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Castelverde, finalmente si accendono i lampioni: dopo dieci anni parte il cantiere nel Municipio VI

Circa 30 giorni di lavori, con l’obiettivo di rimettere in funzione un impianto già realizzato, ma mai entrato davvero nella vita del quartiere

Illuminazione pubblica

Illuminazione pubblica e stradale (Ced Impianti Group)

Per chi vive a Castelverde, soprattutto la sera, certe strade e certi parcheggi non sono mai stati solo “buio”: sono stati attesa, disagi, percorsi da fare in fretta, spazi da evitare quando cala la luce. Adesso qualcosa cambia davvero.

Roma Capitale annuncia l’avvio dei lavori per adeguare e riattivare l’impianto di illuminazione pubblica del quartiere, nel Municipio VI, oltre il G.R.A. lungo via Massa di S. Giuliano, nel tratto che guarda verso via Prenestina e via di Lunghezza.

L’opera era stata realizzata nel 2014, poi è rimasta spenta per oltre un decennio, impigliata in passaggi amministrativi e carte mai arrivate al punto finale. Il Campidoglio parla di “piano di riaccensione nelle periferie”: stavolta, per Castelverde, non è uno slogan.

Castelverde e il cantiere dell’illuminazione: le vie interessate e cosa verrà sistemato

I lavori saranno eseguiti da ACEA Areti I.P., con un finanziamento di Roma Capitale di circa 76.000 euro. Il cantiere coinvolgerà le aree vicine al polo sociale e sportivo in via Civitella Casanova, e poi parcheggi e spazi limitrofi di via Montepagano e via Corvara. Si tratta di punti che, per un quartiere giovane e cresciuto rapidamente, valgono doppio: sono luoghi di incontro, di attività sportive, di quotidianità.

L’orizzonte temporale è chiaro: circa 30 giorni di lavori, con l’obiettivo di rimettere in funzione un impianto già realizzato, ma mai entrato davvero nella vita del quartiere.

Perché i lampioni erano spenti dal 2014: lo stallo che ha fermato un’opera già pronta

La storia è quella, purtroppo, tipica di alcune zone oltre il Raccordo: opere costruite e poi bloccate da collaudi mancati, consegne non perfezionate, passaggi patrimoniali rimasti sospesi. Il Campidoglio spiega che molte infrastrutture realizzate dalle A.C.R.U. (Associazioni Consortili di Recupero Urbano) nel periodo 2000-2016 sono rimaste in un limbo amministrativo.

Tradotto: i cittadini hanno visto pali, cavidotti, impianti, ma niente servizio. Nel tempo, il problema non è rimasto isolato: ha finito per diventare un simbolo del “gap” di servizi essenziali nelle periferie nate o consolidate con percorsi urbanistici complessi.

Il “metodo Campidoglio” per le opere incompiute: Dipartimenti e gestore allo stesso tavolo

Il cantiere di Castelverde viene presentato come applicazione di un nuovo modello coordinato dalla Direzione Generale di Roma Capitale per sbloccare gli impianti incompiuti. La macchina amministrativa mette insieme Dipartimento Attuazione Urbanistica, i settori che seguono infrastrutture e lavori pubblici, Patrimonio e ACEA Areti I.P.

L’obiettivo è arrivare più rapidamente all’acquisizione dell’impianto al patrimonio comunale e, subito dopo, alla messa in esercizio. È la parte “invisibile” dei lavori, quella che di solito fa perdere anni: stavolta Roma dice di avere trovato una strada più rapida.

Dal precedente di Cerquette Grandi a Castelverde: “non solo luce, ma sicurezza e dignità”

Nel 2025, riferisce l’amministrazione, risultati positivi sono arrivati a Cerquette Grandi (Municipio XIV). Ora si replica nel Municipio VI. “La nostra priorità è colmare il gap di servizi essenziali nelle zone periferiche ex abusive. Non si tratta solo di accendere dei lampioni, ma di garantire sicurezza e dignità a migliaia di famiglie che attendono queste risposte da troppo tempo”, afferma l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia. Parole che, a Castelverde, toccano un punto concreto: la luce cambia la percezione, rende più vivibili spazi pubblici e percorsi, favorisce presenza e controllo sociale naturale.

Segnalini: “recupero e rimessa in esercizio, opere ferme diventano servizi reali”

Sull’intervento interviene anche l’assessora ai Lavori pubblici Ornella Segnalini: “Con l’intervento di Castelverde sblocchiamo un’opera pubblica realizzata oltre dieci anni fa e mai entrata in funzione. È un lavoro concreto di recupero e rimessa in esercizio di infrastrutture esistenti”. Il nodo, dice, è il metodo che supera i blocchi amministrativi e trasforma opere incompiute in servizi. È un tema che riguarda molti quartieri romani oltre il centro: quando un’infrastruttura resta ferma, non è solo un problema tecnico, ma una frattura di fiducia.

Cosa si aspettano i residenti: più vivibilità serale e spazi pubblici che tornano a “contare”

A Castelverde la questione è pratica: parcheggi illuminati, camminamenti più sicuri, l’area del polo sociale e sportivo che non si svuota appena scende il sole. Se i 30 giorni saranno rispettati, l’effetto sarà immediato e visibile. E c’è un altro punto: quando un cantiere chiude uno stallo lungo dieci anni, lascia un messaggio a tutto il quadrante Est. Il Municipio VI, spesso raccontato solo con parole come “periferia” e “disagi”, ha bisogno anche di notizie normali: un servizio che finalmente funziona, un pezzo di città che si riallinea al resto.