter e Atalanta si riavvicinano

In una partita dal sapore particolare, il Milan batte a domicilio il Genoa di Shevchenko. Una serata quasi perfetta per la squadra di Pioli: l’unica brutta notizia è rappresentata dalla lesione al legamento crociato del ginocchio di Kjaer, poi il Milan gioca, crea e segna. Così come con la Roma, la sblocca Ibrahimovic direttamente su calcio di punizione, poi sale in cattedra Messias, che conclude la sua settimana da sogno. Dopo aver matato l’Atletico Madrid, alla sua prima da titolare mette a segno la doppietta che mette la parola fine alla sfida. Spazio anche per Maignan che fa due prodezze: salva su punizione, poi si butta all’indietro su tiro da lontanissimo di Portanova. Importante clean sheet e Diavolo che torna ad una lunghezza dal Napoli.

Un punto più giù c’è l’Inter, che mette a segno la terza vittoria consecutiva in campionato, la quarta contando la Champions. Inizio un po’ lento in casa con lo Spezia ma controllo del match dal primo all’ultimo minuto, con una manovra avvolgente come quella che porta la Beneamata in vantaggio: 15 passaggi di fila, di cui gli ultimi tre di prima e gol di Gagliardini. Unico brivido per Inzaghi è la decisiva parata di Handanovic prima dell’intervallo, poi nella ripresa è solo Inter: prima la traversa di Correa, poi il 2-0 per chiudere la contesa con il rigore di Lautaro. Margine che poteva essere più ampio, ma Provedel nega il tris più volte ai nerazzurri, che nelle ultime quattro partite ha accorciato sensibilmente sulla testa.

Poco più in basso in classifica, l’Atalanta è forse la squadra più in forma in Serie A, e sabato potrebbe avvicinare ancora di più la testa qualora battesse il Napoli. Anche contro il Venezia vince, segna e diverte, con gol e combinazioni oramai diventati proverbiali. Mattatore della serata è Pasalic, autore di una tripletta e uomo on fire della banda Gasperini, con sei gol nelle ultime cinque partite ufficiali tra campionato e Champions League. A segno per la prima volta in Serie A anche Koopmeiners, diventato già fondamentale nel centrocampo della Dea nel creare gioco. Per la prima volta in stagione arriva anche la seconda porta inviolata di fila: un’iniezione di fiducia ulteriore in vista di una doppia sfida già fondamentale (prima Napoli e poi Villareal).

La Juventus riparte, la Roma si blocca, la Lazio combina di tutto

Da Salerno e da Dybala riparte la Juventus. Allegri espugna l’Arechi nel segno della Joya, autore del gol del vantaggio, dopo un uno-due di prima con Kulusevski. L’argentino stampa una punizione sul palo interno, colpito anche dalla Salernitana nell’unica occasione concreta dei granata. Arriva il raddoppio di Morata dopo quattro minuti dal suo ingresso in campo e poi è ancora Dybala, nel bene e nel male. L’errore dal dischetto, scivolando nel calciare il pallone, non macchia la prestazione e l’idea della sua imprescindibilità, nelle idee offensive ma anche in zona gol, la più grave lacuna bianconera. Sono 7 gol in 14 partite giocate quest’anno.

Alle spalle delle prime quattro non tiene il passo la Roma, che non dà continuità a Bologna e soccombe alla squadra di Mihajlovic. I giallorossi vanno sotto con il piattone da fuori all’angolino di Svanberg al 35′. Nel secondo tempo i tentativi di pareggiare la sfida portano tre interventi decisivi di Skorupski ma anche tanto nervosismo, le ammonizioni di Abraham e Karsdorp, che diffidati salteranno l’Inter. Il risultato finale è scontato: Roma ko e Mourinho furioso con la gestione arbitrale. Il portoghese avrà una formazione da reinventare per a sfida contro il suo passato.

La Lazio, nel posticipo del giovedì, mette in scena con l’Udinese una partita molto vicina ad una roulette russa. Otto gol e tre espulsioni in 100 minuti di battaglia. Udinese avanti con un sontuoso Beto, prima con lo stacco di testa ben indirizzato all’angolino, poi con i 50 metri di corsa a campo aperto, prima di saltare Reina a e fare 2-0. Immobile prova subito a riaprire una sfida che sembrava richiudersi con il tris friulano di Molina. Nel secondo tempo la Lazio la rimettete in piedi prima con Pedro poi una delle classiche sassate di Milinkovic-Savic dai 20 metri. In 10 vs. 10 (espulsi Patrick e Molina per somma di ammonizioni) arriva il sorpasso con il colpo di testa di Acerbi, ma al minuto 97 l’ennesimo ribaltone. Punizione dal limite da destra di Forestieri, sei giocatori in area a fare densità ma palla all’indietro per il destro a giro di Aslan per il clamoroso 4-4 finale. Ennesimo passo falso per Sarri, che nelle ultime tre partite di Serie A ottiene un solo punto.

Centrogruppo: Bologna e Fiorentina corsa da grandi

Bologna e Fiorentina continuano a fare la corsa con le grandi e sono al sesto posto in coabitazione con la Juventus. Detto della vittoria di misura dei rossoblù, quadrati e concreti contro la Roma, la Viola batte la Sampdoria con tre gol nel primo tempo dopo il vantaggio blucerchiato firmato da Gabbiadini. In coda passettino in avanti del Cagliari, che a Verona coglie il terzo pareggio consecutivo. Pareggio anche tra Empoli e Torino, con i granata avanti di due gol dopo un quarto d’ora ma costretti a giocare con un uomo in meno per un ora. 2-2 il finale, che tiene i toscani nel lato sinistro della classifica.

Ci Piace e Non Ci Piace: Dusan Vlahovic e Andriy Shevchenko

Con il gol messo a segno contro la Samp, Dusan Vlahovic ritocca ulteriormente i propri record: il capocannoniere, a soli 21anni, nel 2021 ha messo a segno 29 gol: a livello europeo soltanto Lewandowski nei principali campionati del Vecchio Continente ha saputo far meglio.

Premio di peggiore che va a Andriy Shevchenko, ancora a secco di gol dopo l’arrivo sulla panchina del Genoa. Va detto che il calendario non ha aiutato il tecnico ucraino (Roma e Milan già affrontati, Juventus e derby all’orizzonte) ma serve una scossa ed in fretta.

 
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