03 Agosto 2021

Pubblicato il

MoVimento 5 Stelle, un’operazione verità su Roma

di Redazione
Dichiarazioni al vetriolo dei 5Stelle capitolini, che non risparmiano nessuno

MARINO COME ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE – Una dichiarazione al vetriolo quella del M5S Roma nei confronti di Ignazio Marino intervenuto durante la trasmissione di La7, condotta da Corrado Formigli, Piazza Pulita. “Il sindaco è apparso obiettivamente come Alice nel Paese delle Meraviglie – hanno dichiarato i 5 Stelle capitolini – Siamo rimasti allibiti nel momento in cui, sul tema del debito e del disavanzo del Comune di Roma, frutto della malapolitica del Pd e del Pd-L degli ultimi anni, si è messo a parlare delle aiuole delle scuole”.

“Queste – si chiedono – sono le idee che si intendono mettere in campo per Roma, a fronte di un decreto (c.d. Salva Roma ter, ndr) che di fatto si concretizza in una procedura di commissariamento della Capitale? Queste sono le cose importanti per l’amministrazione di una città in cui ATAC prende almeno 150 milioni di euro l’anno, AMA è esposta per 800 milioni e riusciamo a perdere 15 milioni in 2 anni persino con una società che gestisce 44 farmacie?”. I 5 Stelle capitolini precisano anche che “la scorsa settimana la maggioranza ha votato una delibera che sana questo ‘buco’ ”.

Le partecipate – continuano – sono il vero cancro degli enti locali, un passato di cui non ci si riesce a liberare, con incarichi e consulenze dai compensi fuori mercato che non hanno prodotto niente. In oltre 5mila organismi privati, partecipati dagli enti locali, l’indebitamento è valutato intorno ai 34miliardi di euro (2 punti di PIL – precisano ancora) con fenomeni di cattiva gestione che si sono concretizzati in ‘assunzioni di massa illegittime e clientelari, in consulenze inutili, in sprechi per acquisti di forniture inutili e a prezzi fuori mercato’ ” – spiegano citando Tommaso Cottone, procuratore regionale della Corte dei Conti della Campania in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della giustizia contabile.

“Quello che un sindaco dovrebbe fare, è partire esattamente da qui e non dalle aiuole. In un bilancio in cui la spesa corrente è al di sopra del 90% quello che va fatto è: ridurre gli innumerevoli sprechi delle municipalizzate, che costano al Comune oltre 1,5miliardi di euro; revisionare, voce per voce, i contratti di servizio – dall’esame dei quali i 5 Stelle hanno potuto rilevare “enormi sprechi”; ridurre i dirigenti – quelli di Atac, specificano, “percepiscono quasi 15 milioni di euro”, nonché i loro premi; rivedere le una tantum e i superminimi” – sul punto, spiegano, esiste una mozione del M5S approvata in data 2/08/2013 che non viene applicata.

“Perché – si chiedono ancora i 5 Stelle capitolini – alcune di queste società incassano così poco? Come mai Atac incassa 280 milioni di biglietteria a fronte di una stima di 1miliardo di passeggeri?”. La soluzione, secondo il M5S, è quella di effettuare “controlli sui mezzi, magari utilizzando a questo fine una parte del personale amministrativo, tenuto conto del fatto che Atac ha 12mila dipendenti e solo 5mila 800 autisti (ne sai nulla Alemanno? – incalzano)”.

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“Come mai a Roma – continuano – non vengono evase 240mila pratiche di condono, di cui circa la metà risalenti addirittura al primo condono del 1985? Centinaia di milioni di mancate…RISORSE PER ROMA! (batti un colpo se ci sei… – ironizzano). Quanti condoni – chiedono ancora – sono stati fatti nel 2012? E quanti nel 2013?”.

Pertanto, tra le altre cose da fare, bisogna anche “realizzare una vera ed effettiva centrale unica degli acquisti per la riduzione degli sprechi nelle commesse, che al momento è al 13%”. E ancora, bisogna “risolvere i fitti passivi più onerosi, per cui il Comune spende quasi 100milioni di euro l’anno; accentrare le attività consiliari, a cominciare dalle Commissioni che devono svolgersi in un’unica sede e non essere sovrapposte”. Anche su questo punto, specificano i 5 Stelle di Roma, “esistono 2 nostre mozioni”, che ancora una volta restano inapplicate.

E poi sul patrimonio immobiliare: “Quando c’è da affittare da terzi (che poi sono sempre i soliti – sostengono) paghiamo sempre il massimo; quando invece c’è da affittare i nostri beni a terzi ne otteniamo sempre il minimo. Dobbiamo valorizzare e mettere a reddito, e non vendere, il nostro patrimonio immobiliare. Dei tanti immobili che il Comune di Roma sta ponendo in vendita con la proposta di delibera n. 88 molti, in pieno centro, sono affittati a 200 euro al mese. Anziché (s)venderli, facciamoli fruttare per quanto valgono. Stesso si può dire delle concessioni. Basta con le concessioni regalate, in tutti i settori, dagli immobili al commercio – incalzano – Bisogna ricontrattarle tutte man mano che vanno a scadenza. Il tutto, in un’ottica di salvaguardia e tutela dei beni e dei servizi pubblici, nel rispetto della volontà espressa dal 95% degli elettori nel referendum 2011”.

Secondo il MoVimento 5 Stelle, “queste sono le cose da fare, e sono semplici. Il problema è che la politica, il Pd e il Pd-L, non le faranno mai. Perché non le possono fare. Perché sono la vera causa della costituzione di questo sistema così malato”.

M5S, IL GRANDE ESCLUSO – Ma c’è dell’altro. “Abbiamo appreso che il sindaco Marino ha istituito una ‘cabina di regia’ con la finalità di individuare gli eventuali tagli da effettuare nell’ambito della spending review capitolina. Membri effettivi della cabina sono l’assessore al Bilancio Daniela Morgante, il vicesindaco Luigi Nieri, il presidente della Commissione Bilancio Alfredo Ferrari, il capo di Gabinetto Luigi Fucito e il segretario generale Liborio Iudicello”. Tutti, tranne uno: il presidente della Commissione Speciale per la Riforma e la Razionalizzazione della Spesa dell’Amministrazione, Daniele Frongia, proprio del MoVimento 5 Stelle, che ne ha ricevuto notizia dalla stampa. La Commissione presieduta da Frongia è, tra l’altro, incaricata di svolgere i compiti che Marino vorrebbe affidare a questa cabina di regia.

“Riesce difficile trovare un motivo logico per tale dimenticanza – dichiarano i grillini di Roma – oppure la spiegazione è troppo ovvia: il sindaco non ritiene necessaria o utile la Commissione? Si preferisce far finta che non ci sia? Forse perché, nonostante la poca disponibilità a parteciparvi da parte dei suoi componenti, sta producendo atti che obbligano a rivedere diritti e privilegi acquisiti e duri a morire? La Commissione continua a lavorare, magari ignorata dall’Amministrazione e dalle altre forze politiche, ma decisa a portare avanti la propria attività: prima o poi qualcuno potrebbe chiamarci, magari in una seduta spiritica, visto che ci trattano da fantasmi”.

 
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