12 Maggio 2021

Pubblicato il

Mentre le big rallentano, l’Atalanta fa la voce grossa: I temi della 9a serie A

di Enrico Salvi

Le grandi rallentano per la gioia delle piccole, e nel frattempo una piccola ormai è diventata una grande a tutti gli effetti

stadio di calcio
Stadio di calcio

Con la Lazio corsara a Firenze in serata, si chiude questo nono turno (per fortuna, senza monday night). Dopo aver corso in tutta questa prima parte di stagione, le grandi rallentano per la gioia delle piccole, e nel frattempo una piccola ormai è diventata una grande a tutti gli effetti, che mentre gioca in Champions è terza in campionato. Andiamo a vedere tutto nel dettaglio.

Pari per Juve, Inter e Napoli: la Champions lascia scorie?

Merito di Lecce, Parma e Spal certo, ma le tre big di questo campionato hanno faticato più del previsto. La Juventus in Salento non ha mostrato lo smalto dei giorni migliori, ma deve questo pareggio agli errori sotto porta (come quello clamoroso di Bernardeschi a porta spalancata), considerando anche statistiche come 71% di possesso palla, 25 tiri e 14 corner. Oltre al cinismo ci sono alcuni dettagli da aggiustare per Sarri,  come per esempio l'ennesimo mani di De Ligt in area.

Tre ore dopo l'1-1 di Lecce, l'Inter non ne approfitta per tornare in testa alla classifica. Un po' a corto di uomini e di fiato, i nerazzurri si fanno rimontare dal Parma con degli errori difensivi e di disimpegno mai visti quest'anno, e trovano il pareggio solo con il gol di Lukaku, oggetto di contestazione per il presunto fuorigioco dell'assistman Candreva. Conte a fine partita ha chiesto rinforzi: forse le energie spese per la Champions cominciano a farsi sentire.

Sensazione simile anche per il pari del Napoli, domenica pomeriggio a Ferrara, al cospetto di una coriacea Spal. Anche qui qualche occasione di troppo sciupata, come le conclusioni di Fabian Ruiz: per Ancelotti sono due punti che potevano essere recuperati alla coppia di testa.

La devastante Dea del Gasp, in Italia oramai una big

Sembrava un pomeriggio difficile, con il gol di Okaka al 12' su errore da circoletto rosso di Kjaer, ma per l'Atalanta è stata una passeggiata di salute. Da 0-1 a 7-1, con prestazioni stellari su tutti i fronti: la quantità di Castagne in mezzo al campo, Gomez tornato a fare il rifinitore eccellente, Ilicic e Muriel letali sotto porta; il tutto senza Zapata davanti. La Dea diverte e fa divertire la nuova curva nord del Gewiss Stadium, dimenticando il pokerissimo rimediato all'Etihad di Manchester. Se in Europa stenta ancora, in Italia l'Atalanta fa il bello e il cattivo tempo, e approfittando del rallentamento generale si porta a sole tre lunghezze dalla Juventus capolista. Provinciale a chi?

La risposta delle romane, il rammarico di Milan e Fiorentina

I posticipi domenicali restituiscono il contraccolpo opposto tra Europa e Italia per le romane, che così come l'Atalanta, in campionato rispondono presente. Per la Roma, nella sfida tra chi doveva entrare ufficialmente in crisi, è stata una vittoria a fatica, che toglie i 4 pareggi di fila ma che lascia ancora qualche ombra. Contro un Milan troppo disattento, in fase d'impostazione così come sulle palle inattive, la squadra di Fonseca è ancora ad ampi tratti lenta e imprecisa, ma ci sono giocatori che fanno la differenza, come Dzeko e Zaniolo, che i rossoneri non hanno. Per Pioli un passo indietro rispetto alla sfida con il Lecce ed un calendario prossimo che in questo senso non aiuta.

Vittoria preziosa anche per la Lazio, dopo il ko di Glasgow. Stavolta, passata in vantaggio con Correa, non si è fatta ribaltare, e dopo il pareggio di Chiesa ha cercato con più insistenza la vittoria, arrivata all'89' ancora con Ciro Immobile (10° gol nelle prime 9 di campionato). Stavolta Inzaghi ha azzeccato la mossa di inserire Lukaku, che non giocava da gennaio, autore dell'assist vincente. La Viola recrimina per il fallo di quest'ultimo ad inizio azione, ma deve fermarsi dopo 6 risultati utili consecutivi.

Ci Piace e Non Ci Piace: Thiago Motta e Franck Ribéry

Esordio da sogno per il neoallenatore del Genoa Thiago Motta. Al netto della vittoria scacciacrisi contro il Brescia con una prestazione positiva, chi non vorrebbe inserire tre giocatori dalla panchina e vederli segnare tutti e tre? Adesso il Grifone ha messo nella provvisoria zona retrocessione il Brescia, e potrebbe essere proprio Corini il prossimo allenatore a rischio esonero.

Passando alla nota dolente, evitiamo di parlare dell'Udinese (sarebbe come sparare sulla Croce Rossa) e della Sampdoria (sempre più ultima), ma ci concentriamo su uno degli uomini copertina di questo campionato, Franck Ribéry. Incensato per le sue prestazioni (tanto da essere stato nominato dalla Lega "giocatore del mese" di settembre), ieri al fischio finale di Fiorentina-Lazio è andato a muso duro contro l’assistente di Guida, il signor Passeri, spintonandolo due volte. Parola al Giudice Sportivo per una probabile squalifica, ma gesti così sono inqualificabili, soprattutto per un campione come lui.

 
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